Viterbo, 17 dicembre 2024 – Consiglio comunale: maggioranza Frontini senza numeri, ma arriva la stampella del Pd. Inizio di seduta quella di oggi, al fulmicotone. Minuti incandescenti nel parlamentino di Palazzo dei Priori. Manca il numero legale: ci sono solo quindici consiglieri di maggioranza in aula. Per la validità della seduta servono diciassette. Numeri che la maggioranza Frontini, da sola, non ha. Sono rimasti a casa Paolo Moricoli e Daniele Rossi. Quest’ultimo arriverà successivamente, ma intanto Palazzo dei Priori barcolla, mentre nei banchi dell’opposizione esplode il putiferio. La sindaca non arriva. Il consiglio non inizia. L’opposizione sospetta che il ritardo di Chiara Frontini e, di conseguenza, quello del consiglio comunale che, senza di lei, non parte, sia dovuto proprio a permettere al consigliere Rossi di arrivare in aula per l’appello. Ma anche conteggiando lui, mancherebbe comunque un consigliere per arrivare a 17. I minuti scorrono e l’opposizione inizia a dare in escandescenza. Il centrodestra batte i pugni sui banchi. Dai banchi della giunta, allora, inizia l’appello. I due consiglieri comunali di maggioranza che servono per il numero legale, ancora non ci sono. E qui arriva il colpo di scena. I quattro consiglieri del PD: Alvaro Ricci, Alessandra Troncarelli, Lina delle Monache e Francesca Sanna restano in aula, rispondono all’appello e salvano la maggioranza Frontini. A questo punto la sindaca chiede una sospensione dei lavori. Una pausa durante la quale l’opposizione di centrodestra tiene una conferenza stampa. Sul tavolo della Sala Regia si presenta: Fratelli d’Italia, Lega Per il Bene Comune, i tre consiglieri comunali Giulio Marini, Letizia Chiatti, Marco Bruzziches per commentare l’accaduto. “Sono diverse sedute che si aspetta l’arrivo del sindaco come il messia, e diventa la foglia di fico che copre il ritardo quando manca qualche consigliere”, dice Laura Allegrini (FDI) che punta il dito sul “dato politico”: “Il Pd ha tenuto il numero legale, ha fatto da stampella”. Lo stesso sostiene la Lega: “È lampante che questa maggioranza non ha più i numeri”., dice Andrea Micci, “Non ci sono più basi concrete per governare. Vediamo quanto riusciranno a reggere con questa situazione”. Secondo Luisa Ciambella (Per il Bene Comune): “Quello che è avvenuto all’inizio di questo consiglio comunale è di una gravità estrema. Il Pd ha assistito questa maggioranza, vedremo se sotto l’albero ci sarà qualche sorpresa”, dice riguardo a eventuali emendamenti presentati dai democratici che la maggioranza Frontini potrebbe approvare durante la sessione di bilancio che proseguirà fino a giovedì. “Se vedremo altre situazioni anomale – prosegue Ciambella – abbandoneremo i lavori, perché non avrà senso restare in aula”. Giulio Marini chiede chiarezza: “Quando sono stato sindaco non ho mai avuto un sostegno del genere, perché c’era un modello in cui si sa chi sta con chi. A questo punto tutti quanti siamo curiosi di sapere il prezzo di questo sostegno”, dice Marini che chiede al gruppo che è rimasto in aula di “dichiarare esplicitamente” le proprie posizioni, “senza nascondersi dietro ai sotterfugi”. Tutti rientrano in aula e il consiglio inizia. La consigliera Francesca Sanna del Pd, tra i quattro che era rimasta in aula garantendo il numero legale, chiede la parola non solo per spiegare il motivo della sua permanenza in aula, ma anche per bacchettare l’opposizione di centrodestra. “Siamo rimasti in aula perché interessa a tutti sapere cosa vuole fare la maggioranza” dice riguardo all’esposizione del Documento Unico di Programmazione che sarà illustrato in consiglio comunale. Poi l’attacco al centrodestra: “Insistete per iniziare, poi quando il consiglio comincia, uscite per fare una conferenza stampa”. Insomma la maggioranza sarà pure senza numeri, ma le vere scintille sono tutte in opposizione con Pd e centrodestra che dopo l’iniziale tregua nella condivisione degli stessi banchi sul lato opposto della maggioranza, sono tornati ufficialmente a suonarsele di santa ragione.