Home Cronaca Omicidio Gianlorenzo, arriva il supertestimone: “Due voci, di due uomini, sul luogo del delitto”.
Omicidio Gianlorenzo, arriva il supertestimone: “Due voci, di due uomini, sul luogo del delitto”.

Omicidio Gianlorenzo, arriva il supertestimone: “Due voci, di due uomini, sul luogo del delitto”.

0
0

Viterbo – Omicidio Gianlorenzo: colpo di scena, arriva in Corte d’Assise il supertestimone di cui si erano perse le tracce e che il giorno dell’assassinio, il 14 agosto 2016, si trovava con il suo gregge sul fondo vicino a quello in cui è stato ucciso Gianlorenzo. I due terreni sono divisi da un fiume. Il pastore di origine albanese-macedone ha ribadito la sua versione: “Mentre portavo le pecore verso il casale, ho sentito urla e strilli in lontananza come se fossero due persone che stavano litigando tra loro.  Più mi avviavo al casale più le sentivo forti. Sono durate circa 10 minuti. Non sono riuscito a capire le parole pronunciate, in quanto comprendo pochissimo l’italiano”, dice il testimone in aula assistito da un’interprete ieri alla ripresa del processo per l’omicidio di Angelo Gianlorenzo, l’agricoltore 83enne assassinato in campagna in località San Savino la mattina del 14 agosto 2016. Dell’omicidio è accusato il cognato 78enne Aldo Sassara. Il movente sarebbe stata una multa di 57 euro  euro per l’erba alta di un terreno ricevuto in eredità che la famiglia Gianlorenzo e Sassara condividevano. “Era mattina presto – prosegue il suo racconto il pastore -, ho sentito due voci maschili dire vai, scappa, poi più nulla“. Il testimone avrebbe anche sentito qualcuno “scappare tra gli ulivi”. Dalla sua testimonianza risulterebbe, quindi, che ad essere presenti sulla scena del crimine, quel giorno, potrebbero essere state due persone che poi si sarebbero date alla fuga dopo l’omicidio. Il supertestimone, ascoltato precedentemente aveva anche raccontato di essere stato avvicinato, in seguito all’omicidio, da due persone a bordo di un furgone bianco, una di queste, un uomo “alto e di corporatura robusta sulla cinquantina, con i capelli brizzolati e un accenno di baffi”,  gli avrebbero chiesto se avesse visto o sentito qualcosa. Ieri, in aula, si è scoperto che la persona scesa dal furgoncino per chiedere informazioni al pastore  era il figlio della vittima, Mario Gianlorenzo, anche lui ieri in aula. “Ho chiesto al pastore se avesse visto qualcosa perché il terreno è rialzato e poteva avere la visibilità. Sono un ex maresciallo della guardia di finanza, volevo aiutare i carabinieri andando io a cercarlo. Mi ha detto che non sapeva nulla e così ho avvisato i militari”, dice Gianlorenzo.  Al vaglio degli inquirenti anche i filmati delle telecamere di sorveglianza poste sulla strada che da casa di Sassara conduceva sul terreno dove è avvenuto il fatto.  In aula anche i carabinieri: “Sassara ha transitato sotto la telecamere verso le 6.31 del mattino con una camicia color terracotta, pantaloncini scuri, un giubbotto e scarpe color beige. Indossava un casco e stava sul suo motociclomotore in via del Pratino alle 6.31, lungo l’itinerario per andare verso il terreno di Gianloreno. Verso le 6.38 è passato davanti all’ isola ecologica e le telecamere lo hanno ripreso, così come alle 11.46 sulla via del ritorno”, quando, però, le telecamere restituiscono immagini, secondo i carabinieri, da cui si vede che l’uomonon ha già gli stessi indumenti, ma  un paio di pantaloncini neri, una maglia blu. Il giubotto non si vede“, dice il testimone ascoltato in aula. Secondo l’accusa l’uomo potrebbe essersi cambiato in seguito all’omicidio. Ma il figlio dell’imputato, Pietro Sassara, anche lui in aula ieri, rivela altri particolari: “Quando abbiamo rintracciato mio padre a Malorto – dice –  nel bauletto del motorino c’erano una zappa e una camicia. Mio padre non indossava alcun gilet, aveva solo una canottiera blu o celestina”. Secondo questa ricostruzione l’imputato al ritorno si sarebbe semplicemente tolto la camicia  che indossava all’andata quando è stato ripreso dalla telecamere.

 

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.