Viterbo, 15 gennaio 2022 – I temporali iniziano quasi sempre con qualche goccia. A volte si arrestano, scongiurando la tempesta, ma nella maggior parte dei casi, sono seguite da altre gocce, sempre più numerose e violente, liberando forti rovesci. L’uscita dell’ex assessore di Civita Castellana, Silvia La Bella, da Forza Italia, sembra proprio una di quelle gocce lì. Cadute da un cielo incerto che potrebbe ancora schiarire verso l’azzurro, oppure, rabbuiarsi in tempesta. Di neve. Perché come una piccola pallina, l’addio di Silvia La Bella, potrebbe rotolare giù per la collina innevata, e diventare sempre più grande, man mano che raccoglie altri granelli di neve, fino a trasformarsi in una vera e propria valanga con grosse probabilità di travolgere il partito azzurro di Berlusconi a Viterbo. Che alcuni dentro Forza Italia “starebbero” valutando la possibilità di fare le valigie, dopo la nascita dell’asse con il Pd in Provincia, è più di una voce. Del resto le parole con cui La Bella ha salutato il suo ex partito sono state piuttosto chiare, anche nell’incarnare quel malessere che serpeggerebbe non solo tra più di un amministratore, anche ex, ma, e soprattutto, tra i militanti, quel popolo che si è stratificato sotto una bandiera solo per l’orizzonte ideologico che rappresenta. E quello di Forza Italia è storicamente delineato nel perimetro del centrodestra. Ora, però, qualcosa è cambiato. In Provincia gli azzurri, in questo momento, governano insieme al Pd. A un osservatore esterno Palazzo Gentili appare, però, una partita sfuggita di mano, sia che l’asse con il Pd doveva essere destinato a restare in Provincia, ente di secondo livello, sia che esso doveva allungarsi anche sul comune di Viterbo. In quest’ultimo caso, però, con i giusti tempi. Questo è il punto. Perché una cosa è avere un anno e mezzo di tempo, se il mandato Arena fosse andato a scadenza naturale, per cercare di spiegare e abituare l’elettorato all’accoppiata Forza Italia – Pd, magari vantando i risultati dell’amministrazione provinciale, un altro farlo digerire ai propri elettori in pochi mesi andando a votare per il comune di Viterbo a maggio – giugno 2022. Che la caduta dell’amministrazione comunale da parte di Fratelli d’Italia, Lega e Fondazione, sia figlia di una precisa strategia politica, oppure di uno scatto di nervi per una situazione piuttosto incandescente che oramai si era instaurata a Palazzo dei Priori, non si sa, essa, però, ha momentaneamente gettato Forza Italia nel limbo. Quale futuro per i berlusconiani? Provare a ricucire con gli ex alleati, strada che appare piuttosto in salita, se non impossibile, oppure proseguire nell’asse con il Pd? Considerando, in quest’ultimo caso, che a votare stavolta non saranno i sindaci e i consiglieri dei comuni della Provincia, come nelle elezioni provinciali, ma i cittadini, nauseati dalle alchimie politiche e dalla manovre dei palazzi. Insomma per Forza Italia il momento è delicato. E non è escluso che nell’indecisione, o anche nella decisione di consegnarsi definitivamente all’abbraccio del Pd, più di qualcuno decida di prendere in mano il proprio destino “politico”, come ha fatto Silvia La Bella: «Per inspiegabili giochi politici – aveva detto – Forza Italia (o chi per lei) ha deciso di rinnovare una coalizione politica con il Pd alle elezioni provinciali e ciò contro tutto il centrodestra, minando un patto amministrativo che è stato conseguenza diretta, anche se non esclusiva, della fine amministrativa del Comune di Viterbo. Uscirò dal partito, e continuerò senz’altro a svolgere in altre maniere il mio impegno politico, non potendo, per questioni di Dna stringere accordi di sorta con la sinistra». Parole pesanti come macigni, che se dovessero essere condivise da altri, aprirebbero per Forza Italia un periodo veramente difficile, dalle conseguenze imprevedibili.