Home Cronaca Pilastro, Armonia Celeste: il trasporto delle emozioni.
Pilastro, Armonia Celeste: il trasporto delle emozioni.

Pilastro, Armonia Celeste: il trasporto delle emozioni.

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Viterbo, 27 agosto 2023 – Armonia Celeste accende la prima delle notti di Rosa, quelle dedicate alle mini macchine, fino al  gran finale del 3 settembre, con Gloria al suo ultimo trasporto per un 2023 che si carica del sapore degli addii. Non solo quello della macchina di Raffaele Ascenzi, ma anche quello di Pino Loddo, che incarna un lungo tratto di storia della tradizione del Trasporto e che proprio in questi giorni ha comunicato il suo addio dal ruolo di capofacchino dopo 50 anni trascorsi a dare i comandi ai suoi ragazzi, ma soprattutto a insegnare loro i valori di “Rosa”. Perché il trasporto è, innanzitutto, una scuola di vita, come ha ricordato il vescovo Piazza alla partenza di Armonia Celeste ieri sera.

Angelo Loddo e il vescovo Piazza alla partenza di Armonia Celeste

“State imparando cosa significa essere facchini. Questa è una scuola di vita – ha detto Francesco Piazza  – i facchini sono legati gli uni agli altri e uno porta il peso dell’altro”.  “Armonia” come quella spirale di luce protesa verso il cielo notturno, che replica il modello realizzato in grande dallo scomparso maestro Roberto Joppolo: Armonia Celeste. Nell’accendere le vie buie della città, sprigiona: “Stupore, bellezza e meraviglia“, ha sottolineato ancora Piazza, “la fiducia in santa Rosa aiuta in tanti momenti di vita”. “Da voi questa tradizione continua da generazione dopo generazione,  quando si dice che non può esserci intergenerazionalità, voi siete la dimostrazione che, invece, è possibile”, ha detto ancora Piazza.

Catene che si stringono sotto alla macchina, ma anche tra passato, presente e futuro, tra chi c’è e chi non c’è più, come il papà di Sasha, Tony delle Piagge, membro del comitato del Pilastro, che se n’è andato prematuramente e al quale è stato dedicato il Trasporto. Stare sotto alla macchina, per Sasha, ciuffo, è un modo per sentirlo ancora con sé: “Per me questo trasporto è molto difficile, ma so che lui è qui con me”.  Ma quello di Pino Loddo non sarà un vero addio, solo un arrivederci, magari accanto al suo successore per trasmettergli quel bagaglio di esperienza che nessun libro potrebbe spiegare, perché è quella che si acquisisce sui metri di strada battuti dai facchini in marcia, dalla Macchina che si muove sopra di loro, trasporto, dopo trasporto e che raccoglie e rappresenta tutto l’universo umano, con le sue emozioni, i sentimenti, le paure e le inquietudini, le speranze e i limiti.

“Questo è un trasporto particolare – ha detto Angelo Loddo, figlio di Pino, sul percorso – soprattutto per la mia famiglia, è l’ultimo da capofacchino di Pino. Resterà nello staff come nostro maestro. Resta l’uomo dei record, unico viterbese che può dire di avere 50 anni di trasporti. Con il consiglio direttivo faremo le elezioni, vedremo chi saranno i candidati e sceglieremo quello più idoneo”.

Pino Loddo

Armonia Celeste ieri, oltre a ricordare, Tony delle Piagge: “Uno dei nostri migliori collaboratori“, ha detto Angelo Loddo, ha omaggiato “le vittime dell’alluvione in Emilia Romagna e di tutte le catastrofi naturali, nel mondo e soprattutto in Italia” a cui è stata dedicata la girata di fronte al Bar Dei, mentre quella di fronte alla chiesa “a tutte le donne vittime di violenza e femminicidio”, l’arrivo di Armonia Celeste è stato dedicato a “Cesare Cencioni, vice presidente dell’Avis e al maestro Paternesi. Mio figlio Lorenzo – ha inoltre spiegato Loddo – ha indossato  un foulard giallo blu dedicato, insieme a tutti gli sforzi del Sollevate e Fermi, a Patrizio Zunica, console del Sestiere di Porta Solesta della Quintana di Ascoli Piceno, anche lui un amico di famiglia venuto a mancare”. Pino Loddo ha vissuto tutta la giornata di ieri, dalla sfilata dei mini facchini all’ultimo comando all’arrivo di Armonia Celeste, con una maschera quasi impenetrabile sopra a quelle emozioni che lui per primo, per 50 anni, ha insegnato a dominare ai suoi mini facchini, quando si sta lì sotto, con quell’enorme peso sulle spalle, in cui conta solo stringere i denti e andare avanti, fino al traguardo finale. E Loddo, come sempre, ha portato a termine anche stavolta un trasporto perfetto. È solo in quel momento lì, quando la macchina poggia sicura sui cavalletti, alla fine del suo cammino, che il facchino sa che può togliersi quel fazzoletto bianco e lasciare libere le emozioni, libere di esplodere fuori.  Perché le emozioni che dà il trasporto nessuno meglio di lui le conosce e le sente. E anche Pino Loddo, ieri sera, al termine del suo ultimo trasporto da capofacchino, tra gocce di sudore e qualche lacrima, si sarà sentito libero di vivere quelle emozioni lì. Le emozioni di una vita intera dedicata alla macchina.

Tiziana Mancinelli

Speciale Santa Rosa

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.