Home Attualità Accorpamento riserve naturali Monte Rufeno e Lamone, Pd: “Furia d FDI per occupazione del potere”.
Accorpamento riserve naturali Monte Rufeno e Lamone, Pd: “Furia d FDI per occupazione del potere”.

Accorpamento riserve naturali Monte Rufeno e Lamone, Pd: “Furia d FDI per occupazione del potere”.

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Viterbo, 11 ottobre 2024 – Riceviamo e pubblichiamo dalla segreteria  Federazione Pd Viterbo –  Sulle riserve naturali di Acquapendente e Farnese si sta abbattendo la scure dell’Amministrazione Rocca.

Lo scorso 24 settembre l’Assessore regionale al Bilancio, Giancarlo Righini, ha depositato un emendamento alla P.L. 170/2024 che punta a creare un nuovo ente di gestione denominato “Sistema di Gestione Alta Tuscia Natura” che prevede l’accorpamento delle gestioni della Riserva Naturale di Monte Rufeno e della Riserva Naturale Selva del Lamone ricomprendendo anche le aree naturali protette, i monumenti maturali e i siti della Rete Natura 2000 ricadenti nei comuni di Latera (la Caldera), Valentano e Ischia di Castro.

Se dovesse passare in Consiglio Regionale questa proposta la prima conseguenza sarebbe che questo patrimonio ambientale e culturale non sarebbe più gestito dai rispettivi comuni e territori ma direttamente dalla Regione. E l’esclusione dei territori non è solo scritta nel testo dell’emendamento, ma è anche evidente dal fatto che, nei mesi scorsi e in queste ultime settimane, la Regione non ha attivato nessuna consultazione con gli enti locali e con il tessuto associativo che opera sul territorio per confrontarsi su una scelta di questo tipo. L’ulteriore conferma di questo, è arrivata proprio l’altro ieri dalla riunione del Consiglio delle Autonomie Locali del Lazio dove, al momento della votazione sulla P.L. 170/2024, è mancato il numero legale proprio per il mancato coinvolgimento dei territori nelle decisioni della Regione. Insomma, per Rocca e per Fratelli d’Italia, il territorio esiste solo se e quando è funzionale ai propri scopi e interessi.

E’ un’operazione condotta dall’alto e in modo spregiudicato solo per ritagliare qualche postazione di potere senza alcuna considerazione dei veri temi ambientali e delle necessità di queste realtà e senza alcuna sensibilità istituzionale e politica nei confronti delle comunità locali. Dimostrando peraltro di non conoscere affatto la storia delle riserve oggetto della decisione e di quanto la loro stessa costituzione, risalente ai decenni scorsi, abbia impegnato e appassionato non solo gli amministratori locali, ma anche i cittadini che vedono e vivono quei luoghi come elementi di identità imprescindibili delle loro comunità.

La proposta dell’assessore regionale poggia sull’argomento che l’accorpamento delle riserve porterebbe un vantaggio economico, ma non è così. Non solo è lo stesso emendamento a prevedere un impegno di spesa pari a 85.000 euro l’anno contro una spesa pari a zero relativa all’attuale struttura di gestione, ma è anche difficile pensare che accorpando due riserve esistenti e ampliando di molto il territorio coinvolto il tutto possa comportare un risparmio economico finanziario.

Purtroppo siamo di fronte ad una bruttissima pagina politica e istituzionale. Si conferma che quella di Fratelli d’Italia è banalmente una furia per l’occupazione del potere. E dove non ce l’ha deve inventare un “Sistema” per averlo.

Il Partito Democratico della provincia di Viterbo è al fianco delle amministrazioni locali che stanno facendo sentire la loro voce ed è impegnato in ogni sede utile affinché questa proposta scellerata non abbia seguito. Non a caso quello del PD è stato finora l’unico gruppo consiliare della Regione ad aver incontrato i sindaci di Acquapendente e Farnese grazie all’impegno del vicepresidente del Consiglio Regionale, Enrico Panunzi, insieme con Daniele Leodori, Segretario Regionale PD e a Mario Ciarla, Capogruppo PD in Consiglio Regionale.

 

Segreteria Federazione PD

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.