Presentazione dei candidati sindaco Pd alle comunali. Egidi: «A Montalto partita aperta, a Tarquinia puntiamo al primo turno»
Manca veramente poco all’11 maggio, giorno in cui in sette comuni della provincia di Viterbo si riapriranno le urne per rinnovare il consiglio comunale.
Chi è in politica lo sa: negli ultimi giorni “decidono” gli indecisi, e in Italia, ovunque, questa è forse la categoria di elettori più numerosa, quella che alla fine può far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra. Saranno, quindi, venti giorni di fuoco, e ieri pomeriggio, Andrea Egidi, ha aperto il suo, presentando ufficialmente i candidati sindaco del Partito Democratico nei comuni della Tuscia che andranno al voto.
Si tratta di Pietro Nocchi a Capranica, Anselmo Ranucci a Tarquinia, Alessandro Lucherini a Montalto, Alessandro Giovagnoli sindaco uscente a Ronciglione, Rodolfo Mazzolini, sindaco uscente indipendente a Castel Sant’Elia.

Per ognuno di loro il segretario provinciale del Pd, Andrea Egidi, ha parole di elogio tese a mettere in risalto il perché gli elettori dovrebbero sceglierli. «Riesce a trasferire la sua passione, professione, impegno sul piano amministrativo, dove è sempre molto orientato verso la tutela dei deboli», dice Egidi di Pietro Nocchi, assessore uscente a Capranica, dove il sindaco Angelo Cappelli, terminato il mandato, non si ripresenterà per il secondo.

Sulle ali del verdetto delle primarie che hanno scelto Anselmo Ranucci, il Partito Democratico si appresta a tentare nuovamente la scalata al comune di Tarquinia. «Chi pensava che il Pd sarebbe uscito da questo appuntamento distrutto, è rimasto deluso – dice il segretario provinciale Pd – I candidati che non hanno vinto ora sono in lista per tirare la volata. A nostro favore abbiamo dieci anni di confronto positivo con i cittadini, che è il nostro miglior biglietto da visita. Inviterei gli abitanti di Tarquinia a non fare salti nel buio, in un momento che vede da un lato il ritorno della grande imprenditoria che si mette a disposizione della cosa pubblica, ma questo è un ciclo finito in Italia, e dall’altra una politica sconvolgente che i tarquinesi devono avere l’orgoglio di respingere. Tarquinia non ha bisogno di essere colonizzata per farsi governare da chi viene da oltre confine», dice, alludendo probabilmente alla candidatura di Gianni Moscherini.
Tarquinia è l’unico Comune in cui è previsto il ballottaggio se nessuno dei candidati supererà il 50% dei voti. Il secondo turno prevede intese e alleanze e se il Pd ci arriverà, ha già le idee chiare con chi “non dialogare”. «Con gli altri candidati c’è affinità. Vedremo. Noi puntiamo a vincere al primo turno – dice Ranucci -. Ma se si andrà al secondo, valutiamo intese con tutti meno che uno, nemmeno se ci mancasse un solo voto per vincere”, sentenzia con riferimento a Gianni Moscherini.
Anche a Montalto il Pd suona la carica. In questo caso bisognerà superare Sergio Caci, sindaco uscente, dato da più parti come il favorito. Ma non da quelle del Pd: «La vittoria di Caci sembrava scontata – dice Quinto Mazzoni, segretario comunale a Montalto – poi siamo riusciti a portare a votare 1300 persone alle primarie e abbiamo capito che la gente ha iniziato a vedere un’alternativa migliore di quella appena conclusa a guida di Caci». Sul sindaco uscente di Montalto di Castro rincara la dose proprio Andrea Egidi: «Il gruppo dirigente ha fatto una scelta coraggiosa con le primarie, al fine di ricostruire una lista unitaria. Pochi ci credevano. Ci siamo riusciti. Ora vogliamo riunire un paese, una comunità molto divisa. Caci, da questo punto di vista, ci ha messo del proprio, un sindaco deve unire, non lavorare per dividere ulteriormente, tra l’altro in un momento di crisi come questo. A Montalto e Pescia vogliamo stare dentro la campagna elettorale con idea di chiudere questi 5 anni di Caci».
A Ronciglione un altro scacchiere importante con il candidato sindaco, Alessandro Giovagnoli, che si ritroverà a correre contro pezzi della sua ex maggioranza. «Viviamo una situazione diversa rispetto a 5 anni fa – dice Egidi in proposito – non c’è più quell’alleanza, anche perché qualcuno ha deciso, strada facendo, di vestire gli abiti del trasformismo, provando a ridefinire su se stesso un profilo di verginità».
Le conclusioni le tira il responsabile regionale PD Fabio Melilli che allarga la prospettiva di riflessione al Lazio. «C’è una difficoltà della politica a rinnovarsi, mandando in campo nuove generazioni – dice Melilli – un problema molto più forte a destra che a sinistra. Fare il sindaco oggi è diventato sempre più difficile. La rete ha cambiato il mondo, gli elettori emettono giudizi costantemente, non è più tempo di fare troppe promesse. Con Nicola Zingaretti ci stiamo orientando verso una sempre maggiore apertura, guardando con molta attenzione ai movimenti civici. Proveremo a vincere nuovamente alla Regione Lazio, cercando di riconfermare un’amministrazione uscente, cosa mai avvenuta finora».
Alla presentazione di oggi sono intervenuti anche: Alessandro Mazzoli, deputato Pd, Mauro Mazzola, presidente provincia di Viterbo, Luisa Ciambella, vice sindaco comune di Viterbo, Sonia Perà assessore comune di Viterbo.