Viterbo, 22 agosto 2026 – Rischiano di essere un’arma spuntata contro il degrado, le telecamere di ultima generazione installate al Sacrario al posto delle giganesche e antiestetiche torri faro. Seppur dotate di funzioni all’avanguardia rispetto alle comuni videocamere, come il riconoscimento facciale, la capacità di distinguere un uomo a terra, una rissa, e quella di intervenire via audio, ad oggi sono ampiamente sottoutilizzate. “L’impianto è funzionante, ma non registra”, ha detto l’assessore Emanuele Aronne nel consiglio comunale dedicato alle interrogazioni, in risposta alla consigliera comunale, Francesca Sanna (PD) che ha chiesto, appunto, perché le telecamere non funzionassero. Per metterle in uso, infatti, serve “la firma del patto della sicurezza integrata con la Prefettura”, che ad oggi ancora non c’è. L’assessore Aronne ha spiegato anche il perché: “Era necessario effettuare prima il collaudo dell’impianto che è collegato ad altri parcheggi”. Step compiuto di recente. Ora, dunque, si può procedere con la firma del patto. Al momento, però, la Polizia municipale è impegnata su un altro fronte, sempre riguardo alla videosorveglianza. La riqualificazione della torre civica ha imposto, infatti, la rimozione del ripetitore a cui erano collegate numerosissime telecamere, soprattutto quelle installate al centro storico. In questi giorni il dispositivo, con l’ausilio della municipale, sarebbe stato smontato e montato in un altro punto meno impattante sull’estetica della torre che si prepara all’apertura al pubblico, una volta terminato il cantiere della sua riqualificazione. Ma, anche con la firma del protocollo con la Prefettura, le telecamere intelligenti del Sacrario “saranno utilizzate al 50%” ha spiegato ancora Aronne. Le funzioni più all’avanguardia e sofisticate che potrebbero fare la differenza in un’area sottoposta a continui episodi di microcriminalità, degrado e allarme sociale, come, appunto, il riconoscimento facciale, per ora non potranno essere attivate poiché, secondo la normativa italiana, sconfinerebbero nel terreno minato della privacy. Il quadro legislativo, tuttavia, starebbe facendo ampi passi avanti verso uno sdoganamento di queste funzioni più avanzate, soprattutto in considerazione del crescente allarme sociale e dell’insicurezza nei centri urbani.
LE NUOVE TELECAMERE
Intanto prosegue l’installazione di nuove telecamere in città, per aumentare la copertura del territorio urbano. Le ultime sono state finanziate da fondi ministeriali. Installate dici telecamere su sette siti. Due in Piazzale Cotral, due a San Martino, una a piazza XX Settembre, una al Sacrario dietro al monumento dei caduti, una in piazza della Trinità, una in via San Pellegrino all’ingresso da piazza San Carluccio, due a piazza Campo Boio. La copertura, dunque, del territorio si fa sempre più capillare. Ma la svolta arriverà con la messa a terra del progetto “Sentinel” che metterà in atto una vera e propria rivoluzione tecnologica della sala operativa del comando della polizia locale, ad oggi piuttosto datata, che consentirà di gestire in modo più rapido e puntuale il reticolo degli innumerevoli occhi puntati sulla città. Al momento, infatti, ogni telecamera è collegata a un monitor, gestirle tutte, separatamente, ed estrarre singoli episodi dalle tante ore di registrato, diventa un’impresa titanica. Con la nuova sala operativa, non sarà più così.