Viterbo, 15 ottobre 2023 – Natale nelle frazioni, il comune di Viterbo passa la palla alle pro loco. Dovranno pensarci da sole. L’amministrazione comunale rimborserà, però, le spese. Importo messo a disposizione 66.500 euro, così ripartito: 13 mila euro alla pro loco di Bagnaia; 5 mila euro a quella di Roccalvecce; altri 5.000
a Sant’Angelo di Roccalvecce; 25 mila alla pro loco di Grotte S. Stefano (Grotte S.S., Montecalvello, Vallebona, Fastello), a San Martino e Tobia arriveranno 18.500. Lo rende noto una delibera di giunta. Gli importi stanziati andranno a coprire la “realizzazione di allestimenti ed attività di animazione in occasione delle festività natalizie 2023/24 nel territorio degli ex Comuni e delle Frazioni”. Il Comune paga, ma ad organizzare dovranno pensarci
direttamente le pro loco. Un metodo scelto per “evitare di imporre una standardizzazione rispetto alle luminarie ed alle programmazioni del capoluogo, valorizzando le istanze locali e garantendo ampia autonomia nella definizione degli allestimenti e delle attività di animazione, in modo da consentire ad ognuna delle comunità interessate di realizzare la propria visione del Natale, esaltando le peculiarità ed il comune sentire nei vari territori nell’ottica della promozione della città nel suo complesso e del rafforzamento del senso di appartenenza alle comunità medesime”. Le spese che saranno rimborsate a chi, in sostituzione del Comune, si metterà in campo riguarderanno “luminarie, installazioni luminose all’aperto, spese per allacci elettrici ed attività di animazione (eventi musicali, artisti di strada, iniziative varie a carattere culturale, laboratori per bambini ecc., con espressa esclusione di iniziative a carattere enogastronomico)”. Il sostegno sarà assegnato “sulla base di appositi progetti corredati di idoneo piano finanziario, formulati dalle pro loco di Bagnaia, Roccalvecce, S. Angelo di Roccalvecce, Grotte S. Stefano (per Grotte S. Stefano, Montecalvello, Vallebona e Fastello) e San Martino al Cimino (per S. Martino al Cimino e Tobia)”. La delibera di giunta specifica che “i progetti dovranno necessariamente includere una collaborazione con le altre realtà locali interessate nei singoli territori, non essendo possibile presentare più di un progetto per ciascuna località”. L’erogazione delle somme suddette sarà “subordinata alla presentazione di apposita relazione ed idonea rendicontazione corredata di documenti contabili che attestino le spese effettivamente sostenute per allestimenti luminosi ed attività di animazione, secondo le modalità che saranno indicate dai competenti uffici comunali”. Esentate dal pagamento del canone di occupazione di suolo pubblico “le installazioni luminose collocate a terra, restando invece dovuto il canone per tutti gli altri tipi di occupazione”.