Home Attualità Provincia, Palozzi (PD): “Pronti a dialogare con il centrodestra solo con un interlocutore attendibile”.
Provincia, Palozzi (PD): “Pronti a dialogare con il centrodestra solo con un interlocutore attendibile”.

Provincia, Palozzi (PD): “Pronti a dialogare con il centrodestra solo con un interlocutore attendibile”.

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Viterbo – Sei consiglieri per il centrodestra, divisi in due gruppi uno formato da Fratelli d’Italia, l’altro da Forza Italia con la Lega. Dall’altra parte cinque consiglieri per il Pd. In mezzo, Fabio Valentini, di “Beni comuni. Stando così le cose, al momento attuale, a Palazzo Gentili il centrosinistra, dopo le elezioni del 15 dicembre, non ha una maggioranza. Condizione, questa, relativa, poiché la riforma Delrio consentirebbe al presidente della provincia, Pietro Nocchi (PD), di governare tramite decreti, anche facendo a meno del voto favorevole del consiglio provinciale. Un’ipotesi, però, a cui, pare, non vorrebbe arrivare nessuno. Perché se da un lato la legge lo consentirebbe, dall’altro il messaggio politico di un uomo solo che decide all’intero di un’istituzione democratica, infischiandosene del consiglio, non sarebbe dei migliori, in un periodo, tra l’altro, di crescente sfiducia nella politica da parte dei cittadini.  A volerlo evitare, per primo, sembra proprio Pietro Nocchi, persona mite ed equilibrata, che in più di un’occasione ha porto un ramoscello di ulivo ai suoi avversari politici di centrodestra. Lo ha fatto prima delle elezioni del 15 dicembre, l’ha ribadito anche al primo consiglio provinciale, con un invito a governare nell’interesse del territorio, dimenticando la casacca di appartenenza. Lo richiede, del resto, la situazione creata dalla riforma Delrio che prevedendo quattro anni di mandato per il presidente e due per il consiglio provinciale, ha creato i presupposti per avere uno di un colore, uno dell’altro, come, poi, è avvenuto anche alla Provincia di Viterbo dopo le elezioni del 15 dicembre. Ad oggi non si sa se il centrosinistra, a cui appartiene il presidente, abbia la maggioranza in consiglio oppure no. Senza l’esponente di Beni Comuni: no. Non resta, quindi, che guardare dall’altra parte dello steccato: al centrodestra. Anche perché, chiedere aiuto a Beni Comuni significherebbe, probabilmente, concedere spazi all’interno del Pd alla corrente fioroniana, confluita proprio, pare, nella lista di Beni Comuni che detiene, con un consigliere, l’ago della bilancia in consiglio. Posizione che verrebbe neutralizzata se centrodestra e centrosinistra decidessero di fare un percorso condiviso di gestione dell’ente. L’aria sembra quella. Ma nessuno ha fretta. E tutti sono molto cauti. Non si tratterebbe di un accordo “politico”, ma di una condivisione “amministrativa”. Lo spiega bene Maurizio Palozzi (PD), uomo di ferrea fede panunziana. “Purtroppo con questa legge Delrio, che tutti speriamo venga superata  restituendo il voto ai cittadini – dice –  per dare risultati al territorio, bisogna fare delle scelte condivise. Noi ci abbiamo provato con il centrodestra. Ma non abbiamo avuto interlocutori attendibili. Abbiamo tentato di aprire un dialogo prima delle elezioni provinciali, per individuare degli obiettivi comuni. Purtroppo non abbiamo ottenuto risultati. Non per colpa nostra. Avevamo anche messo a disposizione delle posizioni. Eravamo pronti a sacrificarle per il bene del territorio.  Ma dalla sera alla mattina hanno cambiato idea e non si è fatto più niente.  Noi siamo ancora disponibili a parlare, ma dobbiamo avere un interlocutore affidabile che si impegni per i prossimi anni e non venga qui a dire oggi una cosa e domani un’altra.  Quando saranno pronti a fare delle discussioni serie, nell’interesse dei cittadini, saremo disposti a rimetterci seduti.  Già, oggi, però – prosegue Palozzi – sono arrivati divisi in due, tre gruppi. Non è che sia proprio il massimo. Non è il segnale che volevamo.   Quando verranno da noi a parlare in modo serio su come gestire in modo condiviso il territorio, noi saremo pronti”. Alla domanda se il Pd potrebbe dialogare con “un pezzo di centrodestra”, Palozzi risponde: “Noi vogliamo parlare con  il centrodestra”. Niente spezzatini, dunque, ma una condivisione a 360 gradi che includa tutto il consiglio provinciale. “Noi vogliamo gestire il territorio nell’interesse dei cittadini. Se il centrodestra vuole abbracciare questo ragionamento, noi siamo pronti a metterci seduti e a parlare”, ribadisce Palozzi: “Non sarebbe un accordo politico, non  fa parte di questa assise. Noi rappresentiamo in senso amministrativo i  consigli comunali di tutti i Comuni della provincia di Viterbo. Gli accordi politici devono essere fatti all’interno di altre stanze dai rappresentanti politici del nostro territorio, che poi quegli accordi dopo possano ritornare qui, è un altro discorso”. Anche sul bilancio Palozzi manifesta aperture, ma con dei paletti: “È un bilancio tecnico. Le poche risorse a disposizione le abbiamo destinate agli scopi individuati dai tecnici. Siamo disponibili a rivedere il bilancio, ma in questa ottica. Abbiamo messo da parte interessi di bottega, per andare incontro alle necessità oggettive del territorio. Quindi siamo aperti sul bilancio, ma rispettando questo criterio. Se abbiamo messo i soldi sulla strada “Y” in base a quanto diceva il tecnico e qualcuno, invece, le vuole mettere sulla strada “X” per altri motivi, dico no, perché io sto facendo gli interessi della Provincia e tu quelli della strada “X”.

Tiziana Mancinelli

mancinellitiziana@gmail.com

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.