Viterbo, 26 marzo 2026 – Otto mila metri quadrati pronti a riempirsi di uffici, laboratori, iniziative culturali, artistiche, turistiche e studentesche nel cuore del centro storico. Sembra un sogno e, invece, è realtà. Imminente. Sembra proprio, infatti, che il cantiere per il recupero dell’ex Ospedale Grande degli Infermi stia per partire. Così, almeno, dicono i cartelli spuntati in questi giorni a ridosso dell’area, che riportano tutti i dettagli del colossale intervento che dovrà dare vita a quello che è oramai noto come il “Borgo della Cultura”. Si pensi solo che i lavori ammontano a 35.883.000 euro. Gli edifici coinvolti sono l’ex ospedale, Palazzo Marzano e Palazzo Farnese: immobili di indubbio pregio storico che giacciono abbandonati dalla fine degli anni Settanta. Ma quello che al momento calamita l’attenzione verso questa operazione, è più il potenziale di ripopolamento del centro storico, che ha come urgente necessità, quello di essere vissuto. Il progetto risale al 2021, quando fu stipulato un accordo di valorizzazione tra il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, la Regione Lazio, la Asl di Viterbo per il restauro e la rifunzionalizzazione del complesso cinquecentesco, andato definitivamente in “pensione” a favore dell’attuale ospedale Santa Rosa, ubicato in una più agevole posizione decentrata fuori dalle mura, alla fine degli anni Settanta. All’interno del nuovo polo arriverà un ostello della gioventù, archivi, laboratori di restauro, uffici, studentato e, più in generale, attività culturali, istituzionali e anche turistiche. Nei mesi scorsi il complesso immobiliare è stato sottoposto a un’ampia operazione di bonifica, allo scopo di cancellare le conseguenze di cinquant’anni di abbandono. A rendere noti i risultati dell’operazione, partita da ottobre dell’anno scorso, è stato il consigliere regionale Daniele Sabatini durante un sopralluogo alla fine di gennaio di quest’anno. “Smaltiti 3,2 tonnellate di guano, 29 tonnellate di rifiuti solidi, 1,5 tonnellate carta e cartone e 650 kg di prodotti chimici pericolosi”, disse in quella occasione. Per proteggere la struttura, dopo la bonifica e in attesa della partenza del cantiere, sono state nel frattempo cambiate le serrature per impedire l’ingresso di abusivi e posizionate reti metalliche per evitare che i piccioni depositino altro guano. Il passo successivo, ora, sarebbe quello di demolire gli impianti, per poi proseguire con le indagini strutturali, l’adeguamento sismico e, infine, partire definitivamente con la ristrutturazione vera e propria. Certo è che le lancette del countdown per la nascita del borgo della cultura, hanno già iniziato a girare.