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Piazza del Plebiscito: completamento della pavimentazione sempre più incerto

Piazza del Plebiscito: completamento della pavimentazione sempre più incerto

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Viterbo, 20 gennaio 2026 – Feste finite, ma per la ripartenza del cantiere in piazza del Plebiscito, non c’è alcuna notizia. Per ora la piazza resta così: parte con i nuovi lastroni, il resto con i vecchi sampietrini, da sostituire. Non si sa quando potrà essere completata. All’appello mancano circa 400 mila euro euro. Poco più di 800 mila, invece, quelli già spesi. Nel bilancio tecnico approvato a dicembre, però, la cifra necessaria per finire i lavori non c’è. Se n’è accorta l’opposizione, in sede di discussione del documento di programmazione economico contabile, che ha posto una domanda precisa all’assessore Stefano Floris.Finiremo piazza del Plebiscito entro la consiliatura“, ha assicurato  l’esponente della giunta Frontini, restando un po’ sul vago. Risposta non da Floris che le date cerca sempre di darle. Stavolta, però, mancano i soldi. Dettaglio non da poco. Il prossimo appuntamento con il bilancio è con la destinazione dell’avanzo. Ma ad oggi non si sa nemeno se ci sarà e quale sarà la sua reale consistenza. Seppure parte di esso venisse destinato al completamento di piazza del Plebiscito, questo potrebbe non avvenire prima dell’aprile 2026, termine ultimo per l’approvazione del rendiconto. A quel punto l’eventuale cantiere dovrà fare subito i conti con il calendario degli eventi viterbesi, pronto a ripartire con San Pellegrino in Fiore, previsto per il ponte del primo maggio. Volendo aspettare questo, si finirebbe di nuovo in piena estate, con l’altra timeline insuperabile del passaggio dei pezzi di Dies Natalis a bordo dei camion per essere portati a San Sisto per il montaggio, previsto per fine agosto. Sempreché l’amministrazione comunale non decida di esporre la Macchina qualche mese prima, come fatto già l’anno scorso. Caso in cui la finestra temporale per effettuare i lavori a Piazza del Plebiscito, si restringerebbe ulteriormente. Il cantiere, infatti, interesserà proprio la striscia di fronte a via Ascenzi che dovrà essere chiusa, ma è proprio da qui, senza possibilità di percorsi alternativi, che devono necessariamente transitare i pezzi di Dies Natalis per arrivare a San Sisto. Non ci sono altre strade. Se la sentirà l’amministrazione comunale di fare un’altra corsa contro il tempo per aprire e chiudere il cantiere in questa breve parentesi?  Sempreché dal sottosuolo non emergano altre sorprese di interesse archeologico, come il cimitero medioevale spuntato ai piedi della chiesa di Sant’Angelo in Spatha che ha bloccato la pavimentazione per mesi.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.