Mes, Conte: «Inutile discutere adesso. L’ultima parola spetterà al Parlamento».
Nazionale, 15 aprile 2020 – Sale il dibattito sul Mes e apre profonde spaccature sia all’interno della maggioranza, divisa tra il sì di Pd e Italia Viva e il no del Cinque Stelle, sia dentro l’opposizione, dove Silvio Berlusconi ha dichiaratamente espresso il suo favore a un Mes senza condizioni e per le spese sanitarie. Oggi pomeriggio si è registrata anche una levata di scudi da parte della Lega che avrebbe voluto votare un atto di indirizzo al governo prima del consiglio europeo del 23 aprile per ribadire il suo no al fondo Salva Stati. Posizione condivisa anche da Fratelli d’Italia. Ma in capigruppo si è deciso con il voto di Pd, Cinque Stelle, Italia Viva e Forza Italia che il premier prima di quella data sarà in Parlamento solo per un’informativa e, dunque, senza nessuna votazione. Il clima, insomma, è sempre più rovente, in maggioranza si registrano due posizioni chiare e distinte tra Pd-ItaliaViva e Cinque Stelle. Una divaricazione che potrebbe seriamente mettere a rischio l’attuale maggioranza di governo. E, dunque, Giuseppe Conte, alla fine di una giornata concitata su «Mes sì», «Mes no», ha pubblicato sulla sua pagina Facebook la sua posizione che, molto diplomaticamente, non scontenta, ma nemmeno accontenta, nessuno. In sintesi il presidente del consiglio, ribadisce la sua opinione sul Mes quale ” meccanismo inadeguato e anche insufficiente per reagire a questa sfida epocale. Ha un regolamento pensato per shock asimmetrici e per reagire a tensioni finanziarie riguardanti singoli Paesi», sposando così la posizione dei Cinque Stelle. Allo stesso tempo, però, lascia la porta aperta anche al Pd, sostenendo che: «prima di dire se un finanziamento conviene o meno al mio Paese voglio prima battermi perché non abbia, in linea di principio, condizioni vessatorie di alcun tipo. Dopodiché voglio leggere e studiare con attenzione il regolamento contrattuale che condiziona l’erogazione delle somme. Solo allora mi sentirò sicuro di poter esprimere, agli occhi del Paese, una valutazione compiuta e avveduta». Insomma sul Mes è tutto da decidere, ma, soprattutto, rimane aperta ogni ipotesi. Giuseppe Conte conferma, però, che «questa discussione dovrà avvenire in modo pubblico e trasparente, dinanzi al Parlamento, al quale spetterà l’ultima parola».
*** Di seguito la dichiarazione integrale del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dalla sua pagina Facebook.
La mia posizione è stata molto chiara sin dall’inizio. Ad alcuni miei omologhi che, a fronte di questa emergenza, hanno pensato di affidare al Mes la risposta europea ho replicato: il Mes è un meccanismo inadeguato e anche insufficiente per reagire a questa sfida epocale. Ha un regolamento pensato per shock asimmetrici e per reagire a tensioni finanziarie riguardanti singoli Paesi. Adesso, invece, siamo di fronte al più grave shock economico affrontato dal dopoguerra ad oggi, che compromette fortemente il tessuto socio-economico europeo. Occorre una risposta forte, unitaria, tempestiva.
Insieme ad altri otto Paesi Membri abbiamo lanciato una sfida ambiziosa all’Europa invitandola a introdurre nuovi strumenti per affrontare e superare al più presto questa crisi. In ogni caso alcuni di questi Paesi, che hanno condiviso questa nostra impostazione, sono dichiaratamente interessati anche al Mes, purché non abbia le rigide condizionalità applicate in altre circostanze, ma solo la condizione che l’utilizzo del finanziamento sia per far fronte alle spese sanitarie dirette e indirette.
Il dibattito in Italia è proprio su queste condizionalità. Alcuni sostengono che esiste il rischio che rimangano le tradizionali condizionalità macroeconomiche, altri ritengono che, pur se non previste nella prima fase, alcune condizionalità potrebbero essere inserite in un secondo tempo, altri ancora prevedono che si arriverà a cancellare tutte le condizionalità ad eccezione del vincolo di destinazione per le spese di cura e di prevenzione del contagio. All’ultima riunione dell’Eurogruppo è stato compiuto un deciso passo avanti perché nel paragrafo corrispondente è richiamata espressamente la sola condizione dell’utilizzo del finanziamento per le spese sanitarie e di prevenzione, dirette e indirette.
Vorrei chiarire, però, che discutere adesso se vi saranno o meno altre condizioni oltre a quelle delle spese sanitarie e valutare adesso se all’Italia converrà o meno attivare questa nuova linea di credito significa logorarsi in un dibattito meramente astratto e schematico.
Bisognerà attendere prima di valutare, se questa nuova linea di credito sarà collegata a meccanismi e procedure diversi da quelli originari. Se questo nuovo strumento finanziario presenterà caratteristiche effettivamente differenti dal Mes, per come finora utilizzato.
Se vi saranno condizionalità o meno lo giudicheremo alla fine, quando saranno concretamente elaborati il term sheet (contenente le principali caratteristiche del nuovo strumento), i terms of reference (che definiranno termini e condizioni della linea di credito) e, infine, il Financial Facility Agreement, le condizioni di contratto che verranno predisposte per erogare i singoli finanziamenti. Solo allora potremo valutare se questa nuova linea di credito pone condizioni, quali condizioni pone, e solo allora potremo discutere se quel regolamento è conforme al nostro interesse nazionale. E questa discussione dovrà avvenire in modo pubblico e trasparente, dinanzi al Parlamento, al quale spetterà l’ultima parola. Prima di allora potremo disquisire per giorni e settimane, ma inutilmente. Per comprendere questo punto, basta tenere presente l’esperienza che molti cittadini fanno quando chiedono un finanziamento a una banca. Negli incontri preliminari, il funzionario illustra genericamente le condizioni del finanziamento, ma quelle che valgono sono le condizioni generali e le clausole inserite nel concreto contratto di finanziamento.
Io, e qui parlo da Presidente del Consiglio e da avvocato, prima di dire se un finanziamento conviene o meno al mio Paese voglio prima battermi perché non abbia, in linea di principio, condizioni vessatorie di alcun tipo. Dopodiché voglio leggere e studiare con attenzione il regolamento contrattuale che condiziona l’erogazione delle somme. Solo allora mi sentirò sicuro di poter esprimere, agli occhi del Paese, una valutazione compiuta e avveduta».