Maurizio Federici: “La destra è forte, ma per vincere, qualcuno dovrebbe fare un passo indietro”
Le cronache di tutti i giorni ci hanno abituati a una generazione di politici votati alla missione di restare incollati alla poltrona. Eppure, nel dilagare del fenomeno, c’è ancora chi vi rinuncia spontaneamente. Uno di questi è sicuramente Maurizio Federici, ex consigliere comunale di destra, che nel 2013 decise di non ricandidarsi più al consiglio comunale di Viterbo. Tornata elettorale che decimò la coalizione di centrodestra uscente che si ripresentava per il secondo mandato con l’allora sindaco Giulio Marini, assegnando la vittoria a Leonardo Michelini, attuale sindaco di Viterbo. Nonostante si sia ritirato dall’attività politica da qualche anno, il nome di Maurizio Federici ricorrerebbe spesso in alcuni ambienti di destra (pare tra questi Unione della Tuscia) che vedrebbero di buon occhio un suo ritorno, addirittura come candidato sindaco. Una prospettiva che Federici non sembra prendere in considerazione, come lui stesso afferma nella seguente intervista.\r\n\r\n \r\n\r\nPerché nel 2013 non si è più ricandidato al Comune di Viterbo?\r\n\r\n“Non vedevo più gli ideali in cui mi riconosco e che mi guidano non solo nell’attività politica, ma anche nel mio lavoro e nella mia vita. Credo, inoltre, che sia giusto lasciare spazio a un ricambio generazionale, favorendo l’ingresso in politica dei giovani, ma quelli veri, non i giovani “vecchi”. Se qualcuno si avvicina alla politica pensando alla poltrona, indipendentemente dall’età, è un vecchio. Non mi sono più candidato perché il sistema negli ultimi anni, poco a poco, ci ha condotti a un pensiero unico, un livellamento dell’identità politica, prodotto nei fatti dalla formazione del Partito delle Libertà. Oggi si sentono tutti liberali. Uno si alza e diventa liberale, ma non sa nemmeno cosa significa.\r\n\r\n \r\n\r\nAlcuni fanno il suo nome come candidato sindaco, lei accetterebbe? \r\n\r\n“Mi sto godendo la mia età e la mia pensione. Ho iniziato a fare politica a 14 anni. Ho iniziato con il MSI. Sono stato l’ultimo presidente della Giovane Italia nella provincia di Viterbo, che poi è diventata il Fronte della Gioventù. Dopo cinquant’anni di attività me ne sono andato senza chiedere nulla, ma sperando di avere dato qualcosa”.\r\n\r\n \r\n\r\nCosa prevede per il Comune di Viterbo?\r\n\r\n”La destra è forte. Basterebbe che qualcun facesse un passo indietro e la coalizione tornerebbe a vincere. Non sarebbe sbagliato secondo me fare le primarie. Così, visto che i viterbesi non hanno potuto scegliere la macchina di santa Rosa, come avevo proposto, potranno almeno indicare il candidato sindaco. Credo che la destra possa vincere senza problemi, ma va recuperato tutto un ambiente che si è arreso. E non è utile in tal senso avere qualcuno che fa il capo del condominio“\r\n\r\n \r\n\r\nCosa è cambiato nella politica in questi anni?\r\n\r\n”Quando ero giovane con 500 lire mettevo tre litri e tre nella mia Cinquecento e andavamo ad attaccare i manifesti a nostre spese, senza ricevere nulla in cambio. Eravamo mossi da un ideale. Bisognerebbe ricreare questo clima. Vedere i giovani motivati da vera passione per la politica“.\r\n\r\n \r\n\r\nChe errori ha fatto, nel ruolo di sindaco, Marini e quali Michelini?\r\n\r\n”Marini, forse, si è adagiato sugli allori, come a dire “Va tutto bene, madama la marchesa”, e non si è accorto che il vento stava cambiando. Eravamo a una svolta epocale. Forse gli è mancata anche una forte leadership”.\r\n\r\n \r\n\r\nE Michelini?\r\n\r\n“Michelini chi?”\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nTiziana Mancinelli