Serra batte Ciambella: Pd sconfitto pure da se stesso. L’ex assessore Ricci “asfaltato” dai candidati di centrodestra.
VITERBO – Dietro la battaglia del ballottaggio tra Giovanni Arena e Chiara Frontini se n’è giocata un’altra, più silenziosa, meno eclatante, ma ugualmente incisiva per il destino “politico” di chi l’ha combattuta. Pd contro Pd. Uno ufficiale, l’altro ufficioso. Il primo con Luisa Ciambella, detta Lisetta, il secondo con Francesco Serra, entrambi candidati sindaco nelle rispettive liste. La prima, quella che ha sostenuto Ciambella, si è potuta fregiare del simbolo del Partito Democratico, le seconde, quelle che hanno supportato Francesco Serra candidato sindaco al comune di Viterbo, no. Uno scontro impari, dunque, anche se, va riconosciuto che la drammatica perdita di consensi del Pd a livello nazionale ha tolto un certo appeal al logo di partito che tuttavia mantiene pur sempre una capacità di attrarre il voto di lista. Vantaggio di cui non ha potuto beneficiare Francesco Serra. Chiuse le urne, però, ecco la sorpresa: Serra 3544 preferenze, Ciambella 3524 voti. Venti voti un più per il cardiologo di Belcolle e il suo gruppo che sono risuonati come un “game over” di una partita che si protrae già da qualche tempo all’interno del Pd tra fioroniani da un lato e Serra-Panunziani dall’altro. Uno scontro diventato palese dopo il congresso che ha sancito la vittoria della corrente dell’ex ministro, riconfermando Andrea Egidi segretario provinciale del Pd. Ma quella, inaspettatamente, e contro ogni previsione, è stata l’ultima occasione di esultanza per il gruppo di Ciambella-Fioroni che da quel momento in poi, anziché procedere verso la vetta, è andato incontro a una rovinosa caduta. Prima l’uscita di Giuseppe Fioroni dal parlamento nelle elezioni del 4 marzo, travolto dal centrodestra e dal dilagante consenso leghista. È toccato poi a Luisa Ciambella, nonostante le preferenze ottenute, restare fuori dalla Pisana, restando a guardare l’ingresso di Enrico Panunzi. Da ultimo lo smacco al comune di Viterbo con Francesco Serra che supera la ex vice sindaca di Viterbo sostenuta ufficialmente dal Partito Democratico. Reduce, tra l’altro, da un’esperienza amministrativa che l’ha vista in un ruolo di primo piano a Palazzo dei Priori per cinque anni che oggi risulta bocciato dalla maggioranza dell’elettorato Pd che, seppur per 20 voti, sceglie Serra, interprete spesso in consiglio di una posizione critica nei confronti del gruppo fioroniano. A marcare la differenza tra i due un altro dato: Ciambella, come candidata sindaco, totalizza meno preferenze (3524) delle sue liste (3834), mentre Serra ottiene un gradimento (3544) superiore alle liste che lo hanno sostenuto (3117). Non brilla nemmeno l’ex assessore Alvaro Ricci, candidato nella lista Pd, porta in dotazione solo 301 voti, nonostante sia stato in questi cinque anni alla guida di due assessorati strategici come Urbanistica e Lavori pubblici, dove di certo non mancano le occasioni per farsi apprezzare. Ma, evidentemente, non è stato così: l’ex assessore totalizza meno della metà dei consensi incassati dai più votati di centrodestra, seduti cinque anni in opposizione, senza gestire alcunché, come Micci (827) e Sberna (726). Pure l’ex assessore Sonia Perà esce di scena con sole 174 preferenze. Insomma una magra figura e una memorabile débâcle per il Partito Democratico, sparito pure dal ballottaggio, battuto non solo dal centrodestra, ma anche da se stesso.
Tiziana Mancinelli
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