Home Attualità Riapertura scuole, Conte: «Ci saranno difficoltà. Probabili quarantene per intere classi».
Riapertura scuole, Conte: «Ci saranno difficoltà. Probabili quarantene per intere classi».

Riapertura scuole, Conte: «Ci saranno difficoltà. Probabili quarantene per intere classi».

0
0

Roma, 9 settembre 2020 – «L’anno scolastico ricomincerà regolarmente a partire dal 14 settembre anche se alcune regioni nella loro discrezionalità e autonomia hanno deciso di posticipare questa riapertura». Lo afferma il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, nell’odierna conferenza stampa.  Vecchie e nuove regole, dettate dall’emergenza coronavirus. «La nostra stella polare in questi mesi di pandemia è stata la salute dei cittadini – dice -. Garantiremo il rientro nelle scuole in sicurezza». Ma non sarà una passeggiata. Il virus è sempre in agguato. E quello delle scuole, come quello sanitario, è uno dei settori dolenti del paese da anni. «Alle carenze strutturali che si trascinano da anni – continua Conte – quest’anno si aggiungono le  difficoltà causate dal Covid19». Che non sono poche e nemmeno di semplice risoluzione. «Con la scuola siamo di fronte a una delle macchine più complesse de  nostro paese. Oltre 10 milioni di persone si rimetteranno in moto e noi dobbiamo conciliare sicurezza ed efficienza – sottolinea Conte –  Non nascondiamocelo: ci saranno delle difficoltà. E mettiamo in conto che ci saranno anche nuovi contagi a scuola. Abbiamo predisposto delle linee guida – assicura Conte –  delle regole, un prontuario.  In altri paesi la riapertura degli istituti scolastici è  già avvenuta e stanno avendo difficoltà. È successo in Germania, dove sono state chiuse un centinaio di scuole, in Francia 22. Anche negli Stati Uniti sta succedendo», dice Conte, che sembra voler mettere quasi le mani avanti sul fatto che si riapre, ma in caso di contagi, non sono escluse nuove chiusure. «Abbiamo fatto il massimo per dare ai ragazzi e alle ragazze il meglio. – continua – Si ricomincia con più spazi, più docenti e meno alunni in ciascuna classe. Abbiamo investito 7 miliardi sulla scuola da gennaio ad oggi».

Ed ecco le regole che saranno applicate a scuola: «L’orario di ingresso potrà essere scaglionato – dice Conte – per evitare affollamento.  Su questo decideranno i dirigenti scolastici di intesa con gli enti locali, così come per i trasporti. Tutte le scuole hanno già i quantitativi sufficienti di gel e mascherine per gestire i primi giorni di apertura.  Sta avvenendo la consegna e la distribuzione di 11 milioni di mascherine gratuite a studenti e studentesse. Sarà consentito togliere la mascherina al banco a patto che venga rispettato il distanziamento minimo di un metro. La mascherina – specifica Conte –  dovrà essere indossata all’entrata e all’uscita dalla scuola». Esonerati i bambini al di sotto di 6 anni.  «Stiamo fornendo i banchi monoposto – continua Conte -. In soli due mesi ci siamo già accaparrati 2 milioni e 400 mila banchi nuovi. L’Italia ne produce soltanto 200 mila all’anno. C’è già un calendario di consegna, già effettuata a Codogno, Alzano, Bergamo, Brescia. Continueremo per tutto il mese di settembre, contando di terminare la distribuzione dei banchi per ottobre». Per quanto riguarda la rilevazione della temperatura se ne dovranno occupare a casa le famiglie: «Non dovrà superare 37.5 – dice Cone – caso in cui l’alunno dovrà restare a casa e avvertire il medico di famiglia o il pediatra e il dirigente scolastico. Qualora uno studente mostri sintomi del virus durante l’orario scolastico saranno allertati i genitori e sarà portato a casa. Il medico o il pediatra valuterà se fare o meno il tampone. Se sarà positivo potrebbe essere messa in quarantena l’intera classe, nonché i docenti», dice Conte che rimarca il «piano delle assunzioni del personale docente. Immetteremo in ruolo 160 mila nuovi docenti. Abbiamo predisposto, inoltre, l‘assunzione a tempo determinato di 70 mila docenti e personale A.T.A. per gestire questo periodo di emergenza. Abbiamo investito 2 miliardi sull’edilizia scolastica e impresso un’accelerazione alla digitalizzazione delle attrezzature scolastiche e, quindi, all’attività didattica. Stop a classi pollaio» dice Conte che, in tutta sincerità, afferma: «Sarebbe una bugia dire che dal 14 settembre sarà tutto meglio di prima.  Ci saranno difficoltà e potrà scattare la quarantena per intere classi, nella peggiore delle ipotesi, se un alunno si rivelerà positivo.  Vi invito, dunque, a rispettare le regole e ad affrontare fiduciosamente l’anno scolastico. Si ritorna a scuola in presenza», conclude Conte.

Lucia Azzolina ©FB

Si sofferma sull’aspetto più prettamente scolastico il ministro Lucia Azzolina: «La scuola, in realtà, è già iniziata. Dal 1° settembre sono iniziati i percorsi di recupero, i collegi dei docenti e del dipartimento degli insegnanti. In tante città alcuni studenti torneranno a scuola il 14, mentre il 24 le lezioni riprenderanno per tutti. In questi giorni di riapertura ci sono già stati dei casi di studenti positivi. Ce lo aspettavamo – dice Azzolina -. Le procedure si sono messe in moto e sono state efficaci.  Ma è stato giusto chiudere le scuole a maggio. Necessario e doveroso è riaprirle ora. La scuola coinvolgerà circa 30 milioni di persone. È una prova per tutti i paesi», prosegue Azzolina che difende il suo operato sotto tutti i fronti:  «in 2.500 istituzioni scolastiche, su 8.000, sono stati effettuati  lavori di edilizia  leggera. Un istituto su 3 ha avuto almeno un intervento strutturale. Sono state ricavate oltre 5.177 aule in più mentre 4.812 sono state ampliate, per un totale di quasi 10 mila aule in più. Abbiamo finanziato l’affitto di spazi esterni per la didattica per oltre 200 mila studenti e investito sugli arredi urbani. Abbiamo recuperato in due mesi ritardi di due anni». La parola passa, poi, al ministro Roberto Speranza per la sanità: «La decisione più difficile e dolorosa è stata quella di chiudere le scuole – spiega –  Quando ci sarà un caso positivo, ci sono già stati in queste ore, e ci saranno nelle prossime settimane, non lasceremo mai soli insegnanti e personale scolastico. Sarà l’azienda sanitaria competente a fare le valutazioni del caso e predisporre le misure con un uso intelligente di tamponi e quarantena».

Paola de Micheli ©FB

Altro settore coinvolto dalla riapertura delle scuole, quello dei trasporti: «Per quanto riguarda lo scuolabus – dice il ministro Paola De Micheli – è un servizio programmato, quindi organizzato da comuni e province.  Si sa chi si va a prendere, a che distanza si trova, quanto tempo resterà sul mezzo». Sullo scuolabus sarà: «obbligatorio l’uso della mascherina, eccetto che per i bimbi al di sotto di 6 anni. Obbligatoria l’igienizzazione e la sanificazione  una volta al giorno. Durante l’inverno si dovrà restare coperti perché occorrerà tenere aperto il più possibile i finestrini.  Distanziamento da osservare sia per salire, sia per scendere dallo scuolabus», dice De Michelini che ribadisce «l’uso di segnaposto e un riempimento del mezzo all’80%». Percentuale che potrà essere superata solo se «il percorso sarà inferiore a 15 minuti». Per il trasporto pubblico tassativa la «mascherina chirurgica. In passato era sufficiente una protezione di stoffa». Anche in questo caso: «Segnaposto, riempimento massimo all’80%, con riduzione dei posti in piedi in favore di quello a sedere.  Tutti i mezzi dovranno essere dotati di dispenser per distribuire soluzioni alcoliche. Gli operatori del trasporto pubblico locale dovranno garantire forme vocali e scritte di comunicazione sui mezzi e provvedere affinché vengano indossati dispositivi di protezione individuale costantemente».

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.