Viterbo, 28 maggio 2020 – Tracollo dei fatturati, attività che non hanno riaperto, lavoratori a casa. È questo lo scenario drammatico che si starebbe configurando a Viterbo come in tutte le altre città d’Italia. Lo accenna il sindaco, Giovanni Arena, in apertura di consiglio comunale stamattina. «Con i buoni spesa siamo riusciti a coprire quasi tutte le esigenze delle famiglie, alcune hanno ripetuto le richieste, presentate da diversi familiari». Se questi sono gli aiuti in grado di fronteggiare i bisogni immediati, per il futuro c’è tutto da definire nell’incertezza delle previsioni di entrata del Comune, dei trasferimenti e degli aiuti da parte dello Stato, a fronte di un quadro economico che rischia di diventare esplosivo, con aumento della povertà, della disoccupazione e una contrazione delle attività. «C’è il rischio – dice Arena – che molte persone restino a casa senza lavoro, a causa della chiusura delle attività o di un loro ridimensionamento». Viterbo, per il rilancio dell’economia locale, continua a puntare su «turismo e cultura», una sfida quanto mai proibitiva in tempi di coronavirus con necessità di distanziamento sociale e limitazioni agli spostamenti. Ma Viterbo può contare su un territorio che nell’isolamento che lo attanaglia da secoli, ora, con il virus, scopre il suo punto di forza: un’isola quasi felice nel contagio da Covid19 che ha toccato la Tuscia in modo marginale e che anche per questo potrebbe attrarre il turista più di altri territori. «Puntiamo sulle nostre bellezze, ma anche sull’aria pulita – dice Arena – per far ripartire il turismo dobbiamo dare l’immagine di una Città sicura. Anche gli eventi che organizzeremo dovranno andare in questa direzione. Non faremo più una grande manifestazione con migliaia di persone, ma tanti piccoli eventi con poche persone. Sarà più costoso, ma più sicuro. Potremmo anche individuare uno o più palcoscenici naturali dove tenere eventi da trasmettere in altri punti della città con l’ausilio della tecnologia». Si parla del «Sacrario» come una sorta di «drive in». Le idee ci sono e anche la buona volontà. Ma potrebbero non bastare. «Ci auguriamo di poter contare sui trasferimenti promessi dallo Stato – dice Arena – altrimenti rischiamo di dover tagliare anche i servizi ai cittadini». Il quadro economico delle risorse pubbliche rischia seriamente di vanificare ogni progetto se non, nell’ipotesi peggiore, mettere a rischio gli stessi servizi pubblici dovuti al cittadino. «La capacità contributiva del nostro territorio potrebbe essere dimezzata», dice lo stesso capogruppo di Fratelli d’Italia, Luigi Buzzi. Sarà, dunque, il bilancio comunale a dire l’ultima parola su tutte le discussioni, selezionando o azzerando progetti e idee seppur valide, che vengono discussi in questi giorni. E, in quella parola, è ragionevole attendersi una priorità: aiutare chi è rimasto senza il pane quotidiano, prima di qualunque altra cosa.