Parlano gli atti sulla chiusura del Teatro Caffeina, Marini: “La sceriffata è stata aprire lo stesso senza autorizzazione. Manca il certificato prevenzione incendi. Lo stesso per cui l’Unione è rimasto chiuso 4 anni”
Apertura e chiusura del Teatro Caffeina: la storia negli atti, quelli che stamattina il consigliere comunale di opposizione, Giulio Marini (FI) ha consultato, facendone esplicita richiesta, per fare luce sulla vicenda, e mantenere il proposito espresso poche ore fa: “La città deve sapere la verità”.
E la verità sta negli atti, appunto. “Principalmente – dice Marini – manca il certificato prevenzione incendi che si ottiene presentando il progetto di ristrutturazione ai Vigili del Fuoco. Tutto ciò non è avvenuto”, spiega, in base alle risultanze dei documenti consultati. Lo stesso certificato che avrebbe prodotto, secondo quanto riferito da Marini, all’epoca sindaco, la chiusura del Teatro Unione per ben quattro anni: “L’Unione – dice – è stato chiuso non perché non fosse bello – ironizza – ma perché era scaduto questo certificato. Per riottenerlo, l’amministrazione fu costretta a fare un progetto di ristrutturazione per riportare la struttura a norma vigente affinché potesse essere in regola. Questo lavoro tra la presentazione del progetto di autorizzazione dei Vigili del Fuoco e il rilascio del certificato è durato quattro anni. Mi auguro che per il Teatro Caffeina ci voglia di meno. Non sono valutazioni che posso fare io”, dice Marini, spiegando che nel suo interesse per la vicenda non c’è nulla di politico pro o contro Fondazione Caffeina, ma semplicemente l’esercizio di controllo della sua attività di consigliere comunale di opposizione. “Lo stesso controllo lo feci a luglio per il teatro dell’Unione – spiega – costringendoli ad aprire una parte perché non era completato il controllo dei Vigili del Fuoco. Le normative sono chiare”.
Tornando alla vicenda del Teatro Caffeina, Marini conclude: “La vera sceriffata è stata aprire, quando si sapeva benissimo già da venerdì che non c’erano le autorizzazioni per farlo“, dice Marini prendendo le distanze dalla posizione espressa da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Viva VIterbo e Fondazione. Se qualcuno cadeva e si faceva male, ne avrebbe dovuto rispondere prima il richiedente, poi il Comune, e i Vigili del Fuoco. La commissione di vigilanza c’è stata venerdì, dunque i presentatori della richiesta avrebbero già dovuto sapere che non c’era l’autorizzazione. Sono andati avanti lo stesso. Cosa doveva fare il Comune? I Vigili Urbani sono stati costretti a intervenire. Se il presentatore della domanda non ha l’autorizzazione, e apre ugualmente, fa assumere agli enti, Comune, Vigili del Fuoco, Commissione di Vigilanza una responsabilità che in questo caso non si sono assunti, poiché hanno disposto la chiusura. Sono casi in cui se non sgombri il teatro si può anche incorrere in denunce penali”.