Home Attualità Marini con la candidatura in Regione presenta il conto dello sfascio di Forza Italia?
Marini con la candidatura in Regione presenta il conto dello sfascio di Forza Italia?

Marini con la candidatura in Regione presenta il conto dello sfascio di Forza Italia?

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Viterbo, 9 luglio 2022 – Giulio Marini lancia la sua proposta di candidatura alla regione Lazio. Ma sbaglia chi pensa che l’iniziativa dell’ex capogruppo di Forza Italia al comune di Viterbo sia una semplice rincorsa alla poltrona. Sarebbe un’analisi grossolana che può essere concessa all’uomo della strada, ma non a chi deve conoscere i rituali della politica e non può limitarsi a una lettura tanto semplicistica. La mossa di Giulio Marini, infatti, potrebbe essere l’inizio di quello che nel centrodestra sarà un passaggio inevitabile: la presentazione del conto a chi ha determinato un disastro che rimarrà agli annali della storia nel comune di Viterbo.  Una rapida discesa verso l’abisso, iniziata con le nozze Pd-Forza Italia in Provincia. L’inizio della fine. Da qui si sono succeduti una serie di eventi, dietro ai quali i commentatori della politica hanno ogni volta cercato di vedere un machiavellico disegno strategico, per dare una qualche dignità alla drammatica vicenda esistenziale del centrodestra, per poi arrendersi all’inverosimile e accettare l’impensabile,  cioè che dietro a quello che stava accadendo, probabilmente, non c’era  alcuna strategia, ma, in alcuni casi, solo livori e dilettantismo, isterie da prime donne, letali protagonismi, impuntature distruttive e prive di ogni logica, e infine l’incapacità di analisi politica e delle scelte conseguenti.  Chiara Frontini avrebbe vinto anche restando seduta sul  divano di casa sua a guardare la televisione, tale era la saturazione dell’elettorato viterbese verso certi modi di interpretare la politica.  E forse la spaccatura del centrodestra ha fornito un alibi e risparmiato uno scenario ancora peggiore: quello di incassare una sonora sconfitta pure andando uniti con i candidati presumibilmente sbagliati. Insomma, tutto quello che il centrodestra poteva fare per sparire dal governo cittadino, l’ha fatto. Prima le “nozze rosse”, di sanguinosa memoria, in Provincia tra Forza Italia e il Pd, sfociate nell’elezione a Presidente di Alessandro Romoli, e “nobilitate” con la tiritera che oramai la destra è come la sinistra, perché conta solo fare le cose. L’elettore ci ha creduto così tanto, da votare il patto civico di Chiara Frontini.   Poi la caduta del comune di Viterbo orchestrata da Lega e Fratelli d’Italia che, al momento di ripresentarsi, non sono riuscite a restare insieme nemmeno una settimana. Infine, ma non per importanza, lo smottamento di Forza Italia, con una parte consistente transitata nella coalizione di centrosinistra, dove non ha trovato la gloria che cercava. Della lista Viterbo Cresce entra in consiglio comunale solo Elpidio Micci, in opposizione. In questo scenario impazzito, avvilente e votato al disastro ad un certo punto è apparso chiaro che si procedeva a passi spediti verso una Caporetto al primo turno, senza possibilità di salvezza, e dunque, ad alcuni, con più esperienza e spirito di sacrificio, è stato probabilmente chiesto di governare la nave fino alla sua distruzione. Uno di questi è stato il commissario cittadino Giulio Marini. Azzurro della prima ora, ha dovuto mettere la faccia nel momento, forse, peggiore e più imbarazzante per Forza Italia, uscita con circa il 4% dalla competizione elettorale al comune di Viterbo.  Un fatto senza precedenti per il glorioso partito azzurro, che esce da Palazzo dei Priori nel peggiore dei modi. Un risultato che non può essere attribuito al caso, ma è la sommatoria di una serie di decisioni prese da chi ne aveva il potere. Ed ecco la candidatura di Giulio Marini alla Regione Lazio. “La mia è una proposta di candidatura alla luce del sole”, ha detto. E siccome il diavolo si nasconde nei dettagli, il pensiero corre subito a chi potrebbe coltivare la stessa ambizione “nell’ombra”, magari pretendendo la medesima investitura con lo stesso partito che ha ridotto in cocci per concedersi all’abbraccio del Pd.  Quei cocci che ha dovuto raccogliere Giulio Marini, mettendo la faccia in una partita persa.  La sua candidatura, dunque, più che una rincorsa alla poltrona, assume i contorni della presentazione del conto a chi ha imboccato certe strade, portando alla distruzione di Forza Italia.  Una resa dei conti che, c’è da attendersi, nei prossimi mesi, avverrà anche da altre parti. Perché a Viterbo, dal 12 giugno 2022, nel centrodestra la vita (politica) sarà più dura per tutti. Per qualcuno, forse, è terminata per sempre.  

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.