Viterbo, 22 febbraio 2025 – “Trovare un parcheggio per i residenti è diventata una tortura”: costretti a contendersi gli spazi con il resto della città, in una zona dove avere un garage è quasi impossibile, così come un parcheggio privato o un’area pubblica intorno a casa dove lasciare l’auto. Un miraggio. Dentro le mura gli spazi urbani sono frammentati in vicoli, reticoli, piazza storiche, con isole pedonali e divieti di sosta un po’ ovunque. I parcheggi sono centellinati e circoscritti dalle strisce blu. Ma chi decide di abitare dentro la cinta muraria, cosa fa? Quando torna a casa con le buste della spesa, o con il passeggino dei figli o anche solo con la valigia di stanchezza che ha riempito durante un’intera giornata lavorativa. Cerca un posto nelle poche aree con il cartello che indica la tariffa oraria del posteggio, con vicino la scritta “Eccetto i residenti”. Cioè chi parcheggia qui, e abita in centro, non paga. I posti però, sono limitati, e chi non ne trova uno, deve spostarsi dal suo quadrante e parcheggiare più lontano, pagando pure il biglietto.
Via Tommaso CarlettiSembra banale, eppure questi sono i disagi che alla fine possono far decidere di lasciare il centro e andare ad abitare fuori dalle mura, dove la vita è più semplice. “Parcheggiare qui è un dramma”, dice Gualtiero con un negozio di alimentari a piazza Verdi, “I residenti sono tanti, i posti non ci sono”, prosegue, “non abbiamo nemmeno carico e scarico, vengono qui e fanno contravvenzione a tutto spiano, io sono un ex vigile del comune di Monza”, dice, “alcune volte mi sembrano anche ingiustificate queste multe, pare un accanimento, la gente si spaventa e non viene più. Ci sono lamentele ovunque – continua – dicono che non sanno più dove parcheggiare”. Trovare uno stallo libero è un po’ come aspettare i numeri della lotteria.

La disposizione che consente ai residenti di parcheggiare gratis in alcuni quadranti, che è cosa ben diversa da avere dei posti riservati, fu adottata parecchi anni fa, all’epoca della suddivisione della città in zone a traffico limitato. Ma il numero dei parcheggi è estremamente insufficiente per soddisfare la massa di residenti e chi si reca in centro per altri motivi, shopping, lavoro, tempo libero. E di certo non si può pensare che la carenza di parcheggi per questo tipo di utenza, possa venire coperta da stalli in periferia come quelli inaugurati di recente al Pilastro e sulla Teverina. Il problema dei parcheggi per il centro storico c’è.

Tanto che la stessa sindaca Chiara Frontini inserì nel suo programma elettorale nel 2022 un’idea geniale: “Garantire un posto auto per nucleo familiare per i residenti del centro”. Peccato che a distanza di tre anni, nulla di tutto questo è stato fatto, a parte il piccolo parcheggio dietro la Banca d’Italia che dovrebbe essere riservato proprio a chi abita in questo quadrante. E se la sindaca decidesse, prima di terminare il suo mandato, di mantenere la promessa fatta, dove parcheggeranno tutti gli altri? Sarà forse questo il motivo per cui la maggioranza Frontini non ha ancora messo in atto quanto promesso sui parcheggi per i residenti? Se lo facesse il bubbone, ossia la mancanza di parcheggi, che è evidente a chiunque frequenti il centro, esploderebbe. Il parcheggio per residenti e non, continua ad essere un problema irrisolto. A dimostrarlo c’è quanto avvenuto a piazza della Trinità. Chiuso il cantiere per la ripavimentazione, l’amministrazione Frontini disse di voler togliere il parcheggio per le auto. Esplose immediata una feroce protesta, tanto che l’idea si avviò di soppiatto sulla via del definitivo oblìo, da cui più nessuno, ad oggi, l’ha tirata fuori. Sulla piazza è calato il silenzio, con Palazzo dei Priori che non prende posizione sulla decisione di farla restare un parcheggio o farla diventare un’isola pedonale. Nel primo caso sarebbe una sconfitta, il segno che non si sono trovati parcheggi alternativi come era stato promesso in uno degli incontri con i residenti. Ma la seconda, considerando la penuria di posteggi, rischia di diventare devastante.