Provincia, Lega, FdI, FI: “Nessun sostegno a Nocchi, se resterà, se ne assumerà la responsabilità politica”.
Viterbo – Per il presidente della provincia, Pietro Nocchi, (Pd), la strada si fa tutta in salita. Entro l’anno ci sarà il rinnovo del consiglio provinciale e, visto che ad essere eletti saranno sindaci e amministratori dei comuni della Tuscia, eletti a loro volta da sindaci e amministratori, è ragionevole credere che la nuova formazione di Palazzo Gentili sarà a maggioranza di centrodestra. Nell’ultimo anno, infatti, il Pd ha perso importanti Comuni come Viterbo e Civita Castellana. La schiera di amministratori di centrodestra nella Tuscia è aumentata, quella del Pd è diminuita, in numero da far ritenere che i colori su Palazzo Gentili muteranno. Ma il presidente, secondo la legge Delrio, resterà in carica, la sua elezioni, infatti, non è contestuale a quella del consiglio provinciale. Da qui il paradosso di un ente con un presidente Pd e una maggioranza presumibilmente di centrodestra. Mesi fa si era parlato di un possibile accordo tra le parti. Ma oggi, il rifiuto del centrodestra arriva chiaro e inequivocabile. Non ci sarà nessun appoggio al presidente Nocchi. La legge Delrio, tuttavia, gli consente, tramite lo strumento dei decreti, di continuare ad amministrare, anche con un consiglio provinciale “ostile”. Se dal punto di vista tecnico, questo è possibile, dal lato politico si potrebbe aprire una questione difficile da gestire per Nocchi. Come giustificherà, “politicamente”, la gestione di un ente senza il sostegno del consiglio provinciale di fronte all’elettorato, rappresentato, in larga fetta, proprio da quei consiglieri provinciali che siedono nella sala di Palazzo Gentili? Una questione a dir poco surreale, che Nocchi, come tanti altri presidenti di provincia, si trova, in modo totalmente incolpevole, a dover gestire a causa di una riforma delle province che si sta veramente rivelando una mostruosità: eleggere il consiglio provinciale separatamente dal presidente a due scadenze diverse. Oggi una nota congiunta di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia sgombra il campo da qualunque “speranza” di intesa del Pd.
“Le forze di centrodestra rimangono alternative al PD ed al centrosinistra – dice una nota -. È quanto emerge da un confronto tra i parlamentari, Francesco Battistoni (Forza Italia), Umberto Fusco ( Lega ) Mauro Rotelli ( Fratelli d’Italia ) che sabato hanno incontrato i consiglieri provinciali del gruppo consiliare “Centrodestra Unito e Civici”: Alessandro Romoli, Gianluca Grancini, Carlo Pellegrini, Massimo Bambini. La riforma delle province targata “Delrio – Partito Democratico” ha reso la provincia un ente fantasma che, però, esercita ancora importanti competenze . Il panorama politico provinciale è variato, ed il centrodestra ora governa la maggioranza dei Comuni della provincia oltre al Comune capoluogo. Entro l’anno si terranno le elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale: ci presenteremo uniti e otterremo la netta maggioranza dei consiglieri. Se il presidente Pietro Nocchi vorrà continuare a rimanere presidente, pur senza avere una maggioranza, la legge glielo consente, ma se ne assumerà tutta la responsabilità politica. Non è più tempo di confusione politica e di movimenti ormai inesistenti nel centrodestra che rendono il quadro nebuloso. Ogni amministrazione comunale di centrodestra dovrà necessariamente fare chiarezza al proprio interno. Non sono più tollerabili alcune prese di posizione fuori luogo e politicamente inspiegabili. Il centrodestra unito è una realtà nella nostra provincia. Per quanto ci riguarda siamo certi che i consiglieri provinciali che ci rappresentano stiano facendo un buon lavoro di opposizione ferma all’amministrazione Nocchi. Continueremo su questa strada – conclude la nota – perché la ricetta che noi proponiamo per il territorio è diametralmente diversa da quella proposta dal Pd provinciale al quale siamo stati nel tempo e rimaniamo totalmente alternativi”.