Home Attualità Nuovo grafo di rete, senza bus resta un sogno, “brutto” per i sindacati: “È sbagliato, fatto senza conoscere strade e problematiche”

Nuovo grafo di rete, senza bus resta un sogno, “brutto” per i sindacati: “È sbagliato, fatto senza conoscere strade e problematiche”

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Passare dalla carta alle vie di Viterbo, per il grafo di rete non sarà facile. Stamattina, in terza commissione consiliare, le rappresentanze sindacali hanno esposto un problema non da poco: i bus per il nuovo grafo di rete del Trasporto Pubblico Locale non ci sono.\r\n\r\n“La metà dei pullman sono stati acquistati prima del 2000 – dice Nazzareno Vecchioni di UGL –  con un nuovo TPL che aumenta le frequenze e i passaggi, gli attuali veicoli non reggeranno l’impatto”.\r\n\r\nC’è poi il discorso lavoratori. I sindacati vogliono sapere quali saranno i turni, soprattutto alla luce del fatto che “le assunzioni sono bloccate”, sottolinea Barbara Valentino della CGIL. L’idea del nuovo grafo di rete c’è, ma i mezzi: veicoli e personale, forse no, secondo quanto esposto oggi dai sindacati.\r\n\r\nInsomma il nuovo TPL potrebbe rivelarsi solo un bel sogno. Un incubo, in realtà, per i sindacati.  “Ogni volta che cambia amministrazione dovete creare problemi a noi – dice Guido Urbani (Faisa Rsu) – state belli seduti dietro a una scrivania, poi un giorno vi viene in mente di cambiare il grafo di rete. Qui non parliamo solo di bus e di strade, che rimarranno bloccate con questo nuovo Trasporto Pubblico Urbano. Qui si parla anche di persone, di studenti, di anziani. Questo grafo è fatto male, non si può iniziare con una cosa così, va assolutamente cambiato. Rispetto il lavoro degli ingegneri – dice Urbani – ma hanno fatto questo progetto senza conoscere le strade e le problematiche. In alcuni tratti i bus dovranno fare manovre incredibili, non hanno considerato che nel quartiere Santa Barbara c’è un tratto di Santa Lucia. Abbiamo fatto verifiche sui tempi di percorrenza, ci saranno ritardi. Nelle ore di maggior  flusso, soprattutto nel momento dell’entrata e dell’uscita dalle scuole, potrebbero restare bloccate quattro, cinque linee”.\r\n\r\nVecchioni ribadisce lo stato critico dei mezzi a disposizione che, a suo parere, sarebbero inidonei a sostenere tratte e frequenze previste nel nuovo grafo di rete: “Il parco mezzi è inidoneo, insicuro, poco efficiente, per niente economico e i bus ecologici oramai sono fermi perché rotti. Nelle tratte progettate, inoltre, viene penalizzato il collegamento con Grotte Santo Stefano”.\r\n\r\nI sindacati sono anche contrari a “spostare il capolinea dal Sacrario al Riello”. Sul punto interviene anche Chiara Frontini (Viterbo 2020): “Diciamo sempre che vogliamo valorizzare il centro storico, poi spostiamo il capolinea dalle mura castellane in prossimità dei grandi poli commerciali”.\r\n\r\nBarbara Valentino della CGIL solleva anche un’altra questione: “Sono state sensibilmente ridotte le corse per San Martino, per concentrarle su Belcolle, ma così si penalizza anche il collegamento con Villa Immacolata che si trova più avanti”. Ancora senza risposta, invece, sarebbe rimasto il rettore dell’Università della Tuscia che avrebbe inoltrato richiesta di un servizio di trasporto per gli studenti, riferisce Giulio Marini (FI), chiedendo se qualcuno, tra Comune e Francigena si stesse occupando della pratica, questione a cui né Ricci, né Curcio, presidente Francigena, hanno saputo fornire notizie. Un altro disagio sollevato dai sindacati è stato “l’assenza di una pensilina al Sacrario dove la gente possa ripararsi per aspettare il pullman”. Paradossalmente, infatti, la ristrutturazione di quella preesistente, ha dato una nuova sede all’ufficio turistico, creando un nuovo spazio anche culturale, ma ha lasciato senza una vera e propria pensilina i fruitori del servizio di trasporto urbano.\r\n\r\nL’assessore Alvaro Ricci ha raccolto tutte le segnalazioni fatte, con la promessa di vagliarle. Per quanto riguarda il rischio di diminuire le corse su Grotte Santo Stefano, il membro dell’esecutivo Michelini ha ribadito che la società ci sta lavorando. Ricci, però, ha sostenuto la bontà del nuovo grafo di rete, redatto dagli ingegneri. “Secondo me – ha detto l’assessore al traffico e mobilità cittadina – migliora di molto l fruibilità del centro storico, è vero che sarà meno capillare, ma aumenteranno le frequenze dei passaggi. C’è, inoltre, la diminuzione dei passaggi su via Marconi che è veramente alta, con grave danno in termini di inquinamento”.\r\n\r\nAltro punto sollevato il rapporto con il Cotral che non farebbe più le fermate urbane: “I rapporti con il Comune sono zero”, dice Gianmaria Santucci (Fondazione), “o si mette in piedi un tavolo, o la situazione non si risolve”.\r\n\r\n“La posizione dei sindacati – dice il presidente di Francigena, Curcio – è condivisibile. Ci sono da fare delle verifiche sui tempi di percorrenza, sulle tratte, sulla coerenza del nuovo piano con le prestazioni dei dipendenti. Intanto, però, avviamo il nuovo grafo di rete e poi, contemporaneamente, apriamo un tavolo per esaminare la prestazione lavorativa del personale”. Proposta che lascia perplessa gran parte della minoranza. “Abbiamo una brutta esperienza con le linee guida”, dice Luigi Buzzi (FDI), riguardo a quelle approvate in consiglio nel 2013 sulla ZTL,  finita al centro di un vespaio di polemiche.\r\n\r\nIl punto più spinoso, però, continua a restare il parco mezzi. “Gli attuali mezzi non sono in grado di sostenere passaggi ogni quindici minuti”, dice Santucci. “Sono tre anni che state dicendo di vendere le farmacie comunali per rinnovare i bus, ma ancora non avete fatto niente”.\r\n\r\nAldo Fabbrini (PD) conferma che l’alienazione dell’attività comunale per ora sarebbe accantonata, si starebbe lavorando, quindi, su altre ipotesi. Che non sarà facile individuare. Come lo stesso assessore Ricci (PD) spiega: “Mutui non ne possiamo più contrarre”. Quello dell’indebitamente, del resto, è un canale che è stato già ampiamente sfruttato, recentemente utilizzato anche per le prossime asfaltature e pavimentazioni urbane in programma. Anche le alienazioni dei beni comunali e gli affitti, in tempi di economia stagnante, non sembrano lasciare molti spazi di speranza per recuperare risorse. Allo stato attuale, quindi, niente risorse, niente nuovi bus,  relegano il nuovo grafo di rete nella dimensione dei sogni. L’amministrazione comunale però non si arrende.\r\n\r\n 

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Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.