Quirinale alla 6° votazione, non accadeva dal 1992. Forza Italia rompe con FDI e Lega.
Nazionale, 29 gennaio 2022 – Non accadeva dal 1992 che si arrivasse alla sesta votazione per la scelta del Presidente della Repubblica. E, probabilmente, non sarà nemmeno l’ultima. Tutta in salita, infatti, anche la votazione sulla prossima terna: Marta Cartabia, Paola Severino ed Elisabetta Belloni, con quest’ultima che fino a ieri sera pareva la favorita. Il nome, infatti, sarebbe gradito a Lega, Fratelli d’Italia e parte del Cinque Stelle, quella riconducibile a Giuseppe Conte, visto che la fronda di Luigi Di Maio sarebbe ancora orientata su Mario Draghi. Assolutamente contrari Italia Viva, Partito Democratico, ai quali si è aggiunta, ieri sera, anche Forza Italia. In una nota ha annunciato che il presidente Silvio Berlusconi sarebbe pronto per “scendere in campo e trattare personalmente“, in totale autonomia rispetto a Lega e Fratelli d’Italia. La dichiarazione arriva dopo le voci di un possibile accordo Lega-FDI-5Stelle sul nome di Belloni. Posizione confermata da Antonio Tajani: «Da sempre gestiamo in autonomia le trattative – dice ai microfoni di Quarta Repubblica – Lega e Meloni faranno per conto proprio. Noi abbiamo esaminato la lista del centrosinistra, riteniamo che non sia giusto avere un altro tecnico nella posizione apicale. C’è già un tecnico come presidente del consiglio», dice Tajani, auspicando per il Quirinale un «profilo politico» e dicendo praticamente “no” a Belloni. Affermazione che sembrerebbe escludere anche il premier Mario Draghi che, tuttavia, di fronte alle innumerevoli “fumate nere”, pare avere ancora parecchie chance di salire al Quirinale, anche se in molti vorrebbero che restasse a Palazzo Chigi. Oggi, dunque, si parte con la sesta votazione che potrebbe testare proprio il nome di Elisabetta Belloni. Se facesse la stessa fine di Maria Elisabetta Alberti Casellati, ferma a 382 voti, e dunque fuori dalla corsa al Quirinale, sarebbe la seconda bocciatura di una candidatura istituzionale. Non un bel segnale. La politica è oramai avvitata su se stessa. Nessuno ha i numeri per eleggere il Presidente della Repubblica: né a sinistra, né a destra, con quest’ultima che ha più voti rispetto alla prima, ma, comunque, non a sufficienza per eleggere un candidato senza attingere nel bacino parlamentare degli avversari. In quest’ottica si inquadrerebbe il dialogo giallo-verde tra Salvini e Conte. Si rafforza, sempre di più, anche l’ipotesi di un Mattarella bis che ieri ha ottenuto 336 voti. All’orizzonte, tuttavia, non si intravede ancora un nome che possa realizzare un’ampia convergenza. Oggi si procederà con la sesta votazione che potrebbe consegnare alla storia il nome del nuovo Presidente della Repubblica, oppure aprire ad altre votazioni successive, segnando comunque un altro primato.