Ricci: “Costi energia stratosferici, rischio razionamento acqua”. Frontini:”No allarmismi”.
Viterbo, 15 settembre 2022 Rischio acqua razionata e non potabile in alcune ore a causa dell’aumento dei costi dell’energia per Talete: a lanciare l’allarme è il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Alvaro Ricci: “Dagli incontri fatti con alcuni sindaci del Pd, mi hanno documentato una situazione drammatica a causa degli aumenti stratosferici dei costi energetici. Si parla a consuntivo di circa 6 milioni di euro all’anno, mentre il costo stimato nel 2022 è di 23 milioni di euro nella migliore delle ipotesi, nella peggiore 32 milioni e 500 mila euro”, dice Ricci che legge in aula una lettera inviata da Talete ai Comuni: “Si profila all’orizzonte una situazione emergenziale che comporterà scelte condivise ed estreme sulla gestione del servizio idrico integrato Ato 1 Lazio Nord, dovendo addivenire, in estrema ratio, a fermare gli impianti, sia quelli potabili, razionando il funzionamento, sia i potabilizzatori, che quelli di depurazione in alcune ore della giornata in modo da non impattare sulla già precaria situazione economico finanziaria”.

Rischiamo il razionamento dell’acqua – incalza Ricci – la non potabilità in alcune ore e depuratori non funzionanti. Non ritiene doveroso – dice alla sindaca Frontini – informare il consiglio comunale di questa situazione a dir poco drammatica che va ad impattare, oltre che sui cittadini, anche sull’equilibrio economico finanziario dei soci? Credo che sia suo dovere convocare immediatamente una seduta urgente aperta già la prossima settimana, per rendere edotto il consiglio comunale e la città sulle strategie che il Comune, come socio di maggioranza, intende perseguire”, conclude Ricci all’indirizzo della sindaca che replica: “Invito tutti alla calma e al sangue freddo. Non creiamo allarmismi. Non esisterà in alcun modo che i cittadini possano avere l’acqua razionata”.
“L’ente di governo dell’Ato – ha proseguito Frontini – ha richiesto ad Arera un incontro urgente che va in tal senso, oltre a comprendere lo stato dell’arte rispetto alla richiesta di accesso al fondo di perequazione. Uno dei motivi per cui Arera non ha mai risposto, né positivamente, né negativamente, è che non tutti i Comuni avevano conferito il servizio al gestore. Ora, per effetto del commissariamento regionale, si sta procedendo. Questo significa abbattere uno dei principali ostacoli per l’accesso al fondo dei famosi 40 milioni. Ora è urgente chiedere questo incontro nell’ambito del quale parlare di questi aspetti. Come autorità – dice Frontini riguardo ad Arera – può supportare la mitigazione dei costi dell’energia. Se la maggioranza dell’Ato sarà d’accordo, si potrà poi procedere a tutti gli adempimenti necessari per accedere al fondo di perequazione. Finché non c’è questo incontro, inutile fare un consiglio straordinario”.