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Referendum Giustizia: vittoria schiacciante del “NO”. Le reazioni della politica

Referendum Giustizia: vittoria schiacciante del “NO”. Le reazioni della politica

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Nazionale, 23  marzo 2026 – Referendum sulla riforma della Giustizia: vittoria schiacciante del “NO”. La consultazione elettorale ha registrato un record di  affluenza che ha toccato il 58,93%. Gli italiani erano chiamati ad esprimersi sul referendum confermativo della legge costituzionale recante:Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare“. La percentuale dei votanti è stata la più alta di ogni altro referendum del terzo millennio con urne aperte due giorni.

I Seggi sono rimasti aperti domenica 22 marzo, dalle 7 alle 23, e lunedì 23 marzo  dalle 7 alle 15. Gli aventi diritto al voto, in base ai dati del Viminale, sono 51.424.729, di cui 5.477.619 all’estero.

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I COMMENTI DELLA POLITICA

Giorgia Meloni: “La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della Giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale e l’abbiamo sostenuta fino in fondo. Abbiamo poi rimesso la scelta ai cittadini che hanno deciso. Noi, come sempre, rispettiamo la loro decisione. Resta chiaramente il rammarico per una occasione persa di modernizzare l’Italia.  Ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serità e determinazione a lavorare per il bene della Nazione  e onorare il mandato che ci è stato affidato. Andreamo avanti come abbiamo sempre fatto con responsabilità,  con determinzione e soprattutto con rispetto verso l’Italia e il suo popolo.

Matteo Renzi (Segretario Italia Viva): “Perdi di dieci punti, che fai ? Fischietti? Oggi c’è un fatto politico enorme: Giorgia Meloni, la figlia del popolo, quella che ci ha raccontato da quattro anni di avere il consenso, non ce l’ha più. Io mi sono dimesso. Prendetemi in giro quanto volete, ho lasciato Palazzo Chigi, la segreteria del Partito Democratico, non mi sono dimesso da parlamentare perché non lo ero. Giorgia Meloni da che si dimette?”.

Elly Schlein (Segretaria Nazionale Pd) : “Contrastiamo anche l’altra riforma del centrodestra, quella del premierato che ha lo scopo di accentrare il potere in chi governa. La riforma elettorale contiene un antipasto del premierato. Il referendum resta comunque un messaggio politico. Batteremo Giorgia Meloni alle elezioni politiche. Il nostro No è netto alla guerra di Trump, gli italiani non vogliono pagare queste guerre illegali a iniziare dal prezzo della benzina.

 

Enrico Panunzi (Vice Presidente del Consiglio Regionale del Lazio): “La Costituzione non si cambia da soli. È questo il messaggio forte e chiaro che arriva dal voto degli italiani nel referendum sulla giustizia. Un messaggio che parla di responsabilità, di rispetto e di un legame profondo che non si spezza: quello tra il nostro Paese e i padri costituenti che, 79 anni fa, hanno consegnato all’Italia il testo faro della nostra democrazia e del nostro vivere civile.

Gli italiani lo hanno capito bene. Con il loro voto hanno scelto da che parte stare. Hanno deciso di difendere la Costituzione e di non cadere nelle bugie e nelle inesattezze sbandierate nelle ultime settimane, a partire dalle dichiarazioni del capo del governo Giorgia Meloni, del ministro Carlo Nordio e del suo capo segreteria. Dichiarazioni che si inseriscono in una contesa divenuta eminentemente politica, un atteggiamento d’altronde in linea con l’oggetto della legge, che riguardava una revisione costituzionale.

Un risultato, quello raggiunto oggi, che ci riempie di orgoglio e che dà la misura di quanto il lavoro svolto in queste settimane abbia inciso realmente. Un impegno portato avanti con passione e presenza, fatto di incontri, assemblee e banchetti informativi. Da Montefiascone a Oriolo Romano, passando per Canepina, Viterbo e Faleria, abbiamo scelto di stare tra le persone, di ascoltare e di spiegare, contribuendo a costruire una consapevolezza diffusa.

La partecipazione e il risultato dimostrano che quando si parla con i cittadini, quando si entra nel merito delle questioni, la verità emerge con forza. E oggi quella verità dice che la Costituzione è un bene comune da difendere insieme, senza scorciatoie. È un patrimonio condiviso. Un testo che può essere aggiornato, certo, ma solo attraverso un percorso serio, ponderato, fondato sul dialogo e sul contributo di tutte le forze politiche. Non con forzature, non con giochi di forza, non con tentativi di piegare le regole comuni a interessi di parte.

Un ringraziamento sentito va quindi ai partiti e ai comitati civici per il No, cittadine e cittadini che non hanno militanza di partito ma da cui è arrivato un contributo prezioso per difendere uno dei nostri beni più preziosi”.

Fratelli d’Italia Viterbo: “Prendiamo atto dell’esito del referendum, rispettando senza riserve la volontà espressa dalla maggioranza degli italiani. Resta ferma la convinzione che la riforma proposta fosse un passaggio necessario per rendere il sistema giudiziario finalmente equo, libero e realmente indipendente. C’è, ovviamente, il rammarico per non aver colto una significativa opportunità di rinnovamento e modernizzazione della Nazione. Tuttavia, questo risultato non sposta gli equilibri del Governo: trattandosi di un passaggio referendario tecnico, il mandato ricevuto dagli elettori per guidare l’Italia resta solido e va dato atto al presidente Meloni e al ministro Nordio di aver avuto la coerenza e il coraggio di sottoporre agli italiani una riforma prevista nel programma con cui Fratelli d’Italia si è presentata al cospetto degli elettori. Il lavoro, adesso, prosegue in Parlamento, con l’obiettivo di individuare soluzioni efficaci per migliorare il funzionamento della giustizia e rispondere alle legittime aspettative dei cittadini. Esprimiamo infine grande soddisfazione per i dati registrati a Viterbo e nella Tuscia, territori che si confermano attenti e sensibili ai percorsi di innovazione. È un segnale importante da parte di una comunità che vuole essere protagonista del miglioramento delle nostre istituzioni”.

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DIRETTA

Vince il “NO” con 14.457.263 voti (53,74%) per i SI 12.444.507 (46,26%)

Chiusi i seggi, primi exit poll: il NO in vantaggio si colloca tra una forbice tra 49%-53% – il SI si colloca in una forbice trail 47%-51% (Dati del consorzio Opinio per la Rai)

Affluenza alle urne alle ore 23:00 del 46,07%

LAZIO  48,23%

Roma 49,50%

Viterbo 48,50%

Rieti 45,63

Latina 43,92

Frosinone 43,36

Affluenza alle urne  alle ore 19:00 del 38,90 %

LAZIO

Roma 42,39%

Viterbo 41,31%

Rieti 38,84%

Latina 37,59%

Frosinone 36,23%

Affluenza alle urne  alle ore 12:00 del 14,92%

LAZIO 

L’affluenza più alta alle 12 si è registrata a Roma con il 17,10%, segue:

Viterbo con il 15,25%,

Latina 14,70%,

Rieti 14,39

Frosinone con il 12,40%.

Solo Roma e Viterbo superano la media nazionale del 14,92%

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.