Viterbo, 19 maggio 2023 – 6 milioni e 300 mila euro: l’avanzo con cui il comune di Viterbo chiude il rendiconto 2022, portato ieri in commissione dall’assessore al Bilancio, Elena Angiani. “Una cifra importante”, fa notare l’esponente della giunta Frontini. “Le previsioni a gennaio erano più basse, poco meno di 3 milioni di euro”, ha spiegato, il dato, però, ha avuto un’impennata, non figlia del caso, ma di un lavoro certosino portato a termine dagli uffici. Così spiega Angiani: “Abbiamo fatto un lavoro di ricognizione dei fondi. Gli uffici hanno riaperto circa 250 voci e le hanno riviste tutte, anche quelle di piccolo importo. Tutto ciò che poteva essere svincolato, fondi vecchi non più attuali, sono stati ripuliti, e siamo arrivati ad avere un avanzo libero di 6 milioni e 300 mila euro”. Soldi che, dopo gli equilibri di bilancio, che dovranno essere garantiti, potranno essere impiegati. Ma c’è un altro dato che emerge: “La parte in conto capitale” registra un più “8 milioni di euro” derivante dai “fondi Pnrr” che hanno fatto incrementare il fondo cassa: “nel 2020 – 2021 – ha detto Angiani – era di circa 52 milioni di euro, mentre nel 2022 è aumentato a più di 60 milioni di euro”, differenza riconducibile, appunto, agli “acconti arrivati dal PNRR”.

Un altro dato che Angiani ha voluto mettere in risalto, è stato “il lavoro svolto dagli uffici” che ha portato a un saldo di “271 mila euro di residui attivi”. Tra le criticità da risolvere c’è la “capacità di riscossione” soprattutto sui tributi: “Sulla capacità di riscossione degli ultimi 5 anni stiamo andando verso un miglioramento, sull’anno solare siamo in linea con altri Comuni, cioè al di sopra del 70%”, ma se si includono gli anni precedenti “il dato è drammatico, siamo sotto al 20%”, dice Angiani che puntualizza di aver trovato le criticità al suo insediamento. Per quanto riguarda i tributi non riscossi, questi ammonterebbero a 17 milioni e 97 mila euro a fronte dei quali è stato necessario accantonare l’88% e quindi 15 milioni circa di euro, sottratti ad altri impieghi. Da risolvere anche il dato della capacità di pagamento, cioè il tempo che in media impiega il Comune a pagare le fatture ai suoi fornitori. Il termine di legge prevede 30 giorni, ma a Palazzo dei Priori si arriva a 46, sedici in più, rispetto a quelli previsti, e a fronte del quale si devono “accantonare circa 200 mila euro nel 2023, per l’anno precedente – spiega Angiani –. Maggiore è il ritardo, più alto è l’’importo da vincolare”, togliendolo ad altri impieghi.

Durante la seduta della commissione di ieri, l’opposizione è tornata all’attacco, alzando le barricate sull’invio, a loro dire, tardivo, della documentazione da discutere in commissione: “Averla due giorni prima è un periodo di tempo insufficiente per studiarla, viste le materie”, ha detto Laura Allegrini (FDI).

Così anche Lina delle Monache (PD): “Alcuni file erano pure in un formato che non si poteva aprire, non sono stata messa in condizione di potermi informare”. La commissione ha, così, deciso di rinviare la discussione del regolamento sulla tassa sui rifiuti, Tari. Via libera, invece, al riconoscimento del debito fuori bilancio per circa 22.340 mila euro di risarcimento a una persona “caduta nell’unica buca sul marciapiede a via Carlo Cattaneo – ha informato Angiani – il 4 dicembre 2016, sentenza arrivata a febbraio 2023 e comunicata il 17 marzo”.