Norchia, Castel d’Asso e Grotta Porcina: verso la costituzione del Parco archeologico più grande d’Europa
Viterbo, 12 giugno 2026 – Un patrimonio unico al mondo della città di Viterbo che rischia di scomparire per sempre: Norchia, Grotta Porcina e Castel d’Asso. Qualcosa, però, sta cambiando. Ed è tutta scritta in quella deliberazione approvata dalla giunta Frontini il 9 giugno scorso che getta le basi per arrivare alla costituzione di un parco archeologico, con la possibilità di intervenire per la sua conservazione e accessibilità da parte di visitatori e turisti. Sarebbe il parco archeologico “più grande d’Europa“, osserva Roberto Oriolesi, presidente dell’associazione “Salviamo Norchia“. Si tratta di un’area di 339 ettari con la possibilità di 22 camminamenti. La deliberazione di giunta prevede: “di demandare agli uffici competenti l’avvio delle attività preliminari volte ad esplorare la possibilità di intraprendere il percorso finalizzato alla istituzione del parco”, “attivando i necessari accordi istituzionali con Ministero della Cultura, Regione Lazio, enti locali e soggetti pubblici e privati interessati”, “di “autorizzare gli uffici competenti a predisporre candidature a bandi regionali, nazionali ed europei finalizzati alla tutela, conservazione, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale e naturalistico ricompreso nel Parco”, “promuovere la costituzione di un tavolo tecnico-scientifico con il coinvolgimento di soprintendenze, università, enti di ricerca e associazioni culturali, finalizzato alla definizione delle linee guida scientifiche e gestionali del parco”, “promuovere l’istituzione di un sistema permanente di monitoraggio archeologico, geologico, idrogeologico, botanico e faunistico finalizzato alla conservazione dei siti e alla raccolta dei dati scientifici necessari alla loro gestione” “di prevedere, nell’ambito del progetto di parco, interventi finalizzati alla tutela e conservazione dei monumenti archeologici, alla manutenzione del paesaggio, alla realizzazione di percorsi di visita, segnaletica e sistemi informativi, al miglioramento dell’accessibilità e alla promozione culturale del territorio“. Con questa deliberazione, alla quale a breve dovrebbero aggiungersi degli atti analoghi anche da parte della Provincia di Viterbo, “ci muoveremo presso Regione e Ministero della Cultura”, dice Oriolesi. Il parco archeologico di Norchia, Castel d’Asso, Grotta Porcina, una volta realizzato, andrebbe ad incrementare l’offerta turistica e anche quel dossier che Viterbo sta preparando per la candidatura a Capitale europea della Cultura. “Ringrazio di cuore la sindaca Chiara Frontini e l’assessore Emanuele Aronne per il lavoro che hanno fatto”, continua Oriolesi che fornisce qualche cenno sull’importanza di questi siti conosciutissimi in tutto il mondo, ma di fatto non fruibili da chi dovesse venire qui a vederli. “A Norchia c’è una tipologia di tombe scavate e scolpite a mano sulla roccia tufacee, si tratta di pareti alte quaranta metri”, dice Oriolesi. In questi siti è possibile trovare “tombe sia a facciata sia a dado con la sepoltura realizzata sotto”. Si tratta di manufatti risalenti “quarto secolo avanti Cristo” che rischiano di sparire, ingoiati dalle vegetazione e dalle radici che, insinuandosi nelle fessure potrebbero finire con il frantumare la pietra tufacea. Insomma il tempo stringe. “A Grotta Porcina c’è l’unico altare etrusco rimasto nell’Etruria, risalente al sesto secolo avanti Cristo, orientalizzante”, spiega Oriolesi, “ euna tomba a tumulo come quella di Cerveteri”.