Viterbo, 29 giugno 2020 – L‘istituzione di un centro federale nell’impianto natatorio del comune di Viterbo, previa convenzione con la Fin, dovrà attendere ancora 20 giorni per conoscere il suo destino. Nulla di fatto oggi in commissione per la delibera che lo dispone. Perplessità sul comma 5 dell’articolo 3 del regolamento comunale sugli impianti sportivi che riguarda specificatamente la piscina e prevede che: «La concessione in gestione degli impianti sportivi di rilevanza economica stabilita in base al maggior valore patrimoniale, elencati nell’allegato 1, si effettua per tramite di una procedura di evidenza pubblica». Il bene indicato nell’allegato 1 è proprio la piscina comunale, denominata: «Complesso natatorio piscina comunale “Alessandro Palazzo”». Previsione che, secondo l’opposizione, escluderebbe la possibilità di stipulare una convenzione con la Fin per la gestione dell’impianto, senza dover procedere alla gara. Questo era in sostanza il contenuto della delibera arrivata oggi in commissione: la stipula di una convenzione con la Fin per l’istituzione di un impianto natatorio, possibilità introdotta qualche settimana fa dall’integrazione votata dal consiglio comunale all’art. 3 comma 1 bis che recita così: « Nel caso di attivazione su uno o più impianti di centri federali riconosciuti, la gestione sarà disciplinata da specifica convenzione con la
federazione nazionale di riferimento, previa determinazione delle linee guida e della definizione dei rispettivi obblighi». La formulazione originaria dell’articolo del regolamento approvato nel 2014 sulla gestione degli impianti sportivi prevedeva che il Comune scegliesse il gestore «con una procedura pubblica di selezione, in via preferenziale tra le società e le associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, federazioni, discipline sportive associate, associazioni riconosciute dal Coni o affiliate a enti di promozione, operanti nel territorio cittadino». Previsione oggi modificata con l’integrazione apportata dal consiglio comunale che consente di stipulare una convenzione tra amministrazione comunale ed ente gestore, ricorrendo alcune condizioni. Ma oggi in commissione la strada per l’istituzione del centro federale si è messa subito tutta in salita per il permanere nel regolamento del comma 5 dell’art. 3 che escluderebbe questa possibilità della convenzione per i beni dell’allegato 1, cioè proprio per la piscina. La discussione in commissione è stata, quindi, rinviata per ulteriori approfondimenti. Posizione condivisa innanzitutto dal sindaco Giovanni Arena: «La proroga a Fin scade il 30 giugno – ha detto – ma ci sono delle obiezioni in maggioranza, da parte della Lega e di Fondazione. Dunque c’è necessità di approfondire e chiarire». Posizione apprezzata dal capogruppo della Lega, Andrea Micci: «Apprezziamo il buonsenso e la responsabilità dimostrata dal sindaco Giovanni Arena – ha detto – che denota la volontà da noi tutti condivisa di arrivare alla stesura di un atto più perfetto possibile». Nell’opposizione si è registrata la perplessità di Alfonso Antoniozzi che l’ha esternata al dirigente : «Si può cambiare il regolamento appositamente per assegnare l’impianto a un destinatario già individuato?» ha chiesto l’esponente di Viterbo 2020. Il responsabile amministrativo ha ribadito che il consiglio comunale è sovrano. Alvaro Ricci, invece, ha consigliato di ritirare la delibera e tornare in consiglio comunale per un’ulteriore modifica al regolamento. Suggerimento non accolto dalla maggioranza che con 7 voti favorevoli ha deciso il rinvio della pratica. Ci sono ancora 20 giorni per decidere senza andare incontro a un’altra eventuale chiusura dell’impianto. Il presidente della commissione, Stefano Caporossi, ha assicurato che la discussione si concluderà molto prima. Il rinvio è stato approvato con 7 voti favorevoli della maggioranza e 4 contrari dell’opposizione.