Home Attualità San Pellegrino in Fiore, possibile stop del concorso di idee. Per l’ultimo anno del mandato Frontini si pensa a un affidamento diretto
San Pellegrino in Fiore, possibile stop del concorso di idee. Per l’ultimo anno del mandato Frontini si pensa a un affidamento diretto

San Pellegrino in Fiore, possibile stop del concorso di idee. Per l’ultimo anno del mandato Frontini si pensa a un affidamento diretto

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Viterbo 24 luglio 2026 – Per l’ultimo anno di mandato l’amministrazione Frontini potrebbe scegliere la strada dell’affidamento diretto per realizzare San Pellegrino in Fiore edizione 2027, accantonando il concorso di idee che in questi anni ha dimostrato di funzionare, coinvolgendo la platea di professionisti.

Edizione 2024

L’intenzione è saltata fuori durante la commissione dedicata all’assestamento di bilancio, quando l’assessore competente del settore finanziario, Elena Angiani, ha comunicato, tra le altre, la spesa di 21 mila euro per la sola progettazione 2027, l’ultimo anno, appunto, del mandato del sindaco Chiara Frontini. La motivazione sarebbe  di non vincolare la prossima amministrazione con un bando triennale. Argomentazione che non ha convinto nessuno in opposizione e nemmeno nella stessa maggioranza.

San Pellegrino in Fiore 2025

“Nel 2023 abbiamo fatto il bando per il concorso di idee, per la progettazione 2024”, ha spiegato Angiani. “L’amministrazione Frontini ha poi deciso di realizzare anche il secondo e il terzo progetto classificati nel 2025 e nel 2026. Quest’anno, essendo l’ultimo”, ha proseguito Angiani, “non ci sembrava corretto vincolare la prossima amministrazione. Avremmo potuto fare un nuovo bando triennale, ma non ci è sembrato opportuno. Per questo abbiamo optato per la progettazione di un solo anno. Ventuno mila euro consentono di fare anche un affidamento diretto, deciderà il dirigente, potrebbe fare anche una manifestazione di interesse”, ha concluso Angiani.

San Pellegrino in Fiore 2026

L’argomentazione, però, non ha convinto chi oggi siede all’opposizione e domani potrebbe, invece, essere proprio quella maggioranza chiamata a decidere su San Pellegrino in Fiore. “Non capisco perché non si possa fare un concorso di idee”, ha chiesto Letizia Chiatti. “L’amministrazione Frontini pubblica il bando, realizza il progetto primo classificato nel 2027, per quelli successivi, chi verrà dopo, potrà ugualmente scegliere se utilizzare anche il secondo e il terzo progetto, oppure no”. Insomma il concorso di idee non vincola nessuno, secondo tutta l’opposizione. Visione condivisa anche nella stessa maggioranza. È il caso di Alessandra Croci (Viterbo 2020), anche lei favorevole alla pubblicazione di un bando, piuttosto che a una procedura di affidamento diretto. “Il bando prevede un metodo più democratico”, ha evidenziato Croci, “chi verrà dopo, manterrà comunque la libertà di scegliere se continuare ad attingere alla graduatoria oppure fare un nuovo bando. Certo è che il concorso di idee permette una maggiore trasparenza tra chi vince e chi perde”, ha concluso Croci. Angiani, a questo punto della discussione, ha chiarito che: “Ventuno mila euro è una cifra che consente di procedere con un affidamento diretto, ma non è detto che avvenga questo, sarà il dirigente a decidere, potrà fare anche una manifestazione di interesse”. A mettere la parola fine alla discussione, è stato il consigliere Alvaro Ricci (PD):È la politica che deve scegliere se fare un affidamento diretto oppure un concorso di idee. È la giunta che decide”. Il primo vincitore del concorso di idee nel 2024 fu Raffaele Ascenzi insieme agli architetti Federico Ciatti, Francesco Moretti, Andrea Rodolico, Alessandro Scorza e Marco Porcorossi con un punteggio di 92,20. Secondo classificato fu Lorenzo Porciani, che realizzò l’edizione 2025 di San Pellegrino in Fiore e terzo Christian Ciucciarelli che ha fatto quella del 2026.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.