Sold out per Salvini a Viterbo: «Sulla Orte Civitavecchia ci metto la faccia».
Viterbo, 9 febbraio 2023 – «Sono stancotto, però ci tenevo ad andare dagli amici nel viterbese»: Matteo Salvini ieri sera ha fatto il suo ingresso a Villa Giulia per la chiusura della campagna elettorale della Lega di Viterbo, una provincia che frequenta anche al di fuori dei suoi impegni politici: «Questo è un territorio bellissimo, l’ultima volta che sono venuto– ha detto Salvini – sono andato a castagne e a nocciole a Caprarola». Accolto dal coordinatore provinciale Andrea Micci, Salvini ha ricevuto il calore e l’abbraccio di una sala gremitissima di circa 230 persone: «Serata di mercoledì, con Sanremo, è tanta roba», ha esclamato il ministro delle Infrastrutture, arrivato insieme al sottosegretario Claudio Durigon e al deputato Jacopo Morrone. Presente anche il vice coordinatore di Viterbo Fabio Bartolacci. La risposta dal capoluogo e dai Comuni della Tuscia è stata corale con nutrite rappresentanze da numerosi centri del viterbese. Sold out e prenotazioni chiuse molto prima dell’evento. “Infrastrutture”: questa la richiesta portata all’attenzione del ministro dal coordinatore provinciale della Lega Andrea Micci prima di introdurlo per il suo discorso sul palco accanto ai candidati Emanuela Bartolini, Elisa Cepparotti, Edoardo Ciocchetti e Carlo Pellegrini. La centralità del problema infrastrutturale è stata confermata anche dalla presenza del comitato per la riapertura della ferrovia Orte Civitavecchia che, insieme al vicesindaco di Barbarano Romano Giovanni Congedi, hanno consegnato il progetto per la riapertura a Matteo Salvini. Presenti anche rappresentanti del comitato per l’aeroporto.

Alla serata anche l’ex senatore Umberto Fusco. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha preso degli impegni chiari: «Sulla Orte Civitavecchia ci metto la faccia – ha assicurato -. Mi sono occupato tanto di Lazio in questi 100 giorni, hanno promesso il mondo, senza mantenere un accidente, da decenni si parlava della Roma Latina, abbiamo sbloccato il commissariamento, mi sembra che da decenni si parli anche della Orte Civitavecchia, vedrete se non la portiamo a casa. Abbiamo già messo in bilancio 35 milioni per l’ampliamento del porto di Civitavecchia e il recupero di aere per la zona logistica. Due miliardi sulla metro di Roma. Non sono qui a dire faremo, sono cose già fatte. Al MIT non si fa filosofia – dice Salvini annunciando il suo imminente incontro con i «governatori di Marche e Abruzzo per la A14». Il segretario della Lega non abbandona il suo cavallo di battaglia sulla sicurezza anche sul piano trasporti, pronto un piano con «Ferrovie dello Stato che riguarderà stazioni e treni. Prendere un treno non può essere una ruota della fortuna». Al via dunque a «1.500 assunzioni di vigilantes. Il ministero farà i controlli fuori, Ferrovie dall’interno», dice prima di riportarsi sul piano squisitamente politico: «La sinistra impazzisce: ci sono parlamentari che fanno interrogazioni su come mai in tre mesi io non abbia fatto cose che loro non hanno risolto in venti anni. Apprezzo la fantasia di questa gente. In Lombardia e nel Lazio si vince, ma hanno steso un velo di silenzio perché il Pd prenderà una mazzata che se la ricorderà per i prossimi 20 anni. Fanno finta che non si voti, perché lunedì proveranno a dire che abbiamo vinto, ma che ha votato poca gente». Salvini fissa tre priorità per il Lazio e per la Tuscia: sanità, trasporti e rifiuti: «Gli abitanti della provincia di Viterbo non contano meno degli altri cittadini del Lazio – dice -. Ma per alcune prestazioni sanitarie devono andare a Roma. Io voglio una regione in cui anche la provincia di Viterbo abbia la stessa dignità degli altri». La sinistra alla guida della regione: «Negli ultimi dieci anni ha chiuso 16 ospedali. A Roma c’è una struttura sanitaria ogni due chilometri, se ne chiudono una, basta andare in un altro quartiere. In provincia e in montagna non è la stessa cosa». Trasporti: «se siete contenti di come ci si muove da e per Viterbo scegliete quelli che ci sono stati finora. Ma se ambite a qualcosa di più e di meglio, il cambiamento c’è». Rifiuti: «Pagata la tassa tra le più alte d’Italia, ma la raccolta differenziata a Roma anziché l’Ama la fanno i cinghiali, perché non hanno voluto il termovalorizzatore che vuol dire avere un ambiente pulito e trasformare l’immondizia in energia e ricchezza». La linea di Salvini è netta e chiara: «Chi vota la Lega, sceglie il termovalorizzatore». Altra cambio di passo impresso dalla Lega nel quadro di opere e cantieri, è il nuovo Codice degli Appalti. «Ci fidiamo dei privati, degli imprenditori e dei sindaci – ha detto Salvini -. Voglio cantieri, gru, aeroporti, strade, autostrade, ferrovie e viadotti. Abbiamo triplicato la soglia per l’aggiudicazione diretta fino a 500 mila euro. C’è l’appalto integrato, quindi se un’azienda esegue il lavoro, può anche progettarlo». Tagli ai tempi della burocrazia «Se mi dai la risposta bene, sennò procedo e vado avanti. Non posso avere Sovrintendenza, ambiente, ministero che mi blocca». Nel codice degli appalti anche la divisione in lotti: «Da autonomista e leghista – conclude Salvini – vorrei che nei cantieri della provincia di Viterbo lavorassero anche aziende locali non solo quelli che arrivano dall’altra parte del mondo».
Tiziana Mancinelli
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