Home Cronaca Santa Rosa tra nervi e imbarazzi: pasticciata pure la consegna della Macchina dalla sindaca al capofacchino.
Santa Rosa tra nervi e imbarazzi: pasticciata pure la consegna della Macchina dalla sindaca al capofacchino.

Santa Rosa tra nervi e imbarazzi: pasticciata pure la consegna della Macchina dalla sindaca al capofacchino.

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Viterbo, 5 settembre 2022 – Ricorderemo questo 3 settembre per il ritorno del Trasporto di Santa Rosa, ma anche per un clima surreale che si è respirato dall’inizio alla fine,  e che ha avvolto una serie di cose che si sono succedute una dietro l’altra, facendo saltare i nervi a fiori di pelle. La classica giornata “storta”, che inizia con qualcosa che non va per il verso giusto e dà il via a una sequenza di “sfortunati” eventi. Se questo tre settembre sia frutto del destino avverso, o dell’incompetenza, o della mancanza di esperienza, o della disorganizzazione o di chissà cos’altro, magari anche del meteo, lo si scoprirà con il senno del poi. Forse. Intanto la cronaca traccia i suoi affreschi, alcuni divertenti, altri più seri come la presa di posizione dei facchini per la richiesta di un protocollo di sicurezza che si adatti alla specificità del Trasporto con il suo “popolo”. O come anche per il pasticcio della consegna della Macchina, divertente per chi l’ha visto, forse, meno per chi l’ha vissuto, e che si è consumato ai piedi di Gloria, prima di partire, ma comunque al termine di una giornata ad alta tensione. La sindaca arriva sotto la Macchina, prende il microfono e parte spedita con il suo discorso, alle sue spalle restano il capofacchino Sandro Rossi e il costruttore Vincenzo Fiorillo: «Cittadini viterbesi – grida Frontini – quanto abbiamo aspettato questo momento? Stasera non è un 3 settembre come tutti gli altri, è il  3 settembre della ripartenza, il 3 settembre che segna un nuovo corso dopo una nuova era. È il 3 settembre dell’orgoglio e dell’identità. È il 3 settembre di un città che ha voglia di rinascere, questo è il 3 settembre in cui riporteremo a casa Rosa. La Macchina non è un oggetto, è il simbolo di una città intera e tutti noi siamo sotto la Macchina stasera per riportare a casa Rosa dopo tre anni di sofferenza. Viterbo ce lo chiede. Il Trasporto è un miracolo che si rinnova ogni anno e che può portare Viterbo fuori dalle sue mura», grida a squarciagola Frontini con la sua indiscutibile capacità di infiammare e accendere la platea. Si sente la città che applaude, ma alle sue spalle non accade nulla. E lì dietro c’è il capofacchino Sandro Rossi e il costruttore della macchina Vincenzo Fiorillo, in una inusuale compostezza per quei momenti scanditi dalla tradizione come l’apoteosi dell’estasi della partenza della Macchina che Frontini lancia, ma al momento sbagliato: «Mi comunicano che il percorso è libero – dice – e quindi io consegno la Macchina nelle mani del capofacchino. Portiamo Santa Rosa a casa e compiamo  ancora una volta questo miracolo, portate Viterbo in alto nei cieli – grida Frontini – Insieme a Santa Rosa. Evviva Santa Rosa». Solo a questo punto Frontini si gira e passa il microfono al capofacchino, Sandro Rossi, immobile, quasi raggomitolato, accanto a Fiorillo. L’uomo, con una delicatezza che contrasta con la sua possente statura, prende il microfono, si schiarisce la voce, e con tono tenue, spiega: «Qui c’è Vincenzo Fiorillo, che è il costruttore della Macchina, che consegnerà  al sindaco la Macchina, come da tradizione, e il sindaco la consegnerà al Sodalizio». A questo punto Vincenzo Fiorillo può finalmente prendere la sua parte nel rituale con l’umiltà e la riservatezza che lo contraddistingue: «Grazie e buonasera a tutti – dice – Vorrei chiedere scusa a tutta la città per il ritardo a causa del tempo e di altre situazioni. Ma niente di grave. Ringrazio i facchini per il sacrificio che stanno facendo, a questo punto consegno ufficialmente la macchina per eseguire il Trasporto 2022. Garantisco che la macchina è in perfetto ordine», afferma come rituale vuole. A questo punto la sindaca Frontini ribadisce: «Io l’ho già consegnata simbolicamente al Sodalizio e vi chiedo di portarla a casa». Una piccola variante su una giornata che non si potrebbe dire “come da tradizione”.

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.