Rotatoria Poggino con Sinfonia d’Archi, Sodalizio pronto a occuparsi di recupero e manutenzione.
Viterbo, 20 aprile 2023 – Un’azienda viterbese avrebbe dimostrato interesse nel provvedere stabilmente alla manutenzione della rotatoria del Poggino e del restauro del pezzo di Sinfonia d’Archi che è stato allestito al centro dell’area verde, finito negli anni nell’incuria e nell’abbandono. Qualcosa, insomma, inizia a muoversi.

Dopo il primo servizio di Quinta Epoca e del Corriere di Viterbo la rotatoria, intanto, era stata manutentata con il taglio dell’erba dall’Amministrazione comunale. Ora, pare, che si potrebbe andare ben oltre. L’indiscrezione è confermata dallo stesso Sodalizio dei facchini di Santa Rosa che dovrebbe collaborare per la manutenzione del sito, il restauro e la salvaguardia della parte della macchina di Santa Rosa ideata da Angelo Russo, trasportata per le vie della città dal 1991 al 1997.

L’affidamento della rotatoria sarebbe stato richiesto partecipando al bando pubblicato per l’affidamento della gestione degli spazi verdi mediante sponsorizzazione. La prima rotatoria che ospita un pezzo di una macchina di Santa Rosa, potrebbe, dunque, finire sotto l’egida dello stesso Sodalizio dei facchini. E chissà che questo non sia il primo passo di qualcosa che potrebbe crescere in futuro, magari con l’arrivo di altri spazi urbani, dove le macchine, o meglio, parti significative di esse, possano tornare a vivere in modo permanente, visibili a tutti, soprattutto a quei turisti a cui bisogna saper raccontare la città nello spazio di qualche ora della loro visita. Il Presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini, non lo esclude: “C’è l’interessamento di un’azienda locale con la collaborazione del Sodalizio di occuparsi di questo spazio e del pezzo delle macchina – dice -. Se la rotatoria fosse stata al centro di Viterbo sarebbe stato ancora meglio, ma chissà che questa non sia solo la prima e che tra qualche tempo non si possano installare altri pezzi delle macchine in altre rotatorie, se la normativa lo consentirà e se non andrà in contrasto con la sicurezza stradale”.

L’idea di collocare una parte di Sinfonia d’Archi sulla rotatoria del Poggino aveva, in effetti, segnato l’inizio di un percorso teso a sperimentare la fattibilità di un museo diffuso delle macchine, nella difficoltà oggettiva di realizzarne uno che potesse esporle a grandezza naturale. Il pezzo della Macchina venne installato nel 2012 all’epoca di Marini sindaco, in occasione della realizzazione del collegamento tra Poggino e Teverina, realizzato con un milione di euro da parte del Comune, un altro messo dalla Provincia e 500 mila euro dalla Regione. Già in quegli anni imperversava la discussione su come elevare il Trasporto a simbolo tangibile della città. Da qui l’idea di esporre parti delle macchine sulle rotatorie. Un tentativo che si era fermato a questa prima rotatoria, con il tempo caduta nel dimenticatoio insieme al pezzo della Macchina e l’accantonamento dell’idea. Fino a qualche mese fa, quando l’ideatore di Sinfonia D’Archi, Angelo Russo, è tornato a parlare su Quinta Epoca e sul Corriere di Viterbo di quel pezzo di macchina dimenticata su una rotatoria incolta nella periferia della città. “Era un peccato vederla in rovina, abbandonata in quel modo in mezzo all’erba alta – dice Massimo Mecarini -. Collaboreremo con l’azienda che se ne farà carico”. Chissà, dunque, che a distanza di oltre dieci anni, quel progetto di museo diffuso che pareva accantonato per sempre, non torni, invece, alla ribalta e ponga la prima pietra per qualcosa di importante.
Nel video l’intervista di Angelo Russo a cui è seguito il taglio dell’erba da parte dell’amministrazione comunale e, successivamente, la proposta del privato e del Sodalizio dei Facchini di avere in gestione la rotatoria.
Dal canto suo Angelo Russo esprime soddisfazione per una storia che potrebbe avere presto il suo lieto fine: «Sono veramente contento che ci sia la concreta possibilità di dare a questo sito una manutenzione regolare e anche di restaurare il pezzo di Sinfonia d’Archi – dice l’ideatore – E sono veramente entusiasta che a prendersene cura sarà anche il Sodalizio dei facchini di Santa Rosa, che comprende bene il valore simbolico che tutto ciò ha».