Monastero S. Rosa sempre più “turistico”.
Viterbo, 10 giugno 2025 – Tra le proposte dei commercianti all’amministrazione comunale c’era stata anche quella di far fermare gli autobus dei turisti a Piazza Verdi, meglio nota come Piazza del Teatro, per far sì che il flusso di visitatori non si concentri solo nel quartiere San Pellegrino, come avviene parcheggiando a Valle Faul e salendo con l’ascensore al centro storico, ma visitino anche altre parti della città, come, appunto piazza Verdi e il Corso. E proprio dalla delibera di giunta 187 del 30 maggio scorso si comprende come, anche in questa parte di città, ci siano attrattive degne di nota. Non solo lo stesso Teatro dell’Unione, che merita certamente una visita, ma anche il complesso monastico di santa Rosa con il quale il Comune ha rinnovato la convenzione triennale, anche in considerazione della sua potenziale valenza turistica. Palazzo dei Priori erogherà 22.500 euro in tre anni: 2025-2026-2027. Ma quel che è interessante è leggere la motivazione: “vista la valenza anche turistica della visita al Complesso Monastico, che si ritiene atta ad implementare l’offerta museale della Città”. A tal fine sarà visitabile: “l’Urna della Santa, l’ex chiostro del’400 dove sono state collocate le tavolette votive del XVII secolo, la sala capitolare ricca di affreschi, il refettorio monumentale del 1600 con gli affreschi della scuola del Cavalier D’Arpino (1612) con impressi i miracoli di S. Rosa e relative autentiche, la Sala delle Colonne del 1400 con allestito “il museo della quotidianità”, dove sono esposti gli utensili da acqua e da fuoco utilizzati dalle monache nel corso dei secoli, oltre agli strumenti e i manufatti tessili che le monache realizzavano, le cucine antiche del 1400, l’oratorio claustrale del 1400 e la Cappella delle Reliquie”. L’amministrazione comunale ribadisce che è suo obiettivo: “promuovere un’efficace e qualificata azione aggregativa, promozionale e di valorizzazione delle tradizioni storico – religiose del territorio, nell’ottica di garantire da un lato la fruizione del complesso monastico del XIII secolo e dall’altro la conservazione e la fruizione, per un arco temporale che vada oltre le giornate del 2 e 3 settembre, del patrimonio culturale rappresentato dal Culto di Santa Rosa e dai costumi del Corteo Storico, caratterizzati dall’accurata ricostruzione storica realizzata con modalità artigianali, che conta oltre 300 figuranti ed abbraccia un periodo storico dal 1200 al 1800, oltre a garantire un itinerario esperienziale fruibile dal turista e dal pellegrino
all’interno del Santuario”.
Tiziana Mancinelli