Viterbo, 5 marzo 2023 – L’era tecnologica rende possibile ciò che qualche decennio fa poteva sembrare una fantasia, come ad esempio il museo della macchina di Santa Rosa. Se quello fisico resta ancora un miraggio, quello multimediale, no. C’è da aspettare poco, forse solo ancora un anno, e i locali sotto i portici di Palazzo dei Priori saranno pronti per accogliere l’allestimento del museo multimediale della macchina di santa Rosa. Un ambiente dove la tecnologia dell’era virtuale farà rivivere il Trasporto del 3 settembre ogni giorno dell’anno, a beneficio dei turisti che, magari, vedendolo in 3d, potrebbero decidere di tornare a vederlo nel mondo reale, ma anche dei viterbesi. Sicuramente sarà un canale promozionale, ma anche un modo per dare visibilità all’evento che si fregia del riconoscimento Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità, permettendo di riviverlo tutto l’anno. I lavori per la sistemazione del museo sotto i portici dovrebbero concludersi a fine 2023. Lo annuncia l’assessore ai Lavori Pubblici della giunta Frontini, Stefano Floris, che anticipa anche le caratteristiche del progetto: «Trecento metri quadrati distribuiti in quattro sale, più la biglietteria e un piccolo book shop collocato all’uscita», spiega, «Abbiamo già il nulla osta della Sovrintendenza. Il progetto esecutivo esiste già, quindi, entro il mese di marzo andremo a gara con l’appalto, mentre entro fine 2023 la parte architettonica sarà tutta completata. I Lavori pubblici si fermeranno alla sistemazione del locale, per renderlo fruibile». A questo punto si passerà: «All’allestimento, che sarà di competenza dell’assessore alla Bellezza», prosegue Floris. I Lavori Pubblici dovrebbero terminare la ristrutturazione entro il 2023. Si può ipotizzare che il taglio del nastro del museo multimediale possa avvenire nel 2024. «Ci saranno dei proiettori che diffonderanno in almeno tre sale filmati su maxischermi posizionati sulle pareti – spiega ancora Stefano Floris – Un ambiente sarà dotato di poltrone e uno schermo per la proiezione di video tridimensionali», non solo quelli recenti, ma anche «filmati storici», spiega ancora l’assessore ai Lavori Pubblici. Negli archivi cene sarebbero a centinaia, che dovranno essere tutti esaminati. Nel museo «ci saranno degli holobox, scatole di fasci di luce proiettati dall’alto al basso», dice ancora Floris. Mentre, il compito di “raccontare” il trasporto, non poteva non essere affidato a un facchino, o meglio, «ad un suo ologramma al centro di una delle stanze». L’idea sarebbe anche quella di proiettare «Le vecchie macchine», dice ancora l’assessore ai Lavori Pubblici che annuncia anche spazi «per i bambini con puzzle delle macchine di santa Rosa» e tante altre sorprese.