Museo civico, Barelli (Viva Viterbo): «Il sindaco ha fatto scadere il termine per aderire al sistema museale regionale»
«Mentre la Pietà di Sebastiano del Piombo è la super star acclamata della mostra londinese alla National Gallery, il nostro museo civico, dove quel capolavoro e molti altri ‘risiedono’ stabilmente, rimane la Cenerentola della Città». Lo dichiara l’ex assessore al ramo, Giacomo Barelli di Viva Viterbo. «Michelini & C. – spiega – hanno perso l’ennesima possibilità di ottenere finanziamenti regionali per il Rossi Danielli.
E neppure l’attuale presenza al museo del capolavoro assoluto del Mantegna e’ riuscita a risvegliare l’attenzione.
Non solo non sono stati stanziati fondi in bilancio per il museo, al cui interno ci sono opere inestimabili letteralmente appoggiate al muro, ma si è addirittura persa l’occasione di rientrare nell’organizzazione museale regionale, in modo da attingere ai finanziamenti della Legge Regionale 42 e a ogni altra possibilità di risorse dalla Regione Lazio. Nonostante vi fossero, infatti, tutte le capacità e le competenze attraverso risorse interne, dunque a costo zero, per rientrare nel circuito museale regionale e attrarre i finanziamenti – sostiene Barelli – la domanda è rimasta sul tavolo del sindaco che ha fatto decorrere l’ultimo termine (28 Aprile) senza inviarla.
Sarebbe bastato, come pur avevano preparato gli uffici, indicare due coordinatori interni che avevano le necessarie competenze e senza spese ulteriori per le casse comunali per salvare i finanziamenti 2017.
Così non è stato, il sindaco non ha firmato, né inviato gli atti – dichiara Giacomo Barelli -. Il museo civico, dunque, resta escluso per il 2017 dalla possibilità di avere finanziamenti regionali. Il motivo non si conosce.
È noto che si starebbe cercando da parte degli ambienti vicini a Michelini un nuovo direttore (il precedente è in pensione da febbraio) e che, pur in presenza di competenze all’interno dell’ente, ci si sarebbe orientati a guardare invece fuori.
Non sappiamo se il nuovo direttore sarà un ‘ sacro o profano’ ma il nome che si farebbe nelle segrete stanze è di forte caratterizzazione e appartenenza. Ci auguriamo che almeno possa essere scelto attraverso un bando pubblico nel quale si confrontino i migliori curriculum, per un museo che ha, al suo interno, capolavori come la Pietà di Sebastiano del Piombo».