Viterbo, 28 ottobre 2020 – Altro che palle e fili lucenti, intorno all’albero di Natale di Piazza del Plebiscito, se sarà allestito, potrebbero fiorire bizzarre e inedite “decorazioni“: «Invito tutti i consiglieri di minoranza a comprare le catene e ad incatenarci tutti a piazza del Plebiscito. Io sono una cattolica cristiana, il simbolo del Natale dei cattolici è il presepe, che a casa mia non manca mai, non l’albero di Natale e le luminarie». L’idea di Lina Delle Monache non è nuova, qualche settimana fa, il consigliere di opposizione, Fabrizio Purchiaroni, aveva già minacciato di incatenarsi in consiglio comunale se non fosse stato diminuito il budget da destinare al
Natale 2020 che, inevitabilmente, subirà le restrizioni Covid19. Intenzione ribadita da Purchiaroni nella seduta di consiglio comunale di ieri, sfoderando di fronte allo schermo del computer, durante la video conferenza, un sonante catenone. In realtà, la proposta originaria di destinare al Natale 400 mila euro, con l’avanzamento dei contagi di questi giorni, è stata già fortemente ridotta dalla maggioranza, che ora sarebbe pronta a votare un maxi emendamento con cui decurtare gran parte della cifra. Il maxiemendamento firmato da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia salva l’acquisto di casette in legno per fare il mercato natalizio a piazza del Plebiscito. Una prospettiva che, allo stato attuale dei contagi, e alla progressiva adozione di misure restrittive, sembra molto irrealistica. Proprio su questo punto, si era consumato lo strappo con Forza Italia che avrebbe voluto depennare l’acquisto delle casette in legno. Distanza colmata ieri con tutta la maggioranza che sarebbe pronta a eliminare le casette dalla lista della spesa. Ma le casette di Natale sono ugualmente diventate nella seduta di ieri il pungiball della minoranza. «Chi ha detto che non vogliamo fare il Natale – ha esordito Ricci – . 180 mila euro per le casette in un contesto che non ha alcun senso parlarne – ha detto il capogruppo del Pd relativamente alla pandemia in corso -. Le sembra una scelta oculata investire 180 mila euro per comprare materiale altamente deteriorabile? Le casette dovranno essere smontate e messe via ogni anno. Quando saranno nuovamente allestite, avranno già perso il 20% del loro valore. Vi rendete conto che volume si dovrà accatastare? Se volevamo andare incontro ai commercianti, non conveniva dare loro un
contributo, piuttosto che fare un investimento folle? Non so chi abbia partorito questa idea, ma è fuori luogo. Noi vogliamo fare il Natale, chi ha detto il contrario. Ma in questo bilancio non c’è un intervento degno di nota, a parte la riqualificazione di Piazzale Gramsci. Ci sono project financing che giacciono da due anni e mezzo nel cassetto. Quelli del parcheggio di San Pietro, delle Fortezze e di Piazza della Rocca. In questi anni siete stati un disastro, nonostante questa opposizione abbia sempre dato suggerimenti seri e stimoli costruttivi, ci è sempre stata sbattuta la porta in faccia. Lei ci va in giro? – ha chiesto Alvaro Ricci al sindaco – Non c’è un cittadino che è soddisfatto. Se la prendono un po’ con la maggioranza e un po’ con l’opposizione, non fanno distinzione. Dobbiamo dare sostegno alle povertà immediate, dovute soprattutto a queste pandemia, e investire nel futuro di questa città. Speriamo la notte vi porti consiglio. Mi sembra che alcune posizioni – ha detto Alvaro Ricci tornando sui 180 mila euro da destinare all’acquisto delle casette del mercatino natalizio – non siano così condivise da tutta la maggioranza. O vogliamo dire che stamattina Giulio Marini ha perso il pullman? – ha ironizzato Ricci circa l’assenza di Forza Italia al primo appello ieri mattina in consiglio comunale -. Sono segnali inequivocabili che questo bilancio non va bene – ha proseguito -. Mal di pancia ci sono anche nella sua maggioranza». Contro le casette anche il consigliere comunale Fabrizio Purchiaroni, munito di catene: «Leggo che vengono portati a zero alcuni degli interventi proposti nel bilancio di previsione, come l’annullamento dell’acquisto delle casette a fronte di contributi verso il Covid19. I commercianti non hanno bisogno delle luci di Natale, ma di un’amministrazione che sta vicino a loro, che pulisce la città tutto l’anno, e non si riduce a fare emendamenti per togliere soldi dalla manutenzione stradale per metterli sull’emergenza Coronavirus. Più che le luci di Natale, le famiglia hanno bisogno di tablet – ha detto Purchiaroni relativamente alla didattica a distanza -. Nei prossimi giorni credo che l’Italia debba affrontare lo stesso lockdown che abbiamo vissuto. Sarà il più brutto Natale degli ultimi mille anni. Pensiamo alle cose pratiche per i cittadini». Ma il sindaco Giovanni Arena ha difeso la posizione: «Sarà un Natale senza fronzoli – ha assicurato – la città, però, ha bisogno di qualcosa che tiri su il morale. Ci sono le famiglie, i bambini», ha detto Arena che ogni anno si veste da Babbo Natale per i bambini di Ponte Sodo. Insomma il Comune non vuole rinunciare all’albero: lockdown o no, a Piazza del Plebiscito il sempreverde con il presepio ha molte possibilità di spuntarla.