Home Attualità Marini: “Mai intitolato Prato Giardino a Lucio Battisti, ma solo un percorso musicale all’interno del parco”

Marini: “Mai intitolato Prato Giardino a Lucio Battisti, ma solo un percorso musicale all’interno del parco”

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Prato giardino: punto. Nessuno ha cambiato il nome della villa comunale, né tanto meno lo ha esteso con l’aggiunta di quello dell’indimenticato artista, Lucio Battisti, al quale sarebbe stato dedicato “solo un percorso musicale all’interno del parco”. A confermarlo è lo stesso ex sindaco del comune di Viterbo Giulio Marini, ribadendo quanto affermato nel consiglio comunale del 2009.

“Dal punto di vista amministrativo il nome è Prato Giardino. E nient’altro. L’installazione della targhe nei vialetti fu solo un’iniziativa per  pubblicizzare il sito – spiega Marini –  ideata in occasione del decimo anniversario della morte di Battisti. L’iniziativa doveva essere la prima di una serie di interventi successivi tesi a valorizzare il parco. Purtroppo i buoni propositi che volevamo perseguire, non si sono più materializzati per una serie di fattori inerenti più che altro l’organizzazione del comune di Viterbo. Alcuni interventi programmati si realizzarono con una tempistica sfalsata. L’illuminazione serale di Prato Giardino, per esempio, è stata realizzata solo l’anno scorso. Avevamo previsto una serie di investimenti per attuare dei provvedimenti, alcuni sono andati in porto, come, per esempio, il censimento delle piante, alcune delle quali pericolanti, e altri no. Tra questi ultimi non siamo riusciti ad attuare il piano di inserimento di giardinieri, ricollocando in questa mansione i lavoratori della cooperativa che gestiva il parcheggio del Sacrario, salvaguardando, così, anche i loro posti di lavoro. Alla fine, c’è stata la mancanza di disponibilità della forza lavoro che avevamo previsto di utilizzare. A parte questo, ribadisco che non è mai stato cambiato o modificato il nome della villa comunale che ad oggi è quello che è sempre stato, cioè: Prato Giardino e basta. Siamo tutti consapevoli della sua storia – prosegue Marini – tanto che avevamo pensato a un progetto per inglobare pure Villa Brannetti e ricucire così l’area comprendente l’edificio e la parte verde”.

Le idee per restituire decoro e centralità nella vita quotidiana cittadina di Prato Giardino non sono mai mancate, né alla precedente amministrazione, né all’attuale tramite l’assessore Raffela Saraconi che ha commissionato uno studio con cui è stato possibile ricostruire tutte le informazioni e i dati circa  la forma originaria del parco, la disposizione e la natura della vegetazione, oltre, ovviamente, alla sua storia. Uno studio che traccia la strada nel caso in cui il comune di Viterbo decidesse, veramente, al di là degli annunci, di iniziare a destinare risorse a questo prezioso angolo cittadino, un’area verde in pieno centro urbano che, contrariamente ai buoni propositi, è ormai scivolata nel baratro senza fine di un abbandono e un degrado intollerabile.

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.