Viterbo – Una fessura più larga delle altre corre dalla finestra verso l’alto: l’immagine appare su una torre della cinta muraria su viale Raniero Capocci, all’altezza dell’istituto Paolo Savi. E, insieme, alla vena scura che attraversa la torre, appare, quasi istantaneamente anche un ponteggio. La specie di crepa, seppur non evidentissima, ma comunque rilevante, infatti, potrebbe continuare ad ampliarsi mettendo a rischio la stabilità dell’antica testimonianza medioevale.
Un rischio da non sottovalutare dato che la torre costeggia un frequentatissimo marciapiedi, e la strada che, notoriamente, rappresenta un’importante arteria cittadina ad alta densità di traffico. La precaria stabilità della torre, quindi, rappresenta una serio rischio per l’incolumità pubblica, e difficilmente, se esso malauguratamente dovesse verificarsi, non provocherebbe danni, fino alle più nefaste previsioni. Ipotesi scongiurata dal pronto intervento del comune di Viterbo che è immediatamente corso ai ripari transennando l’area e iniziando i lavori di recupero, cominciando con l’installazione del ponteggio che sta velocemente prendendo forma proprio stamattina (7 giugno ndr). I lavori dovrebbero durare un paio di settimane. Sarà necessario, secondo gli operai del cantiere, fare un’opera di “scuci-ricuci”, quindi togliere le pietre e ricollocarle, mettendo la torre in sicurezza. Le operazioni comporterebbero un costo di circa 50 mila euro. Una cifra che non dovrebbe creare scossoni al comune di Viterbo che proprio in questi giorni sta decidendo la destinazione di un tesoretto di circa 6 milioni di euro.
