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Santa Lucia, centro di prima accoglienza, i residenti restano diffidenti e contrari.

Santa Lucia, centro di prima accoglienza, i residenti restano diffidenti e contrari.

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Viterbo, 29 luglio 2025 – A Santa Lucia è guerra. Acceso confronto ieri sera nel quartiere tra oltre cento persone e i due assessori del comune di Viterbo Emanuele Aronne (Urbanistica) e Rosanna Giliberto (Servizi Sociali) contro la nuova struttura che dovrà sorgere nell’edificio abbandonato, ex sede dell’asilo Mondo Pinocchio. Circa centro metri quadrati destinati alla “primissima accoglienza e inclusione sociale in rete con altri servizi diffusi sul territorio”, recita la deliberazione di giunta 215 del 27 giugno. Parole che hanno fatto esplodere il putiferio nel quartiere, con gli abitanti che sono saliti subito sulle barricate al sospetto che possa arrivare un gigantesco dormitorio sotto le loro case, con conseguenze sul traffico, ma soprattutto sulla sicurezza, come ha ben evidenziato il Comitato che in questi giorni ha lanciato la mobilitazione cittadina. Intorno alla questione si è subito sollevato un grande interesse, a riprova che la tematica è molto sentita tra gli abitanti del quartiere. L’incontro doveva tenersi al bar di Santa Lucia, ma la grande affluenza di persone ha indotto gli organzizatori a spostarsi in strada, sotto i portici, vista anche la minaccia di pioggia. I due assessori Aronne e Giliberto si sono presentati con carte alla mano per dimostrare che i timori della popolazione erano infondati. Ma nonostante il faccia a faccia, nel quartiere resta un’aperta ostilità all’arrivo dell struttura. “Qui a Santa Lucia non stiamo facendo un dormitorio, non un luogo con le docce, semiresidenziale per i clochard e i senza tetto. No, è un luogo di seconda accoglienza”, ha detto Giliberto all’inizio dell’incontro, fiduciosa che le sue rassicurazioni avrebbero dissipato le ombre, ma il nutrito gruppo di cittadini ha continuato a vederci poco chiaro.

Emanuele Aronne e Rosanna Giliberto

E l’assessore ha insistito per dissipare i dubbi: “Abbiamo individuato un luogo in maniera più diffusa per un servizio di supporto psicologico e un presidio amministrativo”, spiegando che la realizzazione del servizio avverrà a rete con “Caritas ed Emporio solidale”, e che è la prima ad ospitare docce, letti e mensa, che pertanto non saranno ubicati nella struttura di Santa Lucia. Per tutta risposta si è sollevata dal gruppo la voce di una donna che ha gridato: “Se lo prenda la diocesi”, riferito alla nuova struttura che dovrà sorgere a Santa Lucia. Giliberto, allora, ha passato la parola ad Aronne per l’illustrazione del progetto, auspicando che, vedere le carte, sarebbe servito a placare gli animi. “Innanzitutto non ci saranno problemi di traffico”, ha detto Aronne, “prima lì c’era Mondo Pinocchio, adesso arriveranno tre, quattro persone dalla Caritas”, ha spiegato, rasserenando per qualche minuto il clima. “L’intervento prevede la demolizione del fabbricato, la pulizia del giardino, la realizzazione di un edificio modernissimo che non sarà un dormitorio”, ha proseguito. E per qualche minuto è sembrato che il gruppo di cittadini stesse elaborando un’idea diversa da quella iniziale. Un momento di quiete che si è rivelato piuttosto fragile e precario, perché è bastato dire che l’immobile rustrutturato “Sarà vincolato per un anno e mezzo a questo progetto, dopodiché, se non servirà più, potrebbe diventare qualsiasi cosa”, ha affermato Aronne, aggiungendo immediatamente “in positivo”, che tra i cittadini ha ricominciato a suonare il campanello d’allarme, come se quelle parole fossero state la conferma dei loro dubbi e dei loro sospetti iniziali, riguardo a quel grosso fabbricato etichettato dalla stessa delibera di giunta come  “primissima accoglienza, stazione di posta”.

La folla è tornata ad agitarsi di fronte ai più terrificanti spettri dell’imaginazione collettiva, che spesso trova riscontri nella cronaca quotidiana nazionale. La contrarietà e il disappunto tra i residenti di Santa Lucia verso il progetto è tale che ieri sera qualcuno si è spinto a dire che il Comune quell’immobile non doveva nemmeno ristrutturarlo. “Lasciatelo lì, crollerà da sé”, mentre un gruppo di donne i è scagliato “verbalmente” verso i due assessori, dicendo “Ma pensate che siamo dei cretini?”, “Sarà pure un progetto Pnrr, ma di metterlo a Santa Lucia, lo avete deciso voi”.

Tiziana Mancinelli

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.