Home Attualità Renzi da Mattarella: «No a mandato esplorativo a Giuseppe Conte».
Renzi da Mattarella: «No a mandato esplorativo a Giuseppe Conte».

Renzi da Mattarella: «No a mandato esplorativo a Giuseppe Conte».

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Nazionale, 28 gennaio 2021 – Conte ter: sì o no? Tutti gli occhi erano puntati oggi sull’incontro tra Italia Viva e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’ambito delle consultazioni sulla crisi di governo che si stanno svolgendo in questi giorni al Quirinale. L’incontro con i renziani era atteso, poiché, alla luce del gruppo dei responsabili fermo a dieci senatori, e dell’indisponibilità di Forza Italia, Italia Viva al momento è l’unico “partner” che potrebbe decretare un eventuale reincarico a Giuseppe Conte per il “terzo giro”  a Palazzo Chigi.  Renzi, oggi, pur non palesando veti espliciti sul Conte ter è stato molto duro verso i suoi ex alleati. E ha anche prefigurato un ampliamento dell’orizzonte sui candidati a premier. «Se bisogna andare in un posto – dice Renzi  –  prima bisogna scegliere dove andare, poi il mezzo da usare, con quali persone muoversi, solo dopo si decide chi guida la macchina». Subito dopo, Matteo Renzi, nomina Mario Draghi: «Siamo un Paese che spende 200 miliardi in debito cattivo, o come dice Mario Draghi in debito buono in grado di creare posti di lavoro e di far ripartire l’Italia dopo la pandemia? Dobbiamo capire che macchina verrà scelta: se sarà una maggioranza politica o una istituzionale. Se è politica bisogna vedere chi sono i membri. Alla fine di questo percorso diremo chi deve guidare la macchina». E ancora: «La maggioranza ad oggi non c’è. Se c’era, eravamo in aula a votare la relazione di Bonafede sulla giustizia. Non abbiamo fatto nomi per il futuro presidente perché siamo in una fase antecedente. Sono stati 15 giorni di fango che ci hanno gettato addosso, solo perché siamo stati gli unici a porre problemi contenutistici. Prima parliamo di questo, poi di nomi. Il punto fondamentale di oggi è che siamo pronti ad appoggiare un governo istituzionale, per un governo politico c’è necessità di un ulteriore passaggio, ci devono dire se vogliono stare con noi o no. Se ci vogliono in maggioranza, dobbiamo confrontarci sulle idee non con un twitter o con un hasthtag. Io non vedo altra maggioranza politica che non contempli Italia Viva. Prevedevano un esodo biblico dal nostro gruppo che non si è realizzato. Questo non è una saga, non è una fiction, qui non siamo al Grande Fratello, ma al Quirinale. Quando si rompe una maggioranza non si va a caccia di singoli parlamentari, ma dal presidente della Repubblica». Renzi, quindi, fa capire che per un governo politico è necessario tornare a sedersi al tavolo delle trattative.

«Vogliamo portare il Paese a una discussione vera sul Next Generation Eu – prosegue –  Dopo la peste ci fu  un rinascimento, dopo la pandemia ci sarà la ripartenza. Le elezioni in questa fase sarebbero un errore, rischieremo di perdere l’appuntamento europeo. Pensiamo che occorra un governo presto. Diamo la nostra disponibilità per individuare le soluzioni più opportune. Preferiamo un governo di natura politica, ma ci rendiamo disponibili anche per  un governo di natura istituzionale. Prima di avventurarci su nomi e contenuti, vogliamo sapere qual è la maggioranza. In questi giorni abbiamo assistito a parole dure: prima hanno detto “Italia Viva mai più”, poi  “Forse mai più con alia Viva”, e ancora “Italia Viva irresponsabile e inaffidabile“. Su di noi parole al limite dell’insulto – stigmatizza Renzi Vogliamo semplicemente sapere da altre forze politiche se ritengono Italia Viva parte o no di una maggioranza. La caccia al singolo parlamentare non ha prodotto un’altra maggioranza. Rimettiamo la valutazione a chi in questa settimana ha messo veti su di noi. Attendiamo di capire nelle prossime ore se la valutazione delle altre forze politiche è quella di voler coinvolgere Italia Viva. In questo caso dobbiamo discutere sulle idee. Non ci mettiamo a ricattare, a barattare posti. Siamo pronti a discutere di politica, se non c’è, siamo disponibili a un governo istituzionale.  Se le forze politiche decideranno di andare a elezioni, si assumeranno la loro responsabilità. Bisogna creare dei posti di lavoro, non sussidi, non assistenzialismo». Renzi non molla nemmeno sul MES: «Non diamo ultimatum, o Mes o niente. Ma ci devono dire perché non lo prendono, visto che il Recovery plan ha condizionalità anche maggiori».

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.