Home Attualità Mafia, Antoniozzi: “Dimissioni Ubertini”. Ubertini: “Basta, ora querelo. Io sono la vittima”.
Mafia, Antoniozzi: “Dimissioni Ubertini”. Ubertini: “Basta, ora querelo. Io sono la vittima”.

Mafia, Antoniozzi: “Dimissioni Ubertini”. Ubertini: “Basta, ora querelo. Io sono la vittima”.

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Viterbo – “No alla mafia”. Ci mancherebbe altro. Affermazione scontata. Ma l’opposizione ha sentito l’urgenza di ribadirlo con la richiesta di un consiglio comunale straordinario. Giusto. Ottima iniziativa. Ognuno, maggioranza e opposizione, a turno ha esposto la sua posizione, ovviamente contraria, prendendo l’impegno a “fare muro” contro qualunque tentativo di eventuali malavitosi di inserirsi con comportamenti poco corretti nei gangli dell’amministrazione comunale. Qualcuno, però, si è spinto un po’ più in là. È il caso del consigliere comunale Alfonso Antoniozzi (Viterbo 2020) che ha chiesto di “valutare le dimissioni dell’assessore comunale, Claudio Ubertini“. Va detto che Ubertini appare nelle intercettazioni di alcuni degli indagati che lo avrebbero messo nel mirino: dal 2013 ad oggi alla famiglia di Ubertini sono state incendiate tre auto, recapitata una pallottola e una testa di animale. Una vittima, dunque. Non un indagato. Dall’opposizione per lui nessuna solidarietà,  ma la richiesta, da parte di Antoniozzi di dimettersi. E pensare che pure per gli indagati, e Ubertini non è tra questi, vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio e alla condanna definitiva. Ma nel consiglio comunale straordinario sulla legalità, i pensieri di qualcuno sono altri. Antoniozzi nel suo intervento dice“Riteniamo inderogabile che non sorga il benché  minimo sospetto sulla moralità e sulla legalità di un amministratore, e tanto più l’avremmo fatto se questo qualcuno fosse stato nella posizione di dover gestire nel prossimo futuro appalti per milioni di euro. Ci sentiamo, quindi, obbligati a chiedere al sindaco, proprio perché ci ha detto che sta valutando l’ipotesi  di costituirsi parte civile,  di valutare l’ipotesi di chiedere all’assessore Ubertini  e vedere il suo nome spunto dai faldoni di indagine,  evitando così che sulla trasparenza e sull’onestà di questa amministrazione possa sorgere il benché minimo dubbio”. Dunque, secondo Antoniozzi, la presenza di Ubertini in giunta potrebbe “far sorgere il dubbio su: trasparenza e onestà dell’amministrazione”?. L’interessato, apprese le dichiarazioni, ha pensato di valutare l’esistenza di estremi per una querela. “Mi sembra che questa vicenda stia assumendo contorni pretestuosi e inaccettabili – dice Ubertini – oltre a quelli di una strumentalizzazione politica. Attendo i verbali della seduta di consiglio comunale, dopodiché valuterò se ci sono gli estremi per querelare“. “Sono stato vittima per due anni di delinquenti. Ho regolarmente sporto denuncia contro ignoti per gli atti subiti. Solo dopo gli arresti ho saputo che a minacciarmi era un cliente del mio studio. Io e la mia famiglia abbiamo subito uno shock.  Dalle intercettazioni credevano che io avessi interessi in un compro oro. Che ora qualcuno voglia farmi passare per uno che fa parte di queste cose, mi sembra un po’ eccessivo. Io non ho nessuno scheletro nell’armadio. È ora di metterci un punto”. Sull’intervento di Antoniozzi durante il consiglio comunale straordinario sulla legalità era intervenuto anche Andrea Micci (Lega): “Spero di aver capito male – aveva detto – perché quello che ho ascoltato tende al giustizialismo, ed è gravissimo. Il giustizialismo rende ciechi e mette sullo stesso banco vittime e carnefici, facendo di tutta l’erba un fascio. Basta un nonnulla per rovinare qualcuno. Il fenomeno mafioso nasce dall’assenza dello Stato  e delle istituzioni. Facile dire che  bisogna rispettare le regole. Ma non basta. Quello che conta è educare al rispetto delle regole, costruire una cultura dell’etica, in presenza della quale, per assurdo, non ci sarebbe nemmeno bisogno di ribadire il principio di legalità, perché ognuno agirebbe nel suo solco”.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.