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I segreti maestri: percorsi astrali e simboli nascosti

I segreti maestri: percorsi astrali e simboli nascosti

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PERCORSI ASTRALI E SIMBOLI NASCOSTI

Tratti dai libri

  • Il Sole d’Argento, di Tiziana Mancinelli
  • Astronomia e Architettura sacra a Viterbo, Simbolismo ed Esoterimo nelle chiese della città dei Papi, di Adriano Gaspani e Tiziana Mancinelli

Indagine archeoastronomica effettuata da Adriano Gaspani.

Pagina in aggiornamento.

CHIESA DI SAN LORENZO

Allineata verso il punto di tramonto del sole agli equinozi da dietro il profilo dell’orizzonte naturale locale

Indirizzo (Piazza San Lorenzo – Viterbo)

L’orientazione della chiesa è ribaltata rispetto ai canoni dell’orientazione liturgica romana medioevale con l’abside a occidente anziché a oriente.

I raggi solari entrano dalla monofora centrale dell’abside al tramonto anziché all’alba nei giorni di equinozio.

Gli usuali modelli simbolici tipici del culto e della liturgia cristiana prevedevano, invece, un’orientazione dell’asse della navata allineata lungo una direzione che va da occidente a oriente, con l’abside a oriente, in modo tale da essere concorde con il punto di levata del sole nei giorni di equinozio.

La cattedrale di San Lorenzo, invece, permetteva ai raggi del sole equinoziali di penetrare nella navata attraverso le monofore absidali, secondo una direzione parallela al suo asse al tramonto dei giorni di equinozio e all’alba degli stessi giorni attraverso la porta di ingresso

Nell’abside semicircolare si aprono tre monofore: la settentrionale è allineata con il tramonto del sole al solstizio d’estate all’orizzonte naturale locale. La monofora meridionale è allineata con il tramonto del sole al solstizio di inverno

Un punto che si situa in un cerchio che si ritrova in un quadrato e in un triangolo; se voi troverete il punto, sarete salvi, fuori dalle pene, dall’angoscia e dal pericolo” (I costruttori di cattedrali)

Nel giorno del solstizio d’estate, intorno a mezzogiorno, un punto luce cade all’interno del cerchio del pavimento cosmatesco.

 

CHIESA DI SAN SISTO 

Allineata all’Equinozio

(Indirizzo: piazza San Sisto – Porta Romana)

La chiesa romanica di San Sisto è una delle più antiche della città, menzionata per la prima volta in un documento del 1068, è sicuramente stata costruita ancora prima. Di origine incerta, si pensa sia stata edificata su un tempio pagano dedicato a Venere o alla dea Fortuna.

San Sisto denota puntuali riferimenti con monumenti dell’Inghilterra normanna.

La scultura decorativa è ricca e variegata, così come l’architettura, entrambe recepiscono influenze straniere, soprattutto francesi e anglo normanne.

La spazialità del presbiterio di San Sisto rivela un’influenza europea francese e tedesca, spiegabile con la frequente presenza a Viterbo di imperatori tedeschi.

La facciata originaria della chiesa di San Sisto (Scriattoli)

L’asse della navata della chiesa non è unico, ma è composto da due segmenti la cui orientazione è diversa di qualche grado. La chiesa è allineata verso il punto di sorgere del Sole agli equinozi da dietro il profilo dell’orizzonte naturale locale. L’orientazione del nucleo più antico della chiesa risulta orientato in maniera molto accurata dell’aggiunta più recente che corrisponde al presbiterio e all’abside.

I due pilastri, uno lineare e uno elicoidale, rappresentano un modello unico nella Tuscia. Essi ricordano quelli della cappella di Rosslyn in Scozia dettei rispettivamente del Maestro e dell’Apprendista.

La leggenda: si narra che il diavolo, fuggito dalla cripta sotterranea, attraversò la colonna facendola attorcigliare su se stessa con la sua scia di fuoco. Giunto al campanile, nell’atto di spiccare il volo, fu raggiunto dall’aurea sacra della chiesa che lo pietrificò per sempre in una delle colonne della finestra. Quella elicoidale posta tra la cripta e il primo piano, ricorda il suo passaggio.

 

 

 

CHIESA DI SANTA MARIA NUOVA 

Allineata con il tramonto della stella Vega o della costellazione del Cigno

La prima costruzione della chiesa risale all’ XI secolo o, forse, anche in epoca precedente, non si può risalire al criterio applicato per orientare questo edificio chiesastico.

 

I Ipotesi – La chiesa potrebbe essere stata costruita sulle rovine di un probabile luogo sacro precristiano edificato in epoca molto precedente e antica, di cui ricalcherebbe l’orientazione, di natura non solare, connesso con un target stellare importante in epoca precristiana: : la direzione dell’asse dell’edificio interseca l’orizzonte naturale locale in corrispondenza del punto di tramonto della stella di prima grandezza, Vega, nella costellazione della Lyra.

II Ipotesi – L’orientazione potrebbe essere stata stabilita durante la costruzione della chiesa cristiana, non mantenendo la direzione dell’asse di un eventuale luogo di culto precristiano preesistente, ma secondo un target della simbologia cristiana medioevale. L’analisi archeoastronomica evidenzia, in questo caso, che lungo l’asse della navata dell’edificio, tramontava durante l’ XI secolo, la costellazione del Cigno che per la simbologia cristiana era la Grande Croce di Cristo.

Il simbolismo medioevale delle costellazioni del Cigno, della Lyra e del Delfino secondo Gregorio da Tours era quello dell’esaltazione della Croce, con l’Alfa e l’Omega.

Testa di Giove posta sulla facciata della chiesa al di sopra della porta di ingresso.

Alfa e Omega, prima e ultima lettera dell’alfabeto greco, hanno un significato simbolico profondo per la religione cristiana e pagana. Rappresentate insieme a una croce, indicano inizio e fine, la fine che diventa l’inizio e viceversa (L’eternità). Segnano anche l’inizio e la fine del percorso verso l’illuminazione spirituale, lungo il quale l’individuo abbandona i pensieri, le emozioni che lo tengono vincolato alla vita materiale alla sua imperfezione e illusorietà.

 

CHIESA SAN MARCO

La notte della Luna

Indirizzo (Piazza Verdi – Viterbo)

La storia della chiesa è riportata sulla lapide a caratteri gotici posta sulla facciata.

Questa chiesa fu consacrata nell’anno 1198 dal santissimo signore Innocenzo papa III, il primo giorno di dicembre. Con lui officiarono quindici cardinali ed il papa in persona stabilì l’indulgenza a detta chiesa per tre occasioni dell’anno, e cioè nella riferita Consacrazione, nel giorno dedicato a S. Benedetto Abate e nel giorno consacrato a S. Marco Evangelista, titolare della chiesa, e nell’ottavo giorno immediatamente seguente le festività stesse: cento anni e ancora quaranta, e ognuno dei cardinali un anno e quaranta giorni, secondo la volontà e l’intenzione del Sommo Pontefice, che formano un totale di anni venti e venti volte quaranta giorni nei singoli giorni dell’ottava delle stesse festività”.

La chiesa di S. Marco fu edificata sullo scorcio del XII secolo dai monaci benedettini di S. Salvatore al Monte Amiata, proprietari del sito. Il piccolo edificio rurale a navata unica, pur essendo di piccole dimensioni, vanta il privilegio di essere stato consacrato personalmente da un pontefice. Essa fu edificata in una delle contrade più antiche della città, chiamata pian di San Marco.

La sua orientazione è interessante: l’asse della navata fu allineato verso il punto di sorgere del Sole al Solstizio d’Inverno, quindi verso il Sole nascente a Natale. Simbolicamente la rinascita del Sol Invictus, quindi del Cristo. L’allineamento dell’asse della chiesa sul terreno, fu probabilmente ottenuto a vista, osservando per alcuni giorni il punto di sorgere del Sole e la sua variazione dall’inizio di dicembre fino al Solstizio d’Inverno. Il fenomeno durante il XII secolo avvenne il 15 dicembre del calendario Giuliano.

Perché la consacrazione della chiesa avvenne il 1 dicembre 1198?

Nel Medioevo la consacrazione di una chiesa, come la sua fondazione, doveva rispettare regole astrologiche ed esoteriche basate sulla posizione della Luna che: – doveva trovarsi nelle costellazioni favorevoli: Sagittario, Acquario, Leone, Toro – non doveva trovarsi nella costellazioni sfavorevoli: Scorpione, Pesci, Capricorno – non doveva essere in congiunzione con Saturno – non doveva essere posta nella costellazione ascendente

Il 1 dicembre 1198 quando Papa Innocenzo III consacrò la chiesa di San Marco a Viterbo, la posizione della Luna nella costellazione dell’Acquario era quella astrologicamente ed esotericamente più favorevole possibile per consacrare una chiesa. La simulazione del cielo mostra che il giorno della consacrazione fu scelto proprio in occasione della posizione della Luna nella costellazione dell’Acquario, cosa che il giorno prima o quello dopo non sarebbe avvenuta in quanto lo spostamento giornaliero della Luna sulla Sfera Celeste è di circa 13°. Quella fu l’unica data di Dicembre possibile per consacrare la chiesa nel rispetto delle regole astrologiche medioevali.

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.