Home Attualità Lina delle Monache, perde lo scranno, ma entra in segreteria in Provincia.
Lina delle Monache, perde lo scranno, ma entra in segreteria in Provincia.

Lina delle Monache, perde lo scranno, ma entra in segreteria in Provincia.

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Viterbo, 16 gennaio 2022 – Da consigliera comunale e provinciale a segretaria del Presidente Alessandro Romoli: in Provincia arriva Lina Delle Monache, assunta nella segreteria del Presidente.  Non proprio nel modo in cui si sarebbe aspettata, ma lei, a Palazzo Gentili, in questo mandato di marca Pd – Forza Italia ci sarà. La delle Monache, del resto, in politica si è sempre rimboccata le maniche. Nel 2018 era stata eletta al consiglio comunale di Viterbo nelle file della lista civica, per poi passare nel Pd. Era entrata, successivamente, anche al consiglio provinciale, dove era stata riconfermata nelle recenti elezioni di dicembre 2021, data da ricordare come l’apocalisse casalinga del centrodestra. Sono state, infatti, proprio le elezioni provinciali, con l‘intesa Pd e Forza Italia sulla candidatura di Romoli, a spazzare via l’amministrazione comunale di Viterbo, sulla quale si è abbattuta, implacabile, la mannaia di Lega, Fratelli d’Italia e Fondazione che con le loro dimissioni in blocco hanno determinato la caduta del sindaco forzista, Giovanni Arena, un anno e mezzo prima della scadenza naturale del suo mandato. Ma, insieme ad Arena, è venuta giù tutta la giunta, tutto il consiglio comunale, non avendo più i numeri per stare in piedi, travolgendo in questo Tzunami anche chi non voleva andarsene.   Ma la Caporetto non si è arrestata a Palazzo dei Priori:  Lina delle Monache (Pd) e Giulio Marini (FI), perdendo la qualifica in consiglieri comunali, sono automaticamente decaduti anche in consiglio provinciale, dove erano stati eletti proprio a dicembre.  Ma per Lina delle Monache arriva ora il “ripescaggio” e finisce direttamente nella segreteria del presidente Alessandro Romoli, varcando comunque le porte di Palazzo Gentili. Per lei assunzione a tempo determinato di un anno rinnovabile, Cat. C1 secondo quanto prevede l’art. 90 del D.Lgs 267/2000, ossia nell’ambito della : “costituzione di uffici posti alle dirette dipendenze del sindaco, del presidente della provincia, della giunta o degli assessori, per l’esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge, costituiti da dipendenti dell’ente, ovvero, salvo che per gli enti dissestati o strutturalmente deficitari, da collaboratori assunti con contratto a tempo determinato”. Insomma l’assunzione della Delle Monache sembrerebbe perfettamente regolare, avvenuta anche sulla base del “relativo curriculum vitae” comprovante “adeguata professionalità ed esperienza” nonché dei requisiti necessari per lo svolgimento delle funzioni tipiche e proprie “dell’attività di supporto all’organo politico, per le funzioni di indirizzo e controllo” che la Delle Monache sicuramente avrà. Sotto il profilo politico, però, l’operazione rischia di apparire altro, richiamando immagini di “titanica memoria”, dove Palazzo Gentili sembra un po’ diventare la scialuppa di salvataggio nel  naufragio di Palazzo dei Priori.  E, se così, sarà, la Delle Monache potrebbe essere la prima, ma non l’ultima. Non a caso durante la prima seduta di consiglio provinciale, è stato ricordato che presto in Provincia tornerà la figura degli assessori. Con la Delle Monache in segreteria, i posti sono ancora tutti liberi. Ma, forse, anche così, insufficienti per la lunga fila che potrebbe crearsi dietro la porta di Romoli, con i tanti consiglieri rimasti a spasso dopo la caduta del comune di Viterbo. Chissà che proprio su questo non arrivi il primo banco di prova della tenuta dell’asse Partito Democratico – Forza Italia. Anche perché, all’orizzonte, non si intravede nessuno disposto a candidarsi nel ruolo di Jack, ossia di quello che annega per salvare qualcun altro nella magistrale trama di James Cameron.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.