Home Nazionale Sequestrata nave Aquarius di Medici Senza Frontiere: “Scaricati rifiuti a rischio infettivo in 11 porti italiani” l’accusa della Procura di Catania.
Sequestrata nave Aquarius di Medici Senza Frontiere: “Scaricati rifiuti a rischio infettivo in 11 porti italiani” l’accusa della Procura di Catania.

Sequestrata nave Aquarius di Medici Senza Frontiere: “Scaricati rifiuti a rischio infettivo in 11 porti italiani” l’accusa della Procura di Catania.

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Roma – “Rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, scaricati in maniera indifferenziata nei porti italiani come se fossero rifiuti urbani”: è l’accusa mossa dalla Procura di Catania nei confronti della Ong Medici Senza Frontiere e di due agenti marittimi, che ha portato al  sequestro preventivo dell’Aquarius,  attraccata in questo momento al porto di Marsiglia.

 “Rilevati 5.088 casi infettivi, ma mai dichiarati rifiuti speciali” – Secondo la Procura di Catania tra gennaio 2017 e maggio 2018 dalle navi Vos Prudence e Aquarius “non è stata mai dichiarata la presenza di rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo”, nonostante la presenza di “numerosi e documentati casi di malattie registrate dai vari Uffici di Sanità Marittima siciliani e del Sud-Italia intervenuti al momento dell’arrivo dei migranti nei porti italiani” duranti i quali sono stati “rilevati 5.088 casi sanitari a rischio infettivo (scabbia, meningite, tubercolosi, Aids e sifilide) su 21.326 migranti sbarcati“.

La Procura di Catania ha iscritto 14 persone nel registro degli indagati.

Rifiuti scaricati in 11 porti italiani – Secondo l’accusa i soggetti coinvolti, a vario titolo, avrebbero “sistematicamente condiviso, pianificato ed eseguito un progetto di illegale smaltimento di un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, derivanti dalle attività di soccorso dei migranti a bordo della Vos Prudence e dell’Aquarius e conferiti in modo indifferenziato, unitamente ai rifiuti solidi urbani, in occasione di scali tecnici e sbarco dei migranti” in in 11 porti: Trapani, Pozzallo, Augusta, Catania e Messina in Sicilia, Vibo Valentia, Reggio Calabria e Corigliano Calabro in Calabria, Napoli e Salerno in Campania, Brindisi in Puglia.

Tra i rifiuti scaricati la Procura indica “gli indumenti contaminati indossati dagli extracomunitari, gli scarti alimentari e i rifiuti sanitari infettivi utilizzati a bordo per l’assistenza medica“.

Dalla pagina Facebook il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, commenta: «Ho fatto bene a bloccare le navi delle ONG, ho fermato non solo il traffico di immigrati clandestini ma, da quanto emerge, anche quello di rifiuti. #portichiusi»

Da parte sua Medici senza Frontiere replica  dalla sua pagina Facebook: “In queste ore la Aquarius è stata sequestrata per presunte irregolarità nello smaltimento dei rifiuti di bordo. Condanniamo fortemente il sequestro della nave. Tutte le nostre operazioni in porto, compresa la gestione dei rifiuti, hanno sempre seguito procedure standard. Le autorità competenti non hanno contestato queste procedure né individuato alcun rischio per la salute pubblica, da quando abbiamo avviato le attività in mare nel 2015. Ribadiamo piena disponibilità a collaborare con le autorità italiane. Noi non ci arrendiamo e continueremo a fare quello che facciamo da 47 anni in tutto il mondo: salvare vite”.

Gip: “Libera disponibilità della nave può aggravare o protrarre il reato” – “Vi è un fondato pericolo”, scrive il gip, che “la libera disponibilità della motonave possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato” dato che “è di tutta evidenza che la commissione del delitto è strettamente collegata all’attività di salvataggio in mare”. Il Gip di Catania, Carlo Cannella, nel decreto di sequestro della nave scrive che la Ong “nel periodo oggetto di indagine realizzava ben 37 sbarchi reiterando sempre l’illecita modalità di smaltimento di rifiuti sanitari pericolosi e di materiale medico“.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.