Viterbo – Non è mezzanotte, non è Cenerentola, è il consiglio comunale, termina poco dopo le 22, e a precipitarsi fuori dal Palazzo, sono i cinque consiglieri comunali di Fratelli d’Italia. Ma non solo loro. Al sindaco Giovanni Arena non resta nemmeno la scarpetta in mano. Ma qualcosa di cristallo c’è: la maggioranza. Fragile, si rompe. Il numero legale senza i cinque meloniani, qualche assenza anche in Forza Italia e l’opposizione che se ne va, viene a mancare e il consiglio si conclude senza l’approvazione della delibera sulla rigenerazione urbana. L’uscita di Fratelli d’Italia, però, non sembra collegata alla crisi aperta a Palazzo dei Priori, quanto ad alcune perplessità che i fratelli nutrirebbero su alcuni punti dell’atto proposto all’approvazione del consiglio comunale. A ricucire la situazione ci ha provato la consigliera comunale Ombretta Perlorca (Lega) che ha proposto di ridiscutere la delibera in commissione. Ha prevalso, però, l’orientamento di Forza Italia di andare avanti con il voto. Una forzatura che non ha portato fortuna. Ed è arrivata la sorpresa. Fratelli d’Italia se ne va, l’opposizione pure, manca il numero legale, tutti a casa. Per ora solo fino al prossimo consiglio comunale. Ma se non si troverà una soluzione alla crisi aperta a Palazzo dei Priori, sarà fino alle prossime elezioni: tra un anno. Le vicende sono note. Da una parte Fratelli d’Italia vorrebbe reintegrare in giunta l’ex assessora comunale, Claudia Nunzi, ex leghista transitata a Fratelli d’Italia, riparandosi così dagli strali della Lega che la voleva fuori dalla giunta. Cosa avvenuta mentre Nunzi era oramai ufficialmente a Fratelli d’Italia. Da qui la richiesta del gruppo capitanato in consiglio comunale da Paolo Bianchini di reintegrarla in giunta, incontrando le resistenze della Lega. Fratelli d’Italia a sostegno delle sue richieste ha richiamato il precedente passaggio dell’assessore Claudio Ubertini da Fratelli d’Italia alla Lega, dove attualmente si trova con l’assessorato all’urbanistica che gli era stato assegnato quando era a Fratelli d’Italia. Ma secondo i leghisti i cambi di casacca di Ubertini e Nunzi non sarebbero la stessa cosa: “Nunzi è passata a Fratelli d’Italia quando la Lega ne aveva già chiesto le dimissioni, Ubertini no“, è la posizione del Carroccio che vedrebbe nella “partenza” della Nunzi un tentativo di cercare a Fratelli d’Italia quel sostegno a restare in giunta che non aveva più nella Lega. Comunque siano le cose, pare che l’uscita di Ubertini da Fratelli d’Italia, secondo voci di corridoio, ancora non sarebbe stata ben digerita dai meloniani. Ed ecco che ieri sera, seppur la decisione dei fratelli di abbandonare l’aula pare sia stata dettata dalla non condivisione di alcuni punti della delibera di riqualificazione urbana, come non notare che essa ha finito con l’abbattersi proprio sull’assessorato all’urbanistica, “sfilato” a Fratelli d’Italia con il passaggio del rispettivo assessore Ubertini alla Lega. E ora il caso Nunzi potrebbe rappresentare l’occasione per “pareggiare” i conti, purché a non tornare non siano quelli relativi al numero legale, che se mancasse sul bilancio, il ritorno alle urne, piuttosto che la lotteria sui nomi degli assessori, sarà l’unica partita concreta che il centrodestra si ritroverebbe a giocare.