San Pellegrino in Fiore 2025 sarà un’ode alla Tuscia con boschi, laghi e archi medioevali.
Viterbo, 29 dicembre 2024 – San Pellegrino in Fiore raddoppia: il noto evento florovivaistico potrebbe durare dal week end di Pasqua fino al ponte del primo maggio compreso il 25 aprile. L’ipotesi sarebbe al vaglio di Palazzo dei Priori e permetterebbe di offrire qualcosa di bello da vedere in una serie di giornate in cui si prevede un aumento del flusso turistico, soprattutto nell’anno del Giubileo, ottimizzando l’investimento richiesto per la realizzazione dell’evento che anche stavolta comporterà un esborso economico di oltre 100 mila euro. Il progetto che sarà realizzato è quello del gruppo rappresentato dall’architetto Lorenzo Porciani, secondo classificato al concorso di idee 2024, sviluppato insieme all’architetto all’architetto Delaram Kazemi Asfeh e Alessia Taurchini.


Un’ode al territorio della Tuscia, con richiami a laghi, boschi, il giardino all’italiana, tutto incardinato nelle inconfondibili architetture medioevali con gli archi a sesto acuto. San Pellegrino in Fiore è pronto a scrivere una nuova storia. Il tema non cambia, è quello del concorso di idee 2024: il Medioevo. “Difficile portare un tema così dentro la città, perché Viterbo è il Medioevo”, dice Porciani. “Dare un’interpretazione di quello che la gente già vede, non è semplice”. Nel progetto l’idea del Medioevo è resa con “piante officinali aromatiche, alberi da frutto, riproduzione di forme architettoniche tipiche dell’epoca, come gli archi”.

Questi saranno il motivo centrale nell’allestimento di piazza della Morte con una sorta di “cupola” che riprodurrà l’idea di “archi a tutto sesto tipico del loggiato di Palazzo dei Papi”, spiega il progettista.

Gli archi scandiranno anche l’allestimento di piazza San Pellegrino dove si potrà ammirare un “corridoio cerimoniale con sette archi concentrici che inquadra la chiesa di San Pellegrino“, un richiamo al cammino del pellegrino che si conclude in questa piazza, ultima tappa del percorso.

L’ ode al territorio della Tuscia si realizza anche a piazza San Carluccio con il tema dei laghi. Qui ci saranno “due piattaforme su cui alloggiare delle pellicole riflettenti dalle quali sorgono ordinati su una griglia circa trenta alberi“, spiega ancora Porciani che ci tiene a sottolineare il suo desiderio di “dare lustro al territorio” riproducendone i tratti tipici e più esaltanti. Il tema lacustre proseguirà anche a piazza Scacciaricci.

Piazza del Gesù, invece, sarà dedicata al giardino all’italiana che proprio a Viterbo trova una delle sue massime e più eccelse espressioni in Villa Lante. “Ci saranno degli specchi intorno alla fontana, che riproducono l’idea dell’acqua e nel contempo moltiplicano l’architettura”, spiega Porciani. I quattro specchi saranno collocati in maniera quadripartita come la caratteristica fontana dei Mori di Villa Lante, una momentanea interruzione del tema medioevale con una breve concessione al Rinascimento che pure a Viterbo ha lasciato un’impronta rilevante.

La Tuscia è anche bosco, elemento che troverà spazio a piazza San Lorenzo, dove sono in corso delle modifiche al progetto iniziale. “Introdurremo degli elementi che richiameranno il Giubileo, su cui stiamo ancora lavorando”, spiega il progettista. Questi andranno a sostituire la “piramide di balle di paglia” che avrebbe fornito una “seduta ai visitatori al centro della piazza” prevista nel progetto iniziale.