Home Prima Pagina Rossi: “Meravigliosa, preoccupante Macchina. Il trasporto vero non sarà come la prova del traliccio”.
Rossi: “Meravigliosa, preoccupante Macchina. Il trasporto vero non sarà come la prova del traliccio”.

Rossi: “Meravigliosa, preoccupante Macchina. Il trasporto vero non sarà come la prova del traliccio”.

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Viterbo 29 agosto 2024  -“Meravigliosa, preoccupante Macchina”: il capo facchino Sandro Rossi, con la voce già rotta dall’emozione per quel “Sollevate e fermi” che si avvicina, descrive così Dies Natalis che dal 21 agosto aspetta i facchini a San Sisto. Alla conferenza stampa del trasporto 2024 l’attenzione è concentrata su di lui, che allo stesso tempo è anche quello di meno parole. Quelle essenziali. Che fatica a tirare su, perché si emoziona già in pieno clima del 3 settembre, tanto che deve uscire dalla sala della conferenza stampa qualche minuto. Rientrato, parla di questo trasporto entusiasmante che sta tenendo tutti con il fiato sospeso, non solo perché avrà una nuova Macchina, ma anche perché farla passare al Corso richiederà una maestria  senza precedenti, dato il volume più importante rispetto alle precedenti che già passavano strette. “La prova del traliccio del 7 luglio, non è il trasporto del 3 settembre” chiarisce subito Sandro Rossi. Se la prima è andata bene, sul secondo non c’è da abbassare la guardia. L’elemento di tensione continua ad essere il Corso. “Ci sono diversi punti critici, da alcune parti abbiamo dieci, otto, centimetri, bisogna guardare sopra e sotto, perché per non farla toccare sopra, bisogna spostare la base e non abbiamo più la stessa distanza ai lati. Con Gloria, invece, era la stessa tra trave e muro”. I facchini, insomma, dovranno fare manovre al centimetro, probabilmente in alcuni punti dovranno rallentare di parecchio, forse anche fermarsi, circostanza che farà sentire di più il peso della Macchina.Meglio 100 chili camminando, che 50 stando fermi”, dice lo stesso Rossi che sottolinea come rispetto alla prova del traliccio, il tre settembre sarà un’altra storia: “Sarà di notte, i facchini avranno fatto chilometri per il giro delle sette chiese e prima del Corso avranno già fatto pure la girata di piazza del Plebiscito”. Insomma la forma fisica avrà la sua importanza: “La prova del 7 non era per vedere la capacità dei facchini, ma quella della Macchina”. C’è una concentrazione massima, dunque, nell’attesa del 3 settembre:  “Siamo fiduciosi”, rassicura comunque Rossi che aggiunge: “L’aver visto la macchina in quella maniera ci ha dato sicurezza”, dice riguardo alla tempesta che ha colpito martedì pomeriggio Viterbo, facendo oscillare evidentemente Dies Natalis che, tuttavia, è rimasta stabile e senza danni.

Da sin.: Massimo Mecarini, Sandro Rossi

Siamo riusciti a fare questa macchina in tempi brevi“, ha aggiunto il costruttore Vincenzo Fiorillo. “Le difficoltà le abbiamo avute, ma fanno parte dell’attività e della complessità architettonica. Il traliccio in alluminio è stato un passo importante, anche per il futuro, per le nuove macchine. Il temporale è stato una grande prova. La Macchina ha dato una riposta a quello a cui effettivamente potrebbe andare incontro. Se avessimo messo i  teloni, avremmo fatto un danno grave. Non avrebbero retto. Non so se la macchina sarebbe potuto passare. Sono andato lì, sono salito sul ponte e abbiamo visto che era tutto a posto. La Macchina era legata, siamo stati in apprensione, ma tranquilli abbiamo tenuto la macchina in sicurezza”.

Massimo Mecarini, presidente del Sodalizio, ha invece “svelato” le dediche delle girate: “Ai facchini scomparsi, che quest’anno sono Antonio Marinelli, Domenico Leonzi, Mario Morucci, Mario Ceccariglia, Angelo Vocioni” e ad altre figure cittadine: “Giovanna Bonucci” moglie di Pino Loddo ex capofacchino del Pilastro, “Rosanna de Marchi, Marco Curione, Valter Selva e Albertino Casciani”. Il Trasporto sarà dedicato alla città. Madrina Lucrezia Mangilli, che ha rappresentato quest’anno l’Italia a miss Mondo. In conferenza stampa anche l’ideatore Raffaele Ascenzi: “Ho Gloria ancora nel cuore, ma con Dies Natalis concludo un ciclo di progettazione che parte con Ali di Luce, giunge a maturazione con Gloria nel 2015. Ora, nel 2024 credo di aver interpretato  bene, e capito a fondo, i desideri della nostra Santa. Lei voleva vivere in clausura, cercava il contatto con Dio in un luogo chiuso. Con la Santa collocata all’interno della Macchina nei modelli più antichi traspare proprio questo. Il volume di Dies Natalis è quasi raddoppiato rispetto a Gloria. La macchina è dedicata alla città”. Il sindaco  Chiara Frontini ha definito la conferenza dedicata al Trasporto, “La più bella dell’anno. Una delle principali novità di quest’anno – ha detto –  è stata la scelta di vivere il trasporto nella maniera più autentica e originaria, nelle piazze libere“, ossia senza tribune, insieme all’altra novità di un “docufilm” che racconta il dietro le quinte. “Torna anche la tombola di Santa Rosa dopo ben 32 anni”, ha ricordato  Frontini. “Grazie al sindaco e al Sodalizio”, ha aggiunto il prefetto Gennaro Capo al suo primo trasporto “mi sono subito immedesimato in questa festa. Il dispositivo di sicurezza è abbondantemente rodato,  lo abbiamo solo adeguato alle piccole novità, mi riferisco al libero accesso nelle piazze, ovviamente secondo le regole, ad accezione di piazza del Comune, dove ci sono delle sedute. I lavori della commissione sicurezza sono andati lisci, c’è stata condivisione di obiettivi”, ha detto il prefetto, mentre il presidente della Provincia, Alessandro Romoli ha rimarcato: “L’entusiasmo che registriamo, dimostra che il trasporto è la manifestazione cardine, simbolo di tutta la Tuscia”.  Andrea Sarnani vice questore vicario ha  assicurato: “Stiamo lavorando tenacemente sia sul fronte della prevenzione, sia della predisposizione del dispositivo di sicurezza”. Presente in conferenza stampa anche don Massimiliano Balsi, vicario episcopale tradizioni e cultura diocesi di Viterbo che ha portato i saluti del vescovo, monsignor Francesco Orazio Piazza. “Che la nostra città possa crescere in quei valori che Rosa ha vissuto e che i facchini trasportano, la Macchina è fede forza e volontà”. Sandro Pappalardo di Enit ha aggiunto: “I giornalisti hanno un compito importantissimo, quello di raccontare il territorio attraverso la Macchina di Santa Rosa. L’ anno scorso abbiamo sognato di fare qualcosa per il territorio e, forse, abbiamo  scelto l’eccellenza dell’eccellenza: il trasporto. Questo a territorio non ha nulla da invidiare a nessun altro in Italia,  eppure gli altri fanno numeri più importanti e hanno più visibilità. Noi ora abbiamo il compito importante di colmare  questo gap che si è creato nel tempo. Le persone che vengono qui, restano folgorate dalla bellezza di questa provincia. Possiamo mettere in campo un’offerta a 360 gradi”, ha concluso Pappalardo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.