Sono lì da un po’ ad aspettare che qualcuno possa pigiare il pulsante e trovarsi proiettato in un lampo da Valle Faul a piazza San Lorenzo.\r\n\r\nUn sogno per la mobilità, storicamente difficile, di Viterbo, che sta per diventare realtà. L’ascensore di raccordo tra i due piani della città, e l’altro che invece collega la valle con piazza del Sacrario, sono in procinto di entrare in funzione, come annuncia soddisfatto lo stesso assessore ai Lavori pubblici Alvaro Ricci.\r\n\r\nRealizzati già da un po’ di tempo utilizzando i fondi Plus, erano rimasti inattivi, in attesa che si concludesse l’iter burocratico del caso.\r\n\r\nProprio stamattina c’è stato un primo sopralluogo alle due strutture, che mercoledì sarà seguito da un altro, al fine di rilasciare la licenza di esercizio all’ente gestore, cioè il Comune, che potrà finalmente mettere a disposizione della cittadinanza i due ascensori.\r\n\r\nEssi non sempre hanno incontrato unanime consenso da parte della cittadinanza. Qualcuno ha lamentato uno scarso senso estetico. Altri avrebbero auspicato una diversa soluzione. Al di là dei punti di vista, i due ascensori certamente velocizzano lo spostamento di chi parcheggia a valle Faul verso il centro storico, rendendolo maggiormente accessibile e iniziando, così, a delineare quel sistema delle strutture urbane indispensabile per poter arrivare alla chiusura alle auto del quartiere medioevale, senza che ciò provochi un totale e definitivo spopolamento per la difficoltà a raggiugerlo a piedi.\r\n\r\nQuesta settimana si annuncia, dunque, cruciale per la riqualificazione della città, anche per un altro appuntamento importante: il 20 ed eventualmente il 21 luglio si procederà con la seduta di gara per l’aggiudicazione del terzo stralcio dei lavori di restauro e ristrutturazione del Teatro dell’Unione, ormai sottratto da diverso tempo alla fruibilità cittadina proprio per la necessità di effettuare una serie di lavori.\r\n\r\nUno dei “capitoli” più sofferti della riqualificazione cittadina insieme all’altro delle strade. La rete urbana, oramai diventata un colabrodo tale da dover richiedere l’apposizione del limite di velocità di 30 chilometri orari per evitare incidenti a persone e mezzi, riceverà un piccolo respiro di sollievo con l’arrivo di 330 mila euro per il capoluogo e 350 mila per le frazioni.\r\n\r\nA essere interessate dai primi interventi saranno le strade più “malconce” come ad esempio via Vico Squarano.\r\n\r\nNon saranno interventi che riusciranno a capovolgere il quadro palesemente drammatico in cui versa la rete urbana che richiederebbe una cifra con qualche zero in più. Un importo, considerato i bilanci sempre più risicati dei Comuni anche nel futuro, che si potrebbe rendere disponibile più verosimilmente con una vincita alla lotteria che con la disponibilità di fondi comunali.