Home Attualità Pietro Amodio dal Pd a FDI, Ricci: “In un anno e mezzo ha cambiato 4 gruppi”.
Pietro Amodio dal Pd a FDI, Ricci: “In un anno e mezzo ha cambiato 4 gruppi”.

Pietro Amodio dal Pd a FDI, Ricci: “In un anno e mezzo ha cambiato 4 gruppi”.

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Viterbo, 26 gennaio 2024 – Gli strali del Pd su Pietro Amodio transitato dall’area di centrosinistra a quella di centrodestra, tra le file di Fratelli d’Italia. Un salto così lungo lo aveva fatto nella precedente amministrazione Arena Martina Minchella, passata dal Pd a Fratelli d’Italia.  Un passaggio, quello di Amodio, che ha infuocato i banchi dell’opposizione, dove si è consumata la vicenda. Con l’adesione di Amodio a Fratelli d’Italia e il “ritorno a casa” di Elpidio Micci che è tornato ad indossare la casacca di Forza Italia, dopo essere entrato in consiglio comunale con la lista Viterbo Cresce, il gruppo misto, a cui avevano dato vita i due, è sparito.  “Il mio è un ritorno”, ha detto Elpidio Micci nell’ultimo consiglio comunale in cui ha comunicato l’abbandono del gruppo misto,  “ma non mi sono mai allontanato da Forza Italia, partito in cui milito dal 1996 e con il quale ho rivestito diversi ruoli amministrativi, anche come assessore in questa assise”, ha detto Elpidio Micci ringraziando tutti i vertici del partito e l’ex collega di gruppo misto Pietro Amodio, con cui ha condiviso banchi attigui per alcuni mesi. Elpidio Micci era stato l’unico eletto nella lista civica Viterbo Cresce a sostegno della candidata a sindaco Alessandra Troncarelli, sconfitta al ballottaggio contro Chiara Frontini. In proposito si è registrata la punzecchiata del capogruppo del Pd, Alvaro Ricci:La tua adesione a Forza Italia è un fatto naturale“, ha detto il dem ad Elpidio Micci, ma “hai dimenticato di ringraziare Alessandra Troncarelli, che ti ha consentito di stare su questi banchi. Senza la coalizione, dove sei stato l’ultimo degli eletti, non saresti entrato. Ma non critico la tua adesione a Forza Italia. Per te è un approdo naturale”, ha concluso Ricci, a cui Elpidio Micci ha replicato: “Quando ho aderito al gruppo misto insieme a Pietro Amodio, ho avuto modo di ringraziare Alessandra Troncarelli la quale, anche in virtù del contributo della mia lista, ha potuto raggiungere percentuali importanti“, ha detto il forzista.

Da sin.: Elpidio Micci; Pietro Amodio.

Ma l’affondo più duro il capogruppo del Pd lo ha riservato a Pietro Amodio, transitato dal centrosinistra a Fratelli d’Italia. “Con Daniele Sabatini abbiamo condiviso un progetto di lavoro che metteremo in atto in questo consiglio“, ha detto Amodio nel comunicare la sua adesione al gruppo di Giorgia Meloni. Ha poi ringraziato anche l’on. Mauro Rotelli e tutto il gruppo consiliare. Parole che hanno dato la stura al capogruppo del Pd, Alvaro Ricci: “Non c’è nulla di personale. Parlo solo di politica. Se Elpidio Micci saliva tre gradini, tu con 150 voti ne salivi uno”, ha detto all’indirizzo di Amodio, “Non ci hai dato alcun contributo, noi lo abbiamo dato a te, che hai ottenuto uno zero virgola zero zero dentro a una coalizione che ha raggiunto il 30%. Pensavo di avere visto tutto, ma qui siamo andati oltre, non mi era mai capitato, nella mia lunga esperienza, di vedere in un anno e mezzo un consigliere comunale cambiare 4 gruppi: eletto con la lista civica “Viterbo dei Cittadini”, poi entrato nel Pd, poi uscito per aderire al gruppo misto, che ha lasciato per andare a Fratelli d’Italia. Viterbo dei Cittadini”, ha spiegato ancora Ricci, “è una lista caratterizzata a sinistra, che ha sostenuto la candidatura a sindaco di Francesco Serra, e dove è stata eletta Lina delle Monache alla scorsa consiliatura. Credo che quando qualcuno si schiera a centrosinistra, abbia fatto delle valutazioni, quali sono quelle che ora lo hanno portato ad aderire ad un gruppo politico che si trova agli antipodi di quella in cui si è candidato?”, ha detto Ricci, un vero e proprio fiume in piena che si è abbattuto su Amodio: “Che novità sono intervenute?”, ha chiesto il capogruppo del Pd,  “È stata eletta la Schlein e ci hai detto che ti trovavi stretto nel perimetro del Pd”, ha ricordato rivolgendosi direttamente ad Amodio, “Bene, ti abbiamo detto ritorna nella lista civica, poi perdiamo la Regione Lazio, il governo, tutte coincidenze, per carità”, ha detto Ricci riguardo agli ulteriori passaggi di Amodio che lo hanno portato nell’area di centrodestra.  “La politica è fatta anche di un minimo di coerenza. Questa roba è difficile da sostenere”, ha detto ancora Ricci riguardo ai cambi effettuati da Amodio:Spero che i tuoi programmi ora coincidano con quelli di Rotelli e Sabatini, perché quando ti sei candidato con il centrosinistra, coincidevano con i nostri. Ultima cosa che ti rimprovero è che come capogruppo non mi hai mai accennato la tua volontà di uscire.  Forse mi avresti dovuto almeno informare”, ha concluso Ricci.  Amodio ha accusato a sua volta Ricci di avere la memoria “non così perfetta. Lei sapeva benissimo”, ha replicato, “Ci siamo confrontati sul mio disagio e sulla mia volontà di staccarmi in modo netto dal gruppo consiliare del Pd. Non mi venga a dire che questo non l’ho detto, l’ho anche manifestato a una cena, dove erano presenti tutti i consiglieri. Durante l’estate mi sono visto buttare fuori dalla chat di Viterbo Cambia senza alcun preavviso. Ero sotto l’ombrellone con mia moglie”. In difesa di Amodio, la sua nuova capogruppo, la meloniana Laura Allegrini (FDI): “Ci sono tutte le premesse per lavorare bene. Stimiamo Amodio per quello che ha detto in consiglio comunale portando all’attenzione sempre temi importanti per la città”, ha detto Allegrini, richiamando l’art. “67 della Costituzione che prevede l’esercizio delle proprie funzioni da parte dei parlamentari senza vincolo mandato. Non sono legati ai partiti, né allo schieramento di partenza”, ha ricordato, ” Un principio entrato nella Costituzione francese. Il contrario, il mandato imperativo, sopravvive in Portogallo, Panama, India e Bangladesh. La coerenza deve dispiegarsi nelle azioni, nel programma e nelle finalità”, ha detto ancora Allegrini, giustificando gli spostamenti di Amodio: “Comprendo il disagio del dott. Amodio quando il Pd ha deciso di orientarsi legittimamente verso una scelta radicale estremista”, ha proseguito la meloniana, “Il nostro partito è accogliente, attrattivo, e vuole professionalità. L’abbandono della coalizione di centrosinistra da parte di Amodio è avvenuta quando ha aderito al gruppo misto. Quello è stato il passaggio doloroso per il Partito Democratico, non il secondo  con l’adesione a Fratelli d’Italia“, ha detto Allegrini, che è intervenuta anche a favore di Elpidio Micci: “L’anomalia c’è stata in precedenza”, ha detto riguardo allo schieramento della lista Viterbo Cresce, di derivazione forzista a sostegno del candidato sindaco di centrosinistra Alessandra Troncarelli alle elezioni comunali 2022.  Un altro colpo di scena è stato servito dal leghista Andrea Micci che ha chiesto “volevo capire a che punto fosse l’istanza del consigliere Marco Bruzziches per la ricostituzione del gruppo Viterbo Cambia. Aveva chiesto di tornare al suo gruppo di appartenenza. Ci siamo sospesi sull’interpretazione del regolamento. Un po’ di tempo è passato e riguarda le prerogative dei consiglieri comunali. Vorrei capire a che punto è la procedura”. Lo stesso Bruzziches proprio nella giornata del consiglio comunale ha inviato una comunicazione alla presidenza del consiglio comunale che richiama un parere dato dal ministero dell’Interno che si esprimerebbe favorevolmente alla ricostituzione di un gruppo consiliare con un solo consigliere comunale, motivo per cui l’istruttoria di Bruzziches era stata considerata “non procedibile”, invece, dal comune di Viterbo. “Il ministero dell’Interno”, ha puntualizzato Bruzziches, “interpreta in modo diverso dalla presidenza del consiglio comunale, un caso della mia stessa fattispecie“. A Palazzo dei Priori , insomma, i colpi di scena sono oramai all’ordine del giorno.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.