Nazionale, 2 dicembre – In arrivo tra oggi e domani il dpcm natalizio. Quale colore predominerà? Probabilmente un “giallo rafforzato”, come ha detto il premier Giuseppe Conte. Lungo confronto nella notte, tra la linea più moderata e quella più rigorosa. Ma alla fine è prevalsa quella della massima prudenza che accomuna un po’ tutti. Nel nuovo dpcm pare oramai quasi certo il divieto di superare i
confini regionali dal 21 dicembre. Potrà farlo solo chi ha la residenza fuori regione. Forse l’eccezione sarà estesa anche al domicilio. Non sarà possibile fare ritorno nelle seconde case. Misure che diventeranno più rigorose a Natale, Santo Stefano e 1 gennaio, quando entrerà anche il divieto di uscire dal proprio Comune. Resta valida la chiusura di bar e ristoranti alle 18, ma potranno restare aperti, sempre con lo stesso orario, anche il 25 e il 26 dicembre. Cancellata, quindi, l’ipotesi di una chiusura totale delle attività della ristorazione nei giorni festivi, come si era pensato inizialmente. Vietate, invece, le crociere durante le Feste. Restano alcuni punti fermi, come il divieto di feste e cenoni con parecchie persone. La messa della vigilia dovrà essere celebrata alle 20, nel rispetto del coprifuoco che scatterà alle 22 e resterà in vigore anche il 25 dicembre e a Capodanno. Non un divieto, ma “una forte raccomandazione” a organizzare tombolate e cene in famiglia solo con i conviventi. Abolite, per quest’anno, le vacanze sulla neve. 
Le direttrici su cui si muoverà il dpcm di Natale saranno fondamentalmente due: divieto di superare i confini regionali (anche quando tutta l’Italia sarà in zona gialla) dal 21 dicembre al 6-10 gennaio, a meno che non si raggiunga la propria residenza (forse sarà concesso il domicilio). Il secondo: la conferma del coprifuoco dalle 22. Obiettivo: evitare «la tradizionale socialità natalizia». Secondo gli esperti, infatti, «oltre l’80% dei contagi avviene in famiglia». Il pensiero dei falchi della linea dura, Boccia, Speranza e Dario Franceschini, è stato chiaro: «non ripetere gli errori di agosto, quando ci fu il liberi tutti». Nella riunione di stanotte ha prevalso la linea rigorosa, dunque, nonostante la disponibilità del premier Conte ad ammettere qualche eccezione per i ricongiungimenti familiari in modo da non provare troppo la «tenuta psicologica del Paese». Ma Boccia e Speranza si sono dimostrati determinati a non fare sconti su tutto ciò che si rivelerà utile per scongiurare «migrazioni natalizie e diffusione del contagio». No, quindi, alla deroga dei ricongiungimenti familiari, nei giorni del divieto di spostamento tra Regioni e tra Comuni.
Tra oggi e domani saranno varati due provvedimenti: il nuovo Dpcm che scadrà il 4 gennaio e un decreto con le misure dedicate alla stretta di Natale, in modo da limitare la libertà personale con una norma di rango legislativo.