Home Prima Pagina Tajani al Centro Studi Aldo Moro accanto a Fioroni, “Europa vicina ai cittadini di qualunque partito”, ma in Italia niente inciuci

Tajani al Centro Studi Aldo Moro accanto a Fioroni, “Europa vicina ai cittadini di qualunque partito”, ma in Italia niente inciuci

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“Avvicinare le istituzioni europee  ai cittadini: è questo l’obiettivo che mi sono dato in questi due anni di presidenza del Parlamento europeo”. L’annuncio arriva direttamente da Antonio Tajani, da poco eletto alla prestigiosa carica a Bruxelles,  in visita a Viterbo, ospite della scuola di formazione politica Centro Studi Aldo Moro.\r\n\r\nAl centro del palco tra Giuseppe Fioroni e Enrico Gasbarra del Pd,  Tajani si rivolge alla platea: “Non mi interessa sapere per chi votate”, dice. “Ciò che mi preme – spiega – è ascoltarvi e dirvi quello che è l’Europa, cosa deve e può fare”.\r\n\r\nTajani sgombra immediatamente, e in modo piuttosto chiaro, il campo da ogni ipotesi di inciucio, avvalorata dai più sospettosi con la presenza del Presidente del Parlamento Europeo a un incontro organizzato dal PD.\r\n\r\n“Non importa a quale partito appartiene chi mi invita a parlare ai cittadini. Il Parlamento Europeo deve essere vicino a tutti loro, indipendentemente per chi votano – prosegue Tajani – Il Parlamento Europeo non è il terzo ramo di quello italiano. A Bruxelles i deputati italiani devono difendere gli interessi del loro paese tutti insieme e non litigare tra loro. Quando abbiamo tutelato le acciaierie di Terni, non abbiamo chiesto agli operai per chi votavano. Contava solo difendere un nocciolo importante dell’industria europea che stava in Italia. Il Parlamento Europeo è diverso da quello italiano, non c’è maggioranza e opposizione, ma si creano alleanze per approvare dei provvedimenti. Mi sono confrontato con il Partito Socialista e sono stato eletto da una maggioranza formata da Popolari, Liberali e Conservatori. Oggi, però, so che senza un forte coinvolgimento del Partito Socialista, non si potrà legiferare su cose più importanti. Io lavorerò, quindi, per costruire ponti, affinché anch’esso possa partecipare a decisioni importanti. Insieme al Partito Socialista è stato votato anche  l’accordo commerciale con il Canada. Il Parlamento Europeo non ha nulla  a che vedere con la Camera e il Senato, dove è giusto che ci sia contrapposizione tra le forze politiche”, spiega Tajani, tracciando una linea netta e chiara tra il recinto europeo e quello nazionale, dove le dinamiche relative alla composizione del futuro quadro politico, seguiranno un percorso del tutto autonomo e secondo logiche ben diverse.\r\n\r\nPer quanto riguarda l’Europa, Tajani rinnova il suo pensiero, più volte espresso ancora prima dell’elezione a Presidente del Parlamento Europeo. “Oggi c’è un sentimento di malcontento – dice – poiché molte cose non si conoscono e anche perché spesso i governi scaricano tutte le colpe su Bruxelles. Anche l’Europa fa i suoi errori e i cittadini si rifugiano nel populismo, dando ad esso il loro consenso. Dobbiamo capire perché avviene ciò. Dobbiamo spiegare meglio alle persone cosa fa l’Europa. Essa non deve essere un potere burocratico, ma deve diventare un’amica dei cittadini. È questo l’obiettivo che mi sono dato. Non è un problema di Popolari o Socialisti, ma di dare risposte a tutti gli europei. Ci deve essere più Italia in Europa, non è vero che tutti ci odiano. Se non ci saremo noi, ci saranno gli altri. Ci vuole più Italia a Bruxelles, solo così riusciremo a dare anche la nostra impronta alle politiche europee. Sono stato a Berlino, dove ho detto delle cose positive sul cancelliere Merkel. Qualcuno avrà subito pensato che sto dalla parte dei tedeschi. Io non sono dalla parte di nessuno. Se non vogliamo mandare l’Unione Europea in frantumi, dobbiamo far capire che il nostro primo interesse sono i cittadini”.\r\n\r\nAusterità, crescita, immigrazione, terrorismo, Brexit: “Dobbiamo essere in grado di governare l’uscita della Gran Bretagna dall’UE – dice Tajani –  chiarendo bene la differenza che c’è tra far parte dell’UE o no,  senza rendere negative le relazioni con il Regno Unito che comunque non fa parte dell’UE, ma è sempre un paese dell’Europa”. Sull’austerità: “Non dobbiamo contrapporre il risanamento dei conti pubblici con la politica  a favore della crescita. Dobbiamo rimettere a posto i conti, ma anche pensare a sostenere l’economia reale: industria, piccole e medie imprese, commercianti, artigiani, agricoltura, libere professioni. Accanto al pilastro del risanamento, deve esserci anche quello che sostiene le attività che producono ricchezza e lavoro. In futuro la digitalizzazione e il contenimento della spesa porterà a ridurre gli organici pubblici, pertanto, per creare lavoro, bisognerà investire sulle attività  economiche e produttive. Dobbiamo anche utilizzare meglio i fondi e gli strumenti europei – dice Tajani – diamo all’Europa più soldi di quelli che incassiamo. A volte siamo noi stessi a determinare questo. Alcune regioni del sud rimandano indietro i fondi strutturali europei, perché non riescono a progettare”.\r\n\r\nL’Europa, secondo Tajani, è fondamentale anche per fronteggiare l’immigrazione: “Se non investiremo cifre importanti in Africa, non regalando soldi a qualche dittatore, ma per favorire lo sviluppo di un tessuto imprenditoriale moderno, i problemi migratori di oggi saranno una sciocchezza a confronto di ciò che potrebbe avvenire nei prossimi anni. Avremo milioni di persone che scapperanno dal sud del mondo per venire al nord. Solo l’Europa può fare le azioni necessarie allo sviluppo di questi paesi”, dice Tajani, che vede nell’Unione Europea il mezzo fondamentale anche per fronteggiare la concorrenza economica di paesi come: “Cina, Russia, Stati Uniti, India”. Infine i valori europei.Io sono orgoglioso di essere italiano – dice Tajani –  sono fiero della mia identità, ma c’è un comune denominatore che definisce anche una cultura europea di matrice storico e valoriale. C’è poi la Libertà, un valore che è nel nostro Dna di europei. L’hanno sancita per  primi i Greci nel difendersi dai popolo asiatici. Originariamente era intesa come libertà di autogovernarsi, per poi passare da questa accezione territoriale a quella riferita alla persona. L’Europa è l’unico continente che non ha la pena di morte, perché anche a chi sbaglia riconosce la libertà di pentirsi e redimersi. Se rinunciamo a questa nostra identità, allora diventeremo deboli contro chi ha altri modelli. Se siamo forti nei nostri valori, potremo accogliere senza paura, sempreché si tratti di flussi sostenibili, ovviamente”.\r\n\r\nL’Europa, quindi, secondo Tajani è l’unica soluzione percorribile per affrontare i tempi attuali, ma con qualche accorgimento: “Va sicuramente cambiata. Ma distruggerla, significherebbe uccidere la nostra civiltà”.\r\n\r\nCostruire e non distruggere, anche se i “mattoni” della nuova Europa, saranno messi da uomini e donne di partiti diversi, contrapposti nel dibattito politico nazionale. Una lettura che fornisce una risposta chiara a chi aveva coltivato “sospetti” di inciucio circa la presenza di Tajani a Viterbo al fianco del deputato Pd Fioroni. “Non mi interessa se Fioroni e Gasbarra sono del PD – dice il Presidente del Parlamento Europeo – l’obiettivo da raggiungere è tenere questa nave fuori dalla tempesta, non buttare i marinai in acqua. Dobbiamo remare tutti nella stessa direzione. Poi in Italia faremo battaglie con le elezioni. Sono, però, io il primo a dire che a Bruxelles serve recuperare il rapporto tra Popolari e Socialisti, altrimenti le leggi non si fanno. Litigare per difendere le bandierine serve solo al nostro egoismo. Ai cittadini di beghe e faide poco interessa”.\r\n\r\nUna ventata di collaborazione e reciproca interazione quella portata da Tajani che poco prima deve aver contagiato anche Enrico Gasbarra. Salito sul palco si rivolge al sindaco di Viterbo, chiamandolo Marini, anziché Michelini. Una gaffe che strappa risate divertite alla platea anche quando Gasbarra si scusa dicendo di essersi confuso dopo avere incontrato, poco prima,  fuori l’edificio l’ex sindaco Giulio Marini, suo collega ai tempi del Parlamento, e Fioroni ribatte: “Così Marini cresce di dieci chili e Michelini si suicida”.\r\n\r\nLo stesso Fioroni aveva poco prima stigmatizzato una certa tendenza della politica a “vedere inciuci, mentre un Presidente italiano del Parlamento Europeo, dovrebbe essere considerato una risorsa per tutto il paese. Vorrei dire ai tifosi dell’urlo e del no a tutti i costi che anche chi preferisce la politica moderata, ha una sua radicalizzaione. Di populismo è pieno il mondo – prosegue Fioroni – vedo destra e sinistra troppo agitate”.\r\n\r\nSugli stessi toni Enrico Gasbarra: “Il Presidente Tajani, in quanto italiano, ha tutto il mio sostegno. Abbiamo perso il senso dell’Europa. Il populismo la sta raccontando male”.\r\n\r\nAll’incontro di stamattina moltissimi amministratori di Viterbo  e provincia: oltre al sindaco del capoluogo Leonardo Michelini con gli assessori Luisa Ciambella, Alvaro Ricci, il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti, i coordinatori provinciali  e comunali di Forza Italia Dario Bacocco e Giovanni Arena, e Francesco Battistoni.\r\n\r\n \r\n\r\nTiziana Mancinelli

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.